IN AMERICA E’ GIA’ IN ATTO LA CORSA PER LA CONQUISTA DELLA“”CASA BIANCA””

 

La notizia è stata riportata anche da qualche giornale italiano. "Interventi" ne sta parlando da più di un mese con informazioni particolareggiate grazie al nostro collaboratore dalla California che ogni tanto ci chiede di dare spazio alle vicende politiche della federazione americana. Questa volta ci fa conoscere i motivi di contrasto fra i due candidati repubblicani rimasti in lizza


La scelta repubblicana e l'estremismo di Perry

di Domenico Maceri

"È uno schema Ponzi" e una "menzogna mostruosa", così Rick Perry, Governatore del Texas, ha definito il Social Security. Lo ha detto nel recente dibattito repubblicano a Simi Valley, California, nella biblioteca presidenziale Ronald Reagan. È un'idea che Perry aveva già espresso nel suo libro "Fed Up" (Adesso basta), dalla quale non si è allontanato nonostante la sua recente candidatura alla nomination del Partito Repubblicano.

Si tratta di poco più di un'emozione ma sufficiente per confermare la sua posizione di primo della classe del Partito Repubblicano come indicano i recenti sondaggi. Perry, infatti, poco dopo la sua scesa in campo, ha superato Mitt Romney (27% a 14%), lasciando indietro gli altri candidati, specialmente Michelle Bachmann. La parlamentare del Minnesota era divenuta l'erede di Sarah Palin con il Tea Party e gli evangelici. Non più. Perry è riuscito in pochissimo tempo a creare un corsa a due con Romney, quest'ultimo visto come il candidato dell'establishment repubblicano.

Romney, infatti, al dibattito in California, ha preso le difese del Social Security dicendo che nonostante i suoi problemi, è un programma dal quale dipendono molti americani.

Ma Romney parlava ad un pubblico di elettori di medio livello sociale. Perry invece si rivolge agli elettori che voteranno nelle elezioni primarie condividendo la sua convinzione che il Social Security ( la sicurezza sociale introdotta con legge negli anni 30 la cui tessera è indispensabile per ogni tipo di asistenza pubblica – ndr-) sia in pericolo.

La realtà è però molto più vicina all'ex governatore del Massachusetts che non a Perry. Il Social Security ha delle difficoltà come tutti gli altri sistemi di pensioni. Qualche ritocco però, come l'aumento dell'età per ottenere la pensione e qualche lieve aumento ai contributi, riusciranno a mantenere il programma vivo per molto tempo. Il fatto che la maggioranza degli americani lo considera importante nonostante tutti gli attacchi della destra vuol dire che rimarrà e che le soluzioni si troveranno.

Perry, comunque si sta concentrando sul risultato positivo delle primarie. Ecco come si spiegano le altre asserzioni estremiste dell'attuale governatore del Texas. Nel suo libro "Fed Up" Perry ha anche sostenuto idee che fanno piacere all'estrema destra. Ritiene che l'omosessualità è simile all'alcolismo, ossia una scelta personale che tutti potrebbero cambiare. Crede anche che il sedicesimo emendamento della costituzione, che autorizza le tasse federali sul reddito, andrebbe abrogato.

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Il successo di Perry è in buona parte dovuto all'economia del Texas e la creazione di posti di lavoro. È qui che il governatore del Texas vede il suo forte. Il Lone Star State ha creato un milione di posti di lavoro dal 2011 mentre in tutto il Paese invece si sono perduti 2,5 milioni di posti di lavoro. Ma anche qui si tratta di relazioni pubbliche da parte di Perry. Se si guarda un po' con attenzione si nota che la crescita nel Texas è dovuta agli incrementi della popolazione, alle tasse pagate dai petrolieri, come pure alle spese del governo federale che Perry continua a demonizzare. Si calcola che il governo federale ha speso venti miliardi di dollari nel Texas, figura che spiega il 47 percento dei nuovi posti di lavoro.

Perry non vede che una buona parte di questi nuovi posti di lavoro pagano pochissimo e molti non offrono l'assicurazione medica. Quando si aggiungono i tagli del governo statale alla spesa pubblica sulla sanità si nota che il 27 percento dei texani non ha assicurazione medica comparata alla media nazionale del 17%.

Nelle poche settimane della candidatura alla nomination repubblicana Perry ha superato tutti i suoi avversari. Finora, inoltre, non ha ricevuto critiche dalla stampa né attacchi dagli altri candidati, eccetto alcune "frecciate" nel recente dibattito. Una di queste che sembra avere colpito il bersaglio è la visione che Perry ha della scienza. Secondo il governatore del Texas il riscaldamento globale è una teoria che la scienza non ha ancora dimostrato. Quindi secondo lui non bisogna preoccuparsi e lasciare le aziende fare il suo lavoro senza mettergli i bastoni fra le ruote con regole eccessive che potrebbero avere un impatto negativo sull'economia.

Sulla questione scienza sia Romney che John Huntsman, uno dei candidati "minori" con poche chance alla nomination, hanno attaccato Perry dicendo che per essere eletti presidenti bisogna fare i conti con la scienza. Secondo la National Science Academy, infatti, il riscaldamento globale non solo esiste ma è causato dall'uomo e le sue attività industriali. Ciò potrebbe spiegare in parte la siccità che ha colpito il Texas quest'estate. La reazione di Perry è stata prima di tutto il taglio dei fondi ai vigili del fuoco dello Stato. Poi ha chiesto ai suoi concittadini di pregare Dio perché mandi la pioggia.

Se Perry dovesse ottenere la nomination repubblicana ed eventualmente vincere l'elezione generale forse saranno gli americani a pregare Iddio che ce la mandi buona.