" L' ULTIMO CANTO " DI ANTONIO DI CRESCENZO NON PUO' ESSERE QUELLO DEL CIGNO.

Il collega Di Crescenzo, anche lui pensionato come dirigente scolastico, mi ha spedito il suo ultimo
volumetto di una serie con cui "racconta" gli episodi più salienti della sua vita familiare e professionale. Fra questi c'è stato "Lo Sciame" , di cui mi ha definito "regista" , ma quello vero era lui , insieme al Provveditore Latini. A tutti piaceva visitare le località tipiche dell' Abruzzo. Ad un certo punto, però, questo "volo" perse la forza delle ali perché qualcuno iniettò nel gruppo un "disinfettante" anti "api." E i voli cessarono, ma non cessò l' attività culturale di chi lo aveva inventato. E' arrivato, così, "l' ultimo canto" , titolo fuorviante . Il testo che segue, infatti , non è una recensione, perché non si tratta di pubblicizzare un titolo da mettere in vendita. Vuole essere, invece, il riconoscimento di un valore culturale che deve continuare,

 

NO , caro "Totò", quello che hai raccontato col volumetto di "memorie" non può essere e non è , come è facile interpretare ad una prima lettura, quello del cigno. Lo hai spiegato anche tu nella prefazione dicendo che non hai più niente da "raccontare" della tua movimentata vita umana e professionale. Non è così, caro Totò e ti spiegherò perché.
Il racconto degli aspetti salienti della tua vita familiare non è separabile da quella professionale come tu hai confermato. Ma questo è un effetto comune a tutti gli uomini , anche se, ovviamente , in modo diverso. Nel tuo caso , perciò, il problema va osservato, dai lettori, da due angolazioni diverse, - quello di uomo, figlio, marito e padre, e -- quello di educatore e dirigente scolastico.
-- La prima angolazione l' hai descritta magistralmente a pagina 33 con l' espressione sintetica di ciò che succede a chi perde prematuramente la compagna di vita. Questa pagina mi ha ricordato il volumetto "Radici dell' anima" dove ho riletto le tre liriche stupende dedicate alla tua Silvana. Testimonianza di un ricordo imperituro per chi ha condiviso una vita movimentata come la tua.
-- La seconda parte che riguarda , invece, il tuo lavoro nella scuola, merita una riflessione particolare. In merito, infatti , non posso non ricordare che cosa scrissi su Interventi il 6-aprile – 2010, a commento del tuo "ROMANZO AUTOBIOGRAFICO" . Trascrivo i relativi "commi" . dell' articolo che è stato letto da 1060 visitatori .

"" Di Crescenzo non è stato un "ex" Dirigente scolastico , ma un "già" Direttore didattico di scuola elementare. L' "ex", infatti, annulla, mentre il "già" conserva tutta , nel bene e nel male, la sostanza del lavoro professionale svolto durante la vita attiva. Totò ha voluto imprimere, nero su bianco, le origini e l' evoluzione del suo impegno sociale, prima come maestro e poi come Direttore didattico.
Ora bisognerebbe dire "Dirigente" scolastico, figura giuridica che ha tolto agli ex ( qui ci sta bene l' ) Direttori didattici, la loro originaria funzione pedagogica e, appunto,didattica, per trasformarli in piccoli burocrati di periferia.
Ma questo non è stato il caso di Di Crescenzo che ha lasciato la scuola prima della rivoluzione burocratica della funzione. Dal suo "ROMANZO AUTOBIOGRAFICO" , infatti, si evince lo svolgimento di una "carriera" segnata dalla convinzione che la scuola, e la passione che questa richiede, siano le colonne portanti di un impegno educativo "taumaturgico" per i mali che affliggono , purtroppo, una società "disorientata" come quella dei decenni a cavallo dell' anno 2000)""

Questo tanto per confermarne ,ancora oggi , la validità del contenuto.
Torno al "canto". Da quanto hai raccontato si evince che la tua carriera scolastica si è svolta in maniera movimentata, ma questo aspetto non è negativo perché ti ha consentito di fare esperienze ed acquisire conoscenze relative alle funzioni istruttive, educative e socializzanti della scuola. Ed è su questo che, partendo dal Romanzo citato, voglio richiamare la tua attenzione sulla necessaria continuità della serie del "canto" con cui , dati i tempi che corrono, puoi andare oltre gli aspetti "tecnici" che tu hai fatto funzionare molto bene. La tua esperienza, insomma, consente di spiegare che la riforma per una "Buona Scuola" deve avere obiettivi diversi calibrati con i tempi.
Ciò perché il problema scuola ha assunto un' importanza ancora più rilevante per il contributo che può e deve dare quale unico strumento per uscire dalla crisi in cui siamo stati cacciati . Finora, però, a tal fine , la scuola dalla media all' università non ha fatto niente e continua ancora ad essere ignorata come "strumento" necessario alla vita socio – economica .
Il Presidente Renzi, infatti , crede che una "buona scuola" si ottiene con l' assunzione di 100000 docenti di cui non si conosce né cultura né preparazione. E' un errore perché non ci si rende conto che così la scuola si riforma solo per assumere personale non per la sua funzione educativa dei giovani.
La tua saggezza e ed esperienza potrebbe contribuire a diffondere la conoscenza della funzione a cui la scuola dovrebbe mirare.
Rileggiti su Interventi la "carta di identità" e tutto quanto ho detto in merito, e poi scrivi un nuovo "Canto" su ciò che a tuo avviso dovrebbe fare la scuola. L' ultimo canto è ancor di là da venire..
In attesa di sentirti ti abbraccio forte anch'io.                               Nicola ( il regista di che? )
PS.
Consentimi Totò se approfitto per esprimere un meritato apprezzamento alle edizioni "Tracce" per quello che pubblica . Sarebbe interessante se decidesse di promuovere iniziative anche a favore della scuola. Io ci spero.