ANCHE GLI AMERICANI ASPETTANO LA "CRESCITA" -- COME FUNZIONERA' L' AUMENTO SALARIALE?

     Questa volta Domenico Maceri ci illustra una situazione salariale degli Stati Uniti che non esitiamo a definire sconcertante . Per nostro difetto , ovviamente , non abbiamo mai letto che nella federazione degli stati americani a decidere il livello salariale dei dipendenti pubblici e privati fossero gli stessi Stati federati, o addirittura i referendum popolari . Ma i sindacati non esistono? Onestamente non siamo in condizioni , per carenza di informazioni precise e di tempo necessario , per approfondire la questione, per cui affidiamo l' incarico ai lettori di divertirsi a fare un po' di conti

      L' unico conto che abbiamo fatto riguarda il confronto €/ dollaro . I 15 dollari che potrebbero arrivare in tasca fra qualche anno, corrispondono , al cambio di oggi, a € 10,87; Non ci sembra difficile continuare a fare alcuni conticini per calcolare il salario giornaliero e mensile degli americani. Forse avevamo ragione quando in un altro intervento abbiamo detto che, tutto sommato, non abbiamo niente da invidiare agli USA..
     Un'osservazione, però, vogliamo fare a Domenico per richiamare la sua attenzione sull' ultimo capoverso del suo articolo. Ci sembra di aver capito che egli condivide il ragionamento , spacciato per economico da politici ed economisti, quando parlano di "ripresa" e di "crescita" senza avere il coraggio spiegarne il significato. Se la crescita della spesa e dei consumi aiuta ad uscire dalla crisi bisognerebbe definire prima fino a che livello si può o si deve crescere . Diversamente si rischia, più prima che poi , di andare in bancarotta , purtroppo a livello mondiale. Ma allora non ci sarà banca o fondo mondiale che potrà salvare l' umanità da una dittatura della carestia.(NdD)

Salario minimo a 15 dollari l'ora a Seattle

     "Diminuiremo il tasso di povertà della città.... ma non danneggeremo i grandi creatori di posti di lavoro". Con queste parole il sindaco di Seattle Ed Murray ha introdotto il progetto municipale di aumentare il salario minimo a quindici dollari l'ora, quasi il doppio della media federale di 7,25.
Non basta. Ecco cosa ha dichiarato Kashama Sawant, la consigliera comunale socialista di Seattle.      La Sawant sostiene che l'aumento sarà troppo lento dato che ci vorranno almeno tre anni per le grosse aziende e sette per quelle piccole prima che si arrivi alla meta di quindici dollari. Sawant ha dichiarato che continuerà i suoi sforzi per raccogliere firme per un referendum da sottoporre agli elettori a novembre che costringerebbe le grosse aziende ad aumentare il salario minimo a quindici dollari l'ora all'inizio del 2015.
     Il piano di Murray era già stato annunciato nella campagna elettorale nel mese di settembre dell'anno scorso. Dopo essere stato eletto sindaco Murray ha creato un comitato di ventiquattro persone formato da imprenditori, sindacalisti e politici inclusa Sawant. Ventuno di questi hanno votato per il progetto suggerendo dunque una grande maggioranza.
     L'idea di mettere in azione l'aumento in tappe prendendo in considerazione la misura delle aziende sembra essere accettabile. Le piccole imprese con meno di cinquecento lavoratori aumenterebbero il salario minimo più lentamente ed avrebbero più tempo per assorbire i costi.          Quelle con più di cinquecento dipendenti dovrebbero raggiungere la meta in anticipo. L'aumento terrebbe conto anche dei benefici sanitari che i lavoratori ricevono ed includerebbe anche un aumento automatico del 2,4 percento annuo. Nel migliore dei casi l'aumento a quindici dollari avverrebbe in quattro anni e in quello più lento in sette.
Lo Stato del Washington si trova già all'avanguardia dato che il salario minimo statale è di 9,32 dollari l'ora. Inoltre la piccola città di Sea Tac, sobborgo di Seattle, ha già approvato, mediante un referendum, il salario minimo a quindici dollari l'ora per i lavoratori degli aeroporti e gli alberghieri.
     Aumenti al salario minimo sono stati anche approvati in altri Stati. In California il salario minimo raggiungerà dieci dollari nel 2016. Nella città di San Francisco attualmente il salario minimo è già 10,55 dollari l'ora mentre nella zona dell'aeroporto della città raggiunge quasi 13 dollari. Nello Stato del Massachusetts fra tre anni il salario minimo sarà aumentato dall'attuale 8 a 11 dollari l'ora. In California si prevede però anche un altro referendum per accelerare la tempistica dell'aumento al salario minimo a 12 dollari. L'imprenditore repubblicano Ron Unz ha già iniziato la raccolta di firme per indire un referendum questo autunno che aumenterebbe il salario minimo del Golden State a 10 dollari nel 2015 e 12 dollari nel 2016. In effetti, accelererebbe i tempi esattamente come intende fare Sawant a Seattle.
     I sondaggi per l'aumento del salario minimo danno ragione a Unz e Sawant. Il 76 percento degli americani accetta, l'aumento e persino il 60 percento dei repubblicani è d'accordo.
I democratici a Washington hanno cercato, senza successo sia nella Camera, dominata dai repubblicani, che nel Senato, di aumentare il salario minimo da 7,25 a 10,10 dollari l'ora. L'ultimo tentativo è avvenuto recentemente al Senato dove la minoranza repubblicana ha bloccato la proposta mediante l'uso del filibuster (ostruzionismo parlamentare) che richiede 60 senatori per procedere al voto Il senatore repubblicano del Texas John Cornyn ha spiegato il voto dei suoi colleghi ripetendo il loro solito cliché che l'aumento al salario minimo eliminerebbe centinaia di migliaia di posti di lavoro in un'economia che ancora stenta a ripartire. I fatti storici non gli danno ragione.
     Quando nel 1996 la California aumentò il salario minimo del 35 percento la disoccupazione fu ridotta dal 7,3 al 4,9 percento. Ciò non è molto difficile da capire. Qualunque aumento al salario minimo consiste di soldi in tasca a coloro che li spenderanno per vivere e rientreranno subito nell'economia creando più richiesta e quindi più profitti per le aziende ed eventualmente più posti di lavoro. Gli aumenti al salario minimo interessano poco ai politici perché i beneficiari sono poveri e votano poco e soprattutto gli mancano lobby che proteggano i loro diritti.""