PROVOCAZIONI LINGUISTICO / LETTERARIE SU ESPRESSIONI E CONCETTI ASTRATTI USATI NELLA GESTIONE SOCIO-POLITICA ED ECONOMICA.

Cominciamo dalla "crescita", parola con cui ci hanno riempito la testa, attraverso le orecchie  e gli occhi con cui si  leggono i giornali, e ciò con la complicità della crisi in corso studiata a tavolino, come dichiarò la buon' anima di Gianni Agnelli. Il senatore, infatti, presente in una discussione  di economia, disse che "prima c' erano le guerre, ora ci sono le crisi": il senso e lo scopo si intuiscono. Si tratta , comunque, di un concetto astratto, cioè senza una sostanza materiale di riferimento, ma che dà  "oggettivazione " al verbo  intransitivo "crescere".   

 

Anche il verbo è astratto ma rende visibile  la trasformazione di materie prime  e di fenomeni naturali, incluso lo sviluppo della cultura , dell' intelligenza , del sapere, delle conoscenze e dei comportamenti personali e collettivi, compresi , purtroppo, la stupidità , l'egoismo e il disinteresse popolare. Vediamo, comunque, quali sono i settori per i quali il concetto di "crescita" viene usato quasi sempre in modo non appropriato.  Il primo, perché più diffuso, è il settore economico che comprende lo "sviluppo" delle attività produttive, e quindi l' aumento del reddito , sia nazionale che pro-capite. Poi viene quello politico-culturale , che invece dovrebbe occupare il primo posto  per importanza. C'è infine il terzo settore che riguarda l' uso del verbo  "crescere" in tutti i casi in cui si possono  notare  gli aumenti di : "numero di elementi",  di peso, di misure,  di grandezza,  e infine dei "prezzi" di mercato.

            Ecco perché finora nessuno ha definito che cosa deve crescere non solo a livello nazionale e pro-capite, ma anche europeo. Il popolo, da parte sua, disinformato, anche ad arte, nonché egoista per natura,  non si pone neanche il problema di capire il significato linguistico di "crescita". E qui sta l' inganno studiato per far pensare solo al "denaro".

            L' Europa è intervenuta per  aiutare a capire, ma ha complicato di più il problema.

            La  Commissione EU , infatti , nella  """.... strategia Europa 2020 mira a una crescita che sia:intelligente, grazie a investimenti più efficaci nell'istruzione, la ricerca e l'innovazione;sostenibile, grazie alla decisa scelta a favore di un'economia a basse emissioni di CO2; esolidale, ossia focalizzata sulla creazione di posti di lavoro e la riduzione della povertà. La strategia s'impernia su cinque ambiziosi obiettivi riguardanti l'occupazione, l'innovazione, l'istruzione, la riduzione della povertà e i cambiamenti climatici / l'energia. ""  E  poi spiega e precisa:  ""La strategia Europa 2020 mira a una crescita che sia:intelligente, grazie a investimenti più efficaci nell'istruzione, la ricerca e l'innovazione;sostenibile, grazie alla decisa scelta a favore di un'economia a basse emissioni di CO2; esolidale, ossia focalizzata sulla creazione di posti di lavoro e la riduzione della povertà. La strategia s'impernia su cinque ambiziosi obiettivi riguardanti l'occupazione, l'innovazione, l'istruzione, la riduzione della povertà e i cambiamenti climatici/l'energia."" 

            Da un' attenta analisi linguistica si può desumere, però, che le tre qualificazioni  della crescita non sono pertinenti.  A  nostro avviso , infatti :

-- L' intelligenza non può essere la dote di un concetto astratto ; si addice , invece, alle capacità di chi dovrebbe gestire la vita politica e socio economica in modo che  la  collettività possa vivere   tranquilla senza essere soggetta a stimoli  consumistici superflui e  inutili, se non dannosi alla salute.

-- La sostenibilità comprende anche  la possibilità contraria, quindi tale qualifica  potrebbe non dare alcun contributo concreto alla sicurezza contro il CO2, o altri inquinanti

-- La solidarietà: a chi , o a che cosa ? A chi specula con la gestione dei rifiuti  sempre in aumento? I primi due, infatti, sono problemi che decidono solo i privati; mentre -- l' istruzione pubblica ha dimostrato incapacità a promuovere ciò che veramente serve alla vita collettiva . L' Italia è uno degli ultimi  paesi europei nella graduatoria di efficacia formativa, tanto è vero che la Commissione EU ne ha proposto un' attività di recupero.  Diciamo pure, che , in merito, c'è il dubbio  che "questa doveva essere" la funzione della scuola. Della povertà, che fa parte della vita umana, e dei cambiamenti climatici imprevedibili è meglio non parlarne se prima  non si fa funzionare bene la pubblica istruzione, da destinare anche agli adulti.
            E' evidente , dunque , che neanche la Commissione EU sa spiegare che cosa deve crescere; potrebbe anche ritenere di non poterlo dichiarare, in quanto tutti i problemi di gestione finanziaria e monetaria in Europa, ma non solo, sono direttamente legati al "Dio Denaro" con implicazioni di non facile soluzione perché i personaggi interessati alla speculazione monetaria sono troppi, anche se sono relativamente pochi in termini percentuali.

            Chiudiamo, pertanto, con una similitudine fra il rapporto logico delle "coppie " : < DENARO e MONETA >,  < CRESCITA  e CRESCERE >.

            Il Denaro è un'idea sempre viva , la Moneta è uno strumento che rappresenta il Denaro  ma è truffaldino e deperibile ; può scomparire dalla sera alla mattina ( come è successo nelle 4 banche).

            Anche la  Crescita è un'idea sempre viva perché si riferisce a tutti gli esseri viventi sulla Terra . Il Crescere, invece, può scomparire perché la sua funzione si ferma quando su una parte o su tutta la Terra si fermasse lo sviluppo della vita animale , vegetale e umana, o , più concretamente, come sta già accadendo,  quando il popolo dovesse decidere di rinunciare al consumo di beni e servizi superflui  che già sono troppi.

            La provocazione, dunque, con invito a riflettere sulla speculazione finanziaria che stiamo subendo col nome di crisi, è diretta a Renzi, Padoan, Merkel, Draghi, Bankitalia, politici vecchi e nuovi ecc.ecc. La crescita, pubblicizzata dalle rispettive istituzioni, sta rischiando di restare solo un desiderio  insoddisfatto.