(1) Antonio Zichichi: la fede e la scienza, binomio inseparabile

La fede e la scienza. Tema “scottante” ma sempre attuale per chi riflette sul senso della vita. Non è facile dare una risposta al dubbio insito nel binomio. Noi non ci proviamo neanche. Il Papa, invece è, diciamo così,  “abilitato”, perciò lo ha fatto nella sua funzione specifica. Lo ha fatto, però,  anche uno dei nostri scienziati più noti in campo mondiale.
L’ing. Lippa ci racconta , con DUE interventi , un’ intervista al fisico nucleare Antonio Zichichi, pubblicata solo ora su LE TERRE MARSICANE , giornale on-line del Fucino , dal quale  noi riprendiamo i testi   col volere dell’ autore.. (N. d..D.)

 L’ INTERVISTA AL FISICO NUCLEARE
di Leucio  Lippa  27-12 -10 

 

 Chi è Zichichi

Qualche anno fa ebbi l'onore d'incontrare Zichichi al quale rivolsi alcune domande e gentilmente accettò di rispondermi . Scartabellando tra i miei vecchi appunti ho ritrovato le domande e le risposte dell'incontro anzidetto . Ricordo che Zichichi ha lavorato nei più grandi Laboratori del mondo e al CERN di Ginevra, dove nel 1965 ha scoperto l'antimateria nucleare. . Nel 1963 ha fondato a Erice il " Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana " . E' autore di oltre ottocento lavori scientifici, tra cui : 6 scoperte, 4 invenzioni, 3 idee originali che hanno aperto nuove strade nella Fisica Subnucleare delle alte energie, e 4 misure di alta precisione di quantità fondamentali. E' stato Presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Attualmente è Professore Emerito di Fisica Superiore all'Università di Bologna .

Parlando del rapporto tra scienza e fede, tema affrontato da Benedetto XVI, il professor Zichichi ha ricordato che i risultati raggiunti dalla scienza odierna sarebbero impensabili senza " quell'atto di fede e di umiltà intellettuale, maturato nel cuore della cultura cattolica con Galileo Galilei ".

Le domande e le risposte

D: Cos'è per lei la ragione ?

R: Noi siamo l'unica forma di materia vivente a cui è stato dato il privilegio del dono della ragione ; ed è grazie alla ragione che la forma di materia vivente cui noi apparteniamo ha potuto scoprire il linguaggio, la logica e la scienza. Esistono, infatti, centinaia di migliaia di forme di materia vivente, vegetale ed animale, ma nessuna di esse ha saputo scoprire la memoria collettiva permanente, meglio nota come linguaggio scritto, né le forme di logica rigorosa come matematica o la scienza che, tra tutte le logiche possibili, è quella che ha scelto il Creatore per fare l'universo così come possiamo vederlo e studiarlo, noi stessi.

Una logica che ci è permesso di studiare e capire ma che nessuno sarà mai in grado, anche minimamente, di alterare . Senza ragione non avremmo potuto scoprire la scienza, questa straordinaria avventura intellettuale, iniziata solo 4OO anni fa, con Galileo Galilei, e le prime Leggi fondamentali della natura da lui scoperte. Galilei le chiamava " Impronte del Creatore ", impronte che potevano anche non esistere. Invece lui era convinto che esistessero, e che fossero presenti sia nelle stelle, sia nella materia volgare " come le pietre, nelle quali in quel tempo tutti erano certi che non fosse possibile trovare verità fondamentali. E' proprio studiando le pietre che Galilei iniziò a cercare quelle impronte, per un atto di fede nel Creatore . Un atto di fede e di umiltà, che ci ha permesso di arrivare oggi, in solo quattro secoli, a concepire l'esistenza del " supermondo ": la più alta vetta delle conoscenze scientifiche galileiane, quindi del sapere rigoroso, nell' immanente . Le frontiere stesse del supermondo confermano quanto dicevo prima, ovvero che siamo l'unica forma di materia vivente dotata di ragione.                                                                                                 ( Continua)