PROPONIAMO UN "NOBEL" NAZIONALE PER L' INSEGNAMENTO IN ITALIA

Pubblicando la notizia della seconda edizione di un "NOBEL",  dedicato alla scelta e premiazione dei  docenti più bravi del mondo,  ci hanno  sorpreso  alcuni aspetti dei risultati della prima edizione di cui probabilmente pochi hanno avuto conoscenza. Nell' appello  a Renzi e Giannini si dice infatti che, per la scarsa informazione diffusa in Italia sulla iniziativa , gli italiani partecipanti sono stati solo 14, pochi  in  confronto ai 98 della Nigeria  Su 5000 presenti i partecipanti italiani hanno totalizzato lo 0,28 %. C'è stato però un recupero dell ' 1% con le 2 presenze fra i 50 finalisti Ma il problema vero non è  l' informazione e la partecipazione che l' iniziativa merita comunque. Presidente e Ministro sono stati perciò invitati a diffondere il più possibile l' informazione  al mondo della scuola.

L' aspetto più importante su cui bisogna riflettere è il "contenuto"  dell' iniziativa a livello mondiale con cui, immaginiamo, l' obiettivo potrebbe essere quello di  ottenere effetti culturali, e non solo premiazioni milionarie  Tali effetti, però, nel "comunicato stampa" non sono stati indicati. I criteri per  la valutazione dei docenti "fuoriclasse" esprimono i comportamenti utilizzati da insegnanti che esercitano la professione  docente per naturale e spontanea passione. Questa, cioè, non ha bisogno di norme  che la impongono. Il problema, dunque, resta ancora tutto da chiarire, soprattutto perché si tratta di un premio diverso dalla onorificenza che Nobel pensò di assegnare a personaggi che si sono distinti nei diversi campi dello scibile con relativi benefici  per l' umanità mondiale. Il "NOBEL" per l' insegnamento , a nostro avviso, non ha e non potrebbe avere questa caratteristica perché manca , e non può produrre , un concreto beneficio per la collettività umana.  Forse bisognerebbe chiamarlo con altro nome e organizzarlo diversamente  per evidenziarne le finalità. Proviamo a spiegarne la possibilità.

A tal fine riproponiamo la pubblicazione  dei  sette criteri  principaliche utilizzerà la giuria internazionale per individuare i comportamenti  concreti che farebbero   degli insegnanti  dei "fuoriclasse…in classe".

1- Ottengono riconoscimenti, da parte di istituzioni, dirigenti, studenti, etc.,
per importanti e preziosi risultati conseguiti, in aula e oltre.

2- Si applicano concretamente nell'aprire le menti ed educare cittadini globali, capaci di integrarsi e di trarre valore dalle differenze culturali, religiose e di costumi.  

3- Utilizzano e sperimentano pratiche educative innovative ed efficaci, capaci di far raggiungere risultati fuori dal comune.

4- Contribuiscono a rendere l' "istruzione di qualità" accessibile a giovani di ogni estrazione e condizione sociale.

5- Si impegnano nell'elevare e valorizzare la "professione docente" attraverso dibattiti pubblici, pubblicazione di articoli, cura di blog e social media, attivazione di campagne, movimenti, etc.

6- Realizzano "fuori dall'aula" azioni che rendono gli studenti protagonisti e partecipi della conoscenza e della crescita del proprio territorio.

7- Riescono ad infondere nei giovani la voglia di intraprendere la professione docente.

Si tratta , come è facile capire, di criteri comportamentali puramente teorici , e privi di concretezza , dovrebbero e/o potrebbero dare una particolare qualificazione all' attività di insegnamento. Ma tali comportamenti, purtroppo, non possono essere  trasferibili in dotazione a tutti gli insegnanti del mondo, ma neanche a livello delle singole istituzioni scolastiche nazionali, senza la condivisione "politica" dei singoli Stati .

Va notato, infatti, che la  possibile accettazione  dei  comportamenti professionali  previsti dai criteri del NOBEL non sono facilmente  accettabili e ripetibili, utilizzando solo la personale autonomia didattica di ogni docente , se non esiste un clima culturale idoneo ad una  condivisibilità naturale e spontanea.  Tutto ciò, comunque , non significa che l' idea del Nobel sia priva di un possibile effetto positivo .Gli Stati , ovviamente ,sono chiamati a tenerne conto, anche se viene spontaneo il dubbio che dietro l' iniziativa ci possano essere motivazioni che hanno poco a che fare con una buona scuola.

La positività che, comunque, si può evidenziare in ciascun criterio non ha un effetto pratico di cui potrebbe beneficiare subito la popolazione scolastica mondiale .Essa, invece, consiste in  una proposta teorico/pratica a cui gli Stati potrebbero ispirarsi per la definizione , e relativa illustrazione, di programmi scolastici  che i docenti sono chiamati ad attivare  per promuovere i risultati culturali insiti nei sette criteri.  Dovrebbe accadere, cioè, che i singoli Stati, che prendono coscienza e recepiscono come validi  i comportamenti  indicati dai criteri, decidano autonomamente di adeguare ad essi i rispettivi servizi educativi, attualmente privi di una esplicita finalità educativa e formativa valida per tutti.

Sarà possibile?  Sembra difficile , ma "tentar non nuoce". A nostro avviso potrebbe funzionare l'invito ufficiale a tutti i Ministri della pubblica istruzione mondiale di mettere a confronto i criteri con gli obiettivi dei rispettivi  programmi scolastici per adeguarli, ove necessario e  possibile , alle finalità educative e formative già esistenti e praticate.

Proposta per Renzi e sig.ra Giannini


Si potrebbe fare la prova di confrontare i criteri del NOBEL  con gli obiettivi prioritari  previsti dalla  riforma italiana per una "buona scuola". Non ci siamo pronunciati positivamente su tutti i contenuti.  Su INTERVENTI si possono leggere le nostre osservazioni  . Rileggendo, però,  l' elenco che segue già pubblicato, con le note che si confermano, crediamo di poter segnalare che fra tutti gli obiettivi ritenuti prioritari dalla legge di riforma  "renziana" ce ne sono diversi che potrebbero corrispondere ai comportamenti indicati dai criteri  del Nobel.

Seguono gli obiettivi formativi necessari per una "buona scuola" italiana:  

-VALORIZZAZIONE E POTENZIAMENTO delle competenze linguistiche

-potenziamento delle competenze matematico-logiche e scientifiche  

-potenziamento competenze nella pratica e nella cultura musicali, nell’arte e nella storia dell’arte

-SVILUPPO DELLE COMPETENZE in materia di cittadinanza attiva e democratica ;

-sviluppo di comportamenti responsabili ispirati alla conoscenza e al rispetto della legalità ;

-ALFABETIZZAZIONE all’arte;    

-potenziamento delle discipline motorie;

-sviluppo delle competenze digitali ;

-potenziamento delle metodologie laboratoriali ;

-PREVENZIONE E CONTRASTO della dispersione scolastica ;

-valorizzazione della scuola intesa come comunità attiva, aperta al territorio ;

-apertura pomeridiana delle scuole ;

-riduzione del numero di alunni per classe ;

-potenziamento del tempo scolastico ;

-rimodulazione del monte orario;

-INCREMENTO dell’alternanza scuola-lavoro ;

-valorizzazione percorsi formativi individualizzati ;

-INDIVIDUAZIONE DI PERCORSI e di sistemi funzionali alla PREMIALITÀ …;

-alfabetizzazione e perfezionamento dell’italiano come lingua seconda ;

-DEFINIZIONE DI UN SISTEMA di orientamento .


Concludiamo
con la proposta  al nostro Governo :  " organizzare un fac-simile di premio Nobel  nazionale invitando tutti gli insegnanti di ogni ordine e grado disponibili  a partecipare all' iniziativa presentando l'opportuna documentazione concreta , vistata dai rispettivi Dirigenti". Potrebbe essere un incentivo per tutto il corpo docente a lavorare con impegno e passione. Ma non solo. Forse si riuscirebbe a conoscere come potrebbero concretizzarsi a scuola  i concetti astratti che abbiamo evidenziato in neretto.