dall'estero

LA DISOCCUPAZIONE IN USA ANTICIPA QUELLA DI OBAMA?

Il dibattito fra il presidente Obama e i leader repubblicani per l’innalzamento del tetto al debito pubblico è terminato con una vittoria per gli avversari dell’inquilino alla Casa Bianca. Nonostante l’innalzamento del tetto al debito avvenuto all’ultimo momento Obama ha perso perché invece di concentrarsi sulla creazione di posti di lavoro tutto il discorso  è stato indirizzato alla riduzione del deficit. Come se la disoccupazione non fosse così importante

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I RICCHI E LE TASSE: GLI U.S.A E L’ ITALIA NON HANNO NIENTE DA INVIDIARSI

 

 

Il nostro amico osservatore dalla California ci fornisce una visione della crisi americana che, salve sviste involontarie, non è informazione molto diffusa fra la gente, la quale crede che quando riscuote il salario pensa di diventare proprietario della moneta che riceve. Oltre al problema monetario, uguale in tutti gli Stati del mondo, c’è l’ elemento più importante che ci accomuna alla Federazione USA: come in Italia anche in America nessuno si azzarda ad informare il popolo sulla vera ragione del debito pubblico e della connessa crisi finanziaria. Nessuno dice che la massa monetaria che gli Stati usano per far funzionare la gestione pubblica non è dello Stato né di chi percepisce stipendio ed altre entrare La moneta circolante non è di proprietà pubblica , ma delle banche e degli speculatori privati che prestano i soldi allo Stato che, a sua volta, deve ridarli con gli interessi. Le tasse , pertanto, non sono sufficienti a ricomporre il capitale avuto in prestito più gli interessi. Aspettiamoci, dunque, un loro aumento esponenziale. In merito stiamo preparando una proposta con la speranza di dare un contributo fattivo. (N.d.R.)

 

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IL “TETTO “ DI OBAMA VISTO DAL POPOLO

Obama svolta a destra : realpolitik?

di Domenico Maceri 

  L’accordo firmato da Barack Obama per innalzare il tetto al debito è stato criticato sia dalla sinistra che dalla destra dei due partiti. Si tratta comunque,  di un passo bipartisan considerando i voti alla Camera ed al Senato. La conferma emerge esattamente dall’insoddisfazione dei lati estremi dei partiti. Era proprio un accordo bipartisan che Obama aveva cercato e vi era quasi riuscito in maniera più profonda con il suo “grand bargain”, il compromesso di fondo, con John Boehner, presidente della Camera. Sfumato quell’accordo per la pressione esercitata dal Tea Party su Boehner si è arrivati alla soglia del default.

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OBAMA RIESCE A RINVIARE IL FALLIMENTO DI SEI MESI . E DOPO ?

Dopo si vedrà. Ora, a giudicare  dai “retroscena” che ci racconta Domenico Maceri dalla California, Obama sembra abbia da pelare non uno ma una gabbia di gatti. L’ estrema destra repubblicana degli USA fa stare col fiato sospeso non solo il loro Governo, ma anche tutta l’ area Euro. I giornali americani, infatti, trovano anche  lo spazio per criticare non solo la moneta unica europea ma anche la capacità del Governo  Berlusconi con finalità tutt’altro che solo informative. I nostri governanti ne approfittano per scaricare, almeno in parte, la responsabilità  della crisi generale sulle spalle di quella degli Stati Uniti, i quali a mio avviso stanno peggio di noi perché neanche loro hanno la possibilità e il coraggio di assumere provvedimenti radicali. Il tempo della verità vera sta per arrivare Intanto aspettiamo il risultato dell’ incontro tra il Governo e le “parti sociali”. Poi si vedrà.

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IN USA = OBAMA E IL DEBITO PUBBLICO – I REPUBBLICANI E LE TASSE

Dalla California  (USA)  l’ amico Domenico  ci chiede di pubblicare un’ ulteriore descrizione della situazione economico-finanziaria degli Stati americani, da considerare, senza esitazione , peggiore di quella italiana che in questi giorni sta tenendo in fibrillazione tutto il mondo politico ed economico. La situazione di Obama appare complessa , complicata e delicata perché impegnato a vincere lo  scontro fra due ideologie, quasi diametralmente opposte, sulla gestione economico - politica della  società americana. Oggetto dello scontro, manco a dirlo , il quadrinomio : deficit, spese statali,  debito pubblico e tasse  Da noi il problema è quasi identico nella sostanza ma diverso nella soluzione, resa, questa volta, semplice e veloce dall’ autorevole intervento del Capo dello Stato che gli USA non hanno. Oltre al quadrinomio c’è , però, anche un  altro elemento in comune fra l’ Italia e l’ America: nessuno dice la verità sulla gestione monetaria che ormai ha messo in crisi tutto il pianeta. La domanda è semplice: la moneta che gli Stati usano in modo allegro di chi è ? Chi sono i creditori dei debiti pubblici. Il silenzio è tombale. Ma vediamo cosa succede in America.

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