" LA SCUOLA CHE VERRA' " ( COSI' LA CHIAMA IL PERIODICO TUTTOSCUOLA) CHI LA DIRIGERA' NELLA SUA FUNZIONALITA' DIDATTICA?

 

Ci viene il dubbio che, forse, nessunone avrà voglia o desiderio. Speriamo non sia così. Alla fine di maggio 2020 , quando il  "corona virus" cominciò a far paura anche per l' interruzione della scuola,  e per la sua ri-apetura a settembre, inviammo a tutte le autorità competenti  il testo di un articolo  con alcuni suggerimenti sull'anticipo della chiusura  e la ri-apertura  alla solita data di settembre. Dicemmo pure che durante l' estate bisognava preparare i docenti con un apposito aggiornamento  su una nuova gestione didattica che la presenza del virus obbligava. Ma anche noi non avevamo previsto i problemi che il virus aveva provocato agli aspetti tecnici, ambientali, e alle carenze numeriche dei docenti , e quant'altro collegato, non risolvibili durante l' estate. Adesso il problema è diventato più complesso, e forse non solvibile per la riapertura. e quindi richiede più tempo. In merito basta solo pensare ai miliardi di mascherine e ai banchi da distanziare, ma anche ai nuovi docenti da nominare senza posto di lavoro.

 
 Ci è venuta, quindi , l'idea di una nuova proposta che riteniamo non solo funzionale , e gestibile ma anche non dannosa ai fini della strutturazione della <scuola che verrà>. Prima di dirla prevediamo che , forse molti, salteranno sulla sedia dove sono seduti, ma pure di chi sta facendo in modo che la gestione che si sta utilizzando produca solo moneta per chi la può gestire. Crediamo di non doverne fare l' elenco. Prima dell' elenco che segue dobbiamo precisare, inoltre, che i primi a "ribellarsi" saranno i genitori, ma con un pò di riflessione si potrebbe accettare anche la nostra proposta per i possibili benefici umani e familiari. Ecco l' l'elenco ....

1) La scuola andrebbe chiusa per un anno intero. Dalla materna alla superiore , esclusa l' Università. Il danno formativo ed istruttivo sarebbe eliminabile dandone la competenza alle famiglie. Ma non solo. Si avrebbe il tempo per meglio organizzare: gli interventi edilizi, iL personale occorrente e relativi concorsi, gli arredi da integrare e/o sostituire, il rapporto con gli Enti locali, regioni comprese, ecc. Sicuramente si avrebbe il tempo occorrente per programmare tutti gli interventi per una NUOVA SCUOLA.

2) Affidando la competenza ai genitori, come hanno fatto molti attuali bis-nonni , non si creano più analfabeti , o ignoranti o altri casi, di chi non va a scuola per un anno scolastico, ma viene seguito periodicamente dai docenti , a casa , o nell' edificio utilizzabile, a giorni programmati. Quanti sono gli attuali giovani che non frequentano la scuola vigente e se la cavano benissimo ?

Per tale caso basterebbe che la direzione amministrativa rimborsasse il costo per l' acquisto dei libri scelti dai docenti da utilizzare a casa con il controllo periodico dei docenti che non stanno a scuola Anche per la materna basterebbe un contributo forfettario rimborsabile dalla direzione amministrativa della scuola di appartenenza, relativo all'acquisto di eventuale materiale idoneo.

3) E' evidente che il problema non riguarda solo gli alunni ma anche i genitori che lavorano, sicuramente più numerosi dei disoccupati. Qualunque sia la loro condizione socio-economica dovranno essere compensati per il tempo dedicato ai figli che non vanno a scuola concordando il problema con i rispettivi datori di lavoro, i quali potrebbero ,dovrebbero non solo collaborare , ma anche non ridurre lo stipendio per l' assenza. In caso contrario l' amministrazione scolastica dovrebbe intervenire col rimborso relativo.

4) Per gli insegnanti impegnati in attività di aggiornamento finora non sono prevedibili problemi economici . La questione, comunque, è affidabile alla gestione amministrativa mentre l'organizza-zione della programmazione e delle attività didattiche è competenza della direzione didattica che però sembra scomparsa dalla circolazione per cui ogni docente dovrà pensare per sè.

5) Onestamente dobbiamo ammettere di non avere conoscenza a proposito di un aggiornamento didattico che prevede l' elenco delle materie scolastiche, oltre alla lettura,la scrittura e il far di conto. si tratta di un problema reale e controllabile. Credeteci : l'università è frequentata anche da giovani che non sanno capire la lettura di un testo, scrivere in modo chiaro il proprio pensiero, usare l' aritmetica senza la calcolatrice. Non parliamo di quanti sono i giovani che conoscono cosa sia il debito pubblico, e qual'è la differenza fra DENARO e MONETA. Qualcuno, però, ha infatti previsto la conoscenza finanziaria ma non spiega cos' è e come si insegna.

6) E' chiaro, dunque, che la direzione didattica della scuola non sarebbe più prevista. Gli attuali dirigenti sono diventati muratori, pittori, falegnami ecc.; (per saperne di più basta leggere attentamente il nuovo programma scolastico proposto dal Governo, sono stati trasformati in personaggi politici per trattare con gli Enti Locali e le Regioni.) Attenzione : lo ha detto la ministra nel suo decreto. Chi li sostituirà nella precedente funzione? E' difficile prevederlo. Tutto passerà nelle mani dei singoli docenti per cui potrebbe accadere che in una stessa scuola , due classsi identiche avrebbero insegnamenti diversificati da quelli previsti dal programma generale.

Per concludere. La chiusura della scuola per un anno, o anche meno, se la pandemia venisse sconfitta, darebbe modo e tempo per rendere agibili gli attuali edifici e procurarne dei nuovi senza fretta eccessiva. Ma non solo . Ci sarebbe la possibilità per l' aggiornamento dei docenti e la riscrittura dei programmi diventati ormai non adeguati ai tempi.

Buon lavoro, signora Ministra.

 
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