SE I NOSTRI PROBLEMI SOCIO- POLITICI E BANCARI SONO UGUALI ANCHE NEGLI USA DI CHE CI LAMENTIAMO?

Con il resoconto che segue Domenico Maceri da Losangeles ci sta informando su alcuni aspetti di vita popolare negli Stati Uniti che danno un bel da fare ai due partiti che si contendono l' accesso alla Casa Bianca: Gli immigrati clandestini, i poveri e il razzismo, il servizio sanitario di cui parleremo con apposito intervento, la parità uomo – donna anche in termini di salari. Sono tutti problemi che abbiamo quasi pari / pari in Italia con la sola differenza che vengono affrontati dalla politica in modo diverso . In America i partiti che si combattono sono solo due.

 Da noi, invece, si perde facilmente il conto e il guaio è che i gruppetti, i partitini , le associazioni , i movimenti, i burocrati, i sindacati, la magistratura, ecc. ecc. ritardano o bloccano facilmente tutto il da farsi. Speriamo che se ne stia accorgendo anche Renzi. In merito basta solo ricordare cosa sta succedendo con la legge di parità e le quote rosa nelle candidature politiche. Sembra che si stia tornando al matriarcato quando, cioè, le donne capaci in pratica comandavano sia in casa che i rispettivi mariti politici, ma non si esponevano.
C'è , invece, un altro settore della vita pubblica americana : la gestione finanziaria ed il rapporto fra Stato, Governo e Banche che giunge in Italia , a nostro avviso , incompleto e in misura ridotta a livello divulgativo.
Se si tolgono , infatti , le informazioni dei telegiornali sugli indici di borsa , che comunque sono funzionali solo per gli "addetti ai lavori", tutto il resto del problema rimane sconosciuto al popolo che non compra i giornali americani in genere e quelli economici in particolare che arrivano in Italia . Questi, infatti, entrano solo nelle varie "sacrestie" finanziarie, e nelle redazioni dei giornali economici dove le informazioni vengono tradotte e forse manipolate a proprio uso e consumo.
Da parecchio tempo, infatti, sta succedendo che stranamente vengono tradotti e pubblicati articoli di economisti americani che si attagliano quasi alla perfezione alla nostra situazione. Krugman, Bernanke, Reinhart , più il Fondo Monetario Internazionale ed altri scrivono cose che sembrano pensate per gli italiani. Ma la cosa non appare credibile se non in seguito a specifica richiesta.
A Maceri, pertanto, che sicuramente leggerà questo articolo, chiediamo un aiuto a farci conoscere cosa fanno e dicono veramente negli USA gli economisti sopra citati. (N d. D)

Ecco cosa succede negli Stati Uniti sulla parità salariale uomo/donna

Parità di salari tra uomini e donne: giustizia e politica

"Sono i repubblicani che hanno condotto la lotta per la parità di salari fra uomo e donna". Ecco come la parlamentare repubblicana Marsha Blackburn dello Stato del Tennessee ha cercato di difendere il suo partito dalle accuse di essere anti-donne. Pochi giorni dopo i senatori repubblicani hanno votato compatti per bloccare il disegno di legge che avrebbe spinto le aziende a trattare in modo equo le donne con rispetto ai salari. Era la terza volta che i repubblicani avevano respinto uno sforzo democratico di eliminare la disuguaglianza ai salari delle donne che guadagnano il dodici percento meno degli uomini. Si tratta ovviamente di giustizia ma anche di necessità perché quando una donna guadagna di meno spesso significa che i bambini ne soffriranno le conseguenze.
Ma oltre alla giustizia e i bisogni delle famiglie che dipendono dai salari delle donne bisogna anche considerare la questione politica. Le donne sono un gruppo importantissimo nelle elezioni dato che spesso decidono gli esiti.
Nel 2008 il cinquantasette percento delle donne ha votato per i democratici i quali hanno conquistato non solo la Casa Bianca con Barack Obama ma anche la Camera ed il Senato. Nelle elezioni di mid-term del 2010 solo il quarantanove percento del voto femminile è andato al partito democratico ed i repubblicani sono riusciti a ottenere la maggioranza alla Camera anche se il Senato è rimasto sotto il controllo dei democratici.
Il presidente Obama riconosce l'aspetto di giustizia dell'importanza della parità di salari fra uomo e donna. Dopotutto lui vive con tre donne, la moglie e le due figlie. Riconosce anche le sfide delle madri single dato che ricorda molto bene le esperienze della propria madre che fu responsabile per la sua crescita dopo che il padre li aveva abbandonati. Allo stesso tempo però la questione della parità dei salari consiste di un soggetto politico nel quale il suo partito si trova favorito dalle donne. Non si tratta dunque di una distrazione dal vero problema di Obamacare, la riforma sanitaria, come ha dichiarato Mitch McConnell, senatore repubblicano del Kentucky. McConnell ne sa qualcosa dei rapporti con le donne. La sua avversaria politica per l'elezione al Senato è difatti una donna, Alison Lundergan, la quale gli sta dando filo da torcere.
La strategia di McConnell e dei repubblicani in generale è di spostare la partita il più lontano possibile dai temi "femminili" che politicamente scottano. Ma anche le altre questioni che toccano principalmente le donne come l'aumento del salario minimo sono terreno fertile per i democratici.
Per i repubblicani anche Obamacare si sta allontanando come cavallo di battaglia politico dato che più di dieci milioni di americani sono riusciti ad ottenere copertura sanitaria.
In un certo senso però la questione della parità dei salari fra uomo e donna non è completamente promettente per i democratici. Il divario fra i salari degli uomini e delle donne si è ridotto negli ultimi tempi. Nel 1992 il divario era del 32%, nel 2002, 19% ed in tempi più recenti del 12% .
Il divario si nota in modo più chiaro nelle aziende private che gli ordini esecutivi di Obama vorrebbero mettere in luce. Il presidente vuole che le aziende che fanno affari con il governo mettano in chiaro le differenze fra gli stipendi delle donne e quelli degli uomini. Per i lavoratori del governo questa trasparenza è evidente.
Forse troppo evidente. Alla Casa Bianca i dipendenti femminili guadagnano l'ottantotto percento dei salari degli uomini. Il portavoce di Obama ha spiegato la differenza dicendo che le donne ricoprono "ruoli meno importanti". Una spiegazione poco soddisfacente perché vuol dire che le donne vengono assunte per lavori meno remunerati.
Se le questioni "femminili" non consistono di una strategia completamente vincente per il partito di Obama un aiutino gli è stato dato dal recente bilancio approvato dalla Camera. Il solito Paul Ryan, parlamentare del Wisconsin e considerato l'intellettuale del Gop, ha fatto approvare un proposta che taglierebbe il Social Security ed il Medicare, temi che toccano da vicino gli anziani i quali votano contro coloro che li attaccano. I democratici sarebbero furbi se oltre alle questioni "femminili" ripetessero costantemente che sono stati loro a creare i programmi di grande beneficio agli anziani. Dopotutto è vero.
Ma gli americani hanno poca memoria e i repubblicani ricordano con nostalgia il passato. L'attivista repubblicana Phyllis Schlafly ha scritto recentemente che le donne devono guadagnare meno degli uomini perché in caso contrario "non potranno trovare marito". Una frase non condivisa da tutti i repubblicani ma che ci dà un'idea "dell'età dell'oro" alla quale vorrebbero ritornare. ""                                                                                            D.M.