MULTILINGUISMO ED INFRAZIONE COMUNITARIA

 

             Il sig. Marco Giordano , per noi emerito sconosciuto perché non si  è qualificato, ha inviato il commento che segue al nostro articolo :

FAVE,  PISELLI , CETRIOLI  E... "MULTILINGUISMO " DELL' UNIONE EUROPEA.

Per questo lo ringraziamo auspicando che continui ad essere visitatore di INTEREVENTI

Col suo commento Giordano dice:

Sì al multilinguismo

Non sono affatto d'accordo con l'autore. La UE ha fatto benissimo a intervenire. Tutti i paesi dell'Unione si sono presi l'impegno nel 2000 di insegnare 2 lingue europee nella scuola. L'Italia viene meno ai patti, e impone l'inglese a tutti. Una sclelta sbagliata e anacronistica. Sbagliata perché non siamo una colonia. Anacronistica, perché ormai per essere competitivi si devono sapere più lingue. L'inglese non basta più. La Gelmini è l'unica a non averlo capito. O forse l'unica insieme all'autore di questo articolo.                                  Scritto da Marco Giordano il 28-01-2009 19:07

 

 

Premesso che non siamo abituati a dibattere con persone che non si qualificano, perché magari il vero nome è un altro, e che, poi, sono quelle che troppo spesso sfoggiano la presunzione di essere più brave dell' interlocutore In questo caso, però,  siamo costretti a fare eccezione sia perché chiamati direttamente in causa come autore dell' articolo "incriminato" , sia perché riteniamo di dover ribadire il nostro consenso al Ministro Gelmini.

Se il sig. Giordano tornerà a leggere più attentamente  l' articolo, facendo, magari anche un salto nel settore scuola,  si accorgerà che l' autore  è stato, appunto,  un uomo di scuola , cosa che immaginiamo non sia il Suo caso, e che, quindi, le argomentazioni  contro  il  "multilinguismo dell' U.E."  partono dalla conoscenza della realtà scolastica nostrana. Il suo disaccordo, invece, ha un' origine di altra natura . Diciamo , così, di ordine "mercantile" o strettamente economicistico. .Dove sta scritto che tutti devono essere preparati a competere con due lingue straniere e magari non saper leggere e capire un articolo dei nostri  giornali, nonché scrivere,  sbagliando ortografia e grammatica e sintassi ? Chi può pretendere  di  forzare la volontà dei genitori che preferiscono l' inglese allo spagnolo, o altro ? Personalmente, e lo abbiamo scritto, siamo in rapporto idiosincratico con l' inglese. Ma questa condizione non ci ha impedito di essere il primo, nella provincia di Pescara,  se non quasi l'unico, dirigente scolastico di scuola elementare ad accogliere nel nostro Istituto, col consenso dei genitori, una scuola privata di lingue straniere  per l' insegnamento dell' inglese nelle 5 classi elementari che l' avevano richiesto. Questo quando di lingua straniera nella scuola elementare neanche se ne parlava. Noi , quindi,  parliamo di programmi e di didattica specifica per l' età da 6 a 11 anni. Questa è l' età , in cui la scuola deve insegnare bene a leggere , scrivere e far di conto, condizioni indispensabili per avviare bene anche ai primi rudimenti di una lingua straniera che più piace. La seconda può anche aspettare fino alla scuola media e superiore dove i dati sono questi: