CI VADO O NO A VOTARE? QUESTO È IL PROBLEMA – NON SOLO IN AMERICA

     Il nostro informatore dalla California, Domenico Maceri, si inserisce in un problema , Italiano e della Comunità UE, che merita una riflessione attenta in occasione dei prossimi rinnovi del Parlamento europeo e dei consigli regionali italiani. Ci Sembra, però, che l'astensione dei nostri elettori dalle urne non viene trattata come argomento di attualità su cui discutere in termini di aspetto socio-culturale e democratico . Di fatto , cioè, quando qualcuno espone in TV i dati percentuali dei votanti , già acquisiti o previsti da sondaggi, il problema viene immaginato come effetto della insoddisfazione politica

      Negli USA la questione del NON VOTO è , ora, di attualità in rapporto alle elezioni del "medio termine" di novembre , cioè a metà mandato presidenziale di Obama. Agli inizi di novembre prossimo, 2014, anno pari, la data viene fissata per il giorno 11 , primo martedì della settimana successiva al primo lunedì del mese, gli americani dovranno rinnovare l' intera Camera dei rappresentanti (435 membri) , un terzo del senato (33 o 34 membri alternativamente) , più 36 Governatori dei 50 Stati.
    E' chiaro che si tratta di un evento politico su cui dei due partiti (Democratici e Repubblicani), ciascuno cerca di avere la meglio sull' altro. Maceri col suo articolo ne spiega il motivo chiamando in causa la "povertà" utilizzata a fini politici. Il sistema sarebbe quello di creare , nei diversi Stati , normative tecniche che ostacolano burocraticamente la partecipazione al voto degli immigrati che vivono nel disagio economico.
     In Italia, invece, che succede? Perché da alcune legislature a questa parte si sta verificando un aumento degli astenuti? . Ci sembra di aver capito, benché nessuno , se non ci è sfuggito, ne ha spiegato agli italiani la "verità vera" , che l' aumento dei non votanti sta dipendendo non da impedimenti burocratici come in USA , ma dall' invenzione più sfacciata , meno democratica e più truffaldina che ha tolto agli elettori il diritto di scegliersi propri rappresentanti in Parlamento . Decisione votata da tutti i partiti perchè consentiva di portare in Parlamento intere famiglie.
      Adesso che tutti sono stati costretti ad ammettere la "porcata" non si riesce a trovare l' accordo su una legge elettorale che non abbia origine suina. . Ovviamente gli italiani ne hanno le scatole piene, per cui se non ci sarà ravvedimento culturale e democratico si potrebbe rischiare di votare con una legge che farà gestire l' Italia da chi racimola il 51% del 50% degli elettori. Altro che democrazia ! Si potrebe dir male di chi non andrà a votare? Va detto pure, però, che chi non vota fa vincere il peggiore. Meglio sarebbe scegliere il male minore. Ma andiamo in USA (N.d.D.)

Meno voti dei poveri, meno democrazia

     "Rendere l'esercizio del voto più difficile non è un buon segno per un partito che intende attirare più elettori". Parla Dave Schultz, senatore repubblicano dello Stato del Wisconsin, per dimostrare che non è d'accordo con il suo partito che ha recentemente approvato leggi che limiteranno l' afflusso degli elettori ai seggi.
     A ridurre la possibilità di votare ci pensa una strategia tipica del Partito Repubblicano per ampliare le opportunità di sconfiggere i candidati democratici. Lo stanno facendo in ben nove Stati oltre al Wisconsin riducendo i giorni di apertura dei seggi elettorali e richiedendo documenti di identità per votare. Queste strategie mirano a ridurre l'elettorato dei poveri e dei gruppi minoritari che tradizionalmente votano per i democratici. Queste restrizioni approvate dai governi statali dominati dai repubblicani spesso vengono contestate legalmente ma in generale senza molto successo.
     Non si sa esattamente se questi sforzi di imporre ostacoli all'esercizio del voto hanno in realtà il successo sperato, ma si vedono chiaramente delle "coincidenze". Nelle elezioni presidenziali del 2008 e 2012 il numero di partecipanti è stato più alto di quello dell'elezione di midterm. Obama è stato rieletto principalmente per l'entusiasmo dei giovani e dei gruppi minoritari che hanno votato in gran numero. Nell'elezione di midterm del 2010 invece il numero di elettori è sceso ed i repubblicani sono riusciti a conquistare la maggioranza alla Camera anche se il Senato è rimasto nelle mani dei democratici.
     Ridurre l'opportunità di votare per i gruppi che tendono a sinistra aiuta i candidati repubblicani. Non votare, però, equivale, ad un particolare tipo di voto, e cioè lasciare agli altri il potere di decidere. Quindi il NON VOTO significa fare una scelta che favorisce chi non ti piace
     L'idea non razionale che la politica non risolve nulla perché tutti i politici sono bugiardi e corrotti ha un peso notevole negli esiti elettorali. Una strategia coltivata in modo efficace dai repubblicani.
     Il Partito Democratico deve fare il contrario per aumentare il numero di elettori. Negli Stati come la California, il Colorado e il Maryland dominati dai democratici, infatti, gli ostacoli per l'esercizio del voto vengono ridotti e si è anche aggiunto la registrazione on-line per facilitare la possibilità di votare. Incoraggiare gli elettori apatici a presentarsi alle urne non è però facile perché non pochi elettori stentano a vedere le conseguenze dei loro voti.
Incoraggiare la gente povera a votare è difficilissimo specialmente nelle elezioni locali ma anche statali. Lo stallo a Washington dove i repubblicani sono riusciti a limitare in modo notevole l'agenda del presidente Barack Obama aggiunge a questa idea che il governo non risolve i problemi della gente.
     Ne sanno qualcosa gli elettori ispanici per cui la riforma sull'immigrazione costituisce un tema indispensabile. Nonostante il voto al Senato di approvare la riforma sull'immigrazione, la Camera, dominata dai repubblicani, ha bloccato il disegno di legge. Gli elettori ispanici sanno bene di chi è la colpa ma in un certo senso considerano anche Obama responsabile per non avere potuto usare il suo potere e portare a conclusione il lavoro del Senato.
     Gli elettori ispanici hanno votato per Obama nel 2012 concedendogli il settanta percento dei loro consensi. Alla fine però ne sono usciti delusi dalla politica di Obama. Da parte sua il presidente ha già chiarito che i democratici hanno bisogno del voto ispanico per riconquistare la Camera ed ovviamente per mantenere la maggioranza al Senato.
     Al momento si crede che la Camera rimarrà nelle mani dei repubblicani nelle elezioni di mid-term di novembre e secondo alcuni analisti il Gop potrebbe anche ottenere la maggioranza al Senato. Quando una buona fetta dell'elettorato non vota, il partito anti-governo tende a vincere per creare altre leggi che riducono ai cittadini la possibilità di scegliere ,.diminuendo in questo modo anche la democrazia.