(2) ANTONIO ZICHICHI : LA FEDE E LA SCIENZA, DONI DI DIO INSEPARABILI

Con questo intervento si chiude l’ intervista allo scienziato Zichichi. La rivalutazione  da parte dei Papi  Giovanni Paolo II e Benedetto XVI         conferma Galileo come padre della scienza alleata della Fede..Condizione che si desume dalla seguente dichiarazione di Papa Giovanni.:  " La scienza ha radici nell'Immanente ma porta l'uomo verso il Trascendente "

 “Scienza e fede sono entramne un dono di Dio” 

 di Leucio Lippa   03- 01 -, 2011 

Domanda : Sono state attribuite al Pontefice false dichiarazioni di condanna nei confronti di Galileo Galilei, poi smentite . Come pensa che il Papa Benedetto XVI veda realmente la figura di Galileo Galilei ?

Zichichoi : per Papa Benedetto XVI  la ragione è al centro della cultura del nostro tempo . Il suo pensiero su Galileo è stato mistificato, estrapolando una citazione di Feyerabend ( che dichiarava giusta la condanna a Galileo ), da un discorso che in realtà mirava a sostenere proprio la tesi opposta . E proprio in Galileo, il Pontefice vede una unione ideale tra scienza e fede . Il 6 aprile 2OO6, alla domanda di un giovane che partecipava in piazza S, Pietro a un incontro in preparazione della Giornata mondiale della Gioventù, Benedetto XVI rispose che  " il grande Galileo considerava la Natura e la Bibbia due libri scritti dallo stesso Autore “.  Il libro della natura in lingua matematica, perché per costruire l'universo è necessario il rigore della matematica ; la Bibbia, essendo parola di Dio, doveva invece esser scritta in linguaggio semplice e accessibile a tutti, come debbono essere i valori della nostra esistenza, che è una simbiosi della sfera immanentistica e della sfera trascendentale .

Domanda : cosa è la scienza ?

Zichichi : La scienza, ci ricorda Benedetto XVI, nasce dall'atto galileiano di umiltà Intellettuale : colui che ha fatto il mondo è più intelligente di tutti noi, scienziati, filosofi, artisti, matematici, nessuno escluso .Per conoscere quale logica abbia scelto il Creatore per creare il mondo e noi stessi c'è una sola possibilità : porgli domande in modo rigoroso .
E' questo il significato di " esperimento di stampo galileiano ", è da qui che nasce la scienza galileiana, che esige rigore e riproducibilità . Se nel 1965 avessi potuto dimostrare l'esistenza dell'antimateria nucleare solamente con carta e penna e utilizzando il rigore della matematica, non avrei avuto bisogno di un esperimento estremamente difficile e per il quale fu necessario inventare un circuito elettronico speciale, che misurasse i tempi di volo delle particelle subnucleari con precisione fino ad allora mai ottenuta : frazioni di miliardesimi di secondo .

Per fare una scoperta scientifica è quindi necessario arrendersi alla superiorità intellettuale del Creatore di tutte le cose visibili e invisibili, e realizzare un esperimento . E' stato così per l'antimateria nucleare, come per tante altre scoperte . Ogni scoperta è stata ottenuta sempre dopo un esperimento che ha richiesto almeno un invenzione tecnologica, come ad esempio il più potente rivelatore di neutroni, che ha permesso di scoprire una formidabile proprietà dell'Universo subnucleare : l'enorme divario esistente tra miscele mesoniche vettoriali e quelle pseudo scalari . Non è una proprietà banale delle strutture subnucleari ma il risultato delle leggi che governano l'Universo la cui regolarità e le cui leggi nessun filosofo, logico matematico, pensatore, nessuno, aveva saputo prevedere . Se fosse sufficiente il rigore logico--matematico per comprendere come è strutturato l'Universo subnucleare non avremmo bisogno di costruire strutture complesse e gigantesche come la nuova macchina che è entrata in funzione al CERN di Ginevra : una pista magnetica lunga 27 Km, con una quantità enorme di rivelatori, cosa finora mai realizzata, per avere una risposta alla domanda : " come era l'Universo un decimo di miliardesimo di secondo dopo il Bing Bang


Domanda: Lei parla spesso della necessità di umiltà intellettuale nella ricerca scientifica...

 Zichichi : Se non fosse per l'atto di umiltà intellettuale del padre della scienza moderna, saremmo rimasti fermi, chissà per quanti secoli ancora, a ciò che pensavano i nostri antenati : basta essere intelligente per capire come è fatto il mondo . Nel corso di diecimila anni, dall'alba della civiltà al sedicesimo secolo, tutte le culture si erano illuse di saper decifrare il libro della natura senza mai porre una sola domanda al Suo Autore . Ecco perché a nessuna cultura era toccato il privilegio di scoprire una legge fondamentale della natura . Oggi la scienza è arrivata alla soglia del supermondo, per quell'atto di fede e di umiltà intellettuale, maturato nel cuore della cultura cattolica di Galileo Galilei, che Giovanni Paolo II°, il 3O marzo 1979, in Vaticano, presenti i rappresentanti dei fisici di tutta l'Europa, definì figlio legittimo e prediletto della Chiesa Cattolica . Con il suo coraggio intellettuale e spirituale Giovanni Paolo II riportò finalmente a casa i tesori della scienza galileiana che sono autentiche conquiste della cultura cattolica . E Benedetto XVI° di questi tesori è oggi il massimo custode della continuità culturale del Suo apostolato con quello di Giovanni Paolo II°

Domanda :. Questo si collega all'alleanza tra scienza e fede da Lei sempre sostenuta ?

Zichichi : Papa Giovanni Paolo II°, spalancando le porte della Chiesa cattolica alla scienza galileiana, dette vita a questa grande alleanza tra fede e scienza . Una alleanza di cui è prova la frase  " scienza e fede sono entrambe doni di Dio” . Questa affermazione è stata incisa su ferro ed esposta agli scienziati di tutto il mondo al Centro di cultura scientifica " Ettore Maiorana " di Erice . La cultura del nostro tempo è detta moderna, ma in effetto è pre-- aristotelica, come è provato da quella lettera a cui hanno aderito, subito 67 persone , adesioni che oggi sono diventate ,  mi è stato detto, molte migliaia . Enrico Fermi ,però,  Insegna che la scienza è fondata sulla meritocrazia, non sui numeri di chi sottoscrive una presunta verità . Non si possono mettere ai voti le " Forze di Fermi " né l'equazione di Dirac . Né le leggi che continuiamo a scoprire nell' Università subnucleare . La democrazia va bene per la politica, non per la verità scientifiche . Se vivessimo -- come pretende la cultura dominante atea -- nell'era della scienza quella lettera sarebbe rimasta con zero firme : non sarebbe mai stata scritta . Le radici di quella lettera sono nella cultura del nostro tempo che -- come dicevo prima -- è detta moderna mentre in effetti è pre--aristotelica . Infatti  né la logica rigorosa né la scienza sono ancora entrate nel cuore di quella cultura che -- come ha scritto Papa Benedetto XVI° nel discorso preparato per la visita alla Spezia,--costringe la ragione ad essere sorda al grande messaggio che viene dalla fede cristiana e dalla sua sapienza . Così facendo, questa cultura agisce in modo da non permettere più alle radici della ragione di raggiungere le sorgenti che ne alimentano la linfa vitale . La sintesi più bella del pensiero di Papa Benedetto XVI° è incisa nella cupola della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei martiri a Roma, dove c'è un'altra famosa frase di Giovanni Paolo II° : " La scienza ha radici nell'Immanente ma porta l'uomo verso il Trascendente " . Negare a Benedetto XVI° il diritto di portare ai giovani il messaggio della grande alleanza tra fede e scienza è stato un atto di oscurantismo, non di laicità.