LA SCUOLA VERSO IL TERZO MILLENNIO

MESSAGGIO  AGLI  STUDENTI  PER  L'ANNO  SCOLASTICO 1999/2000 
dell' Arcivescovo metropolita di Chieti - Vasto
Mons. Edoardo Menichelli

<<Giovani, trasformate la storia.>>
Presentazione
L' Arcivescovo di Chieti ha ormai consolidato il suo appuntamento annuale con la scuola. In altra occasione abbiamo avuto l' opportunità di citare un volumetto , intitolato  "Primo educare",  in cui Mons. Menichelli ha raccolto i suoi messaggi degli anni  precedenti, per richiamare l' attenzione su una delle funzioni imprescindibili della scuola : "educare" , verbo attivo che sta scomparendo dalla terminologia e dalle attività previste nei documenti ufficiali del Ministero della Pubblica Istruzione, oltre che nei documenti sindacali, i quali hanno trasformato il P.E.I. (Progetto Educativo di Istituto) in P.O.F. (Piano delle Offerte Formative) la scuola, cioè, non deve più educare ma solo "formare".

Vedere per credere  sia il C.C.N.L. del 26 maggio 99 , che il Contratto Integrativo del 31 agosto scorso , nonché il testo del disegno di  legge sui cicli      in   discussione alla Camera.

    Proponiamo il messaggio di quest'anno perché ci sembra contenga una serie di spunti educativi e formativi che , se ben recepiti nel loro significato generale e correttamente collocati nel contesto didattico di tutti gli ordini di scuola , costituiscono spunti e contenuti culturali che non hanno niente a che vedere col timore espresso dal Ministro Berlinguer sulla funzione dell' ora di religione.

 Occorre, ovviamente, che tutto il mondo della scuola ed i docenti di religione cattolica, in particolare, chiamati in causa implicitamente dal messaggio , recepiscano il contenuto testuale nel suo significato socio culturale e non solo religioso e  catechistico.  A nostro avviso, infatti , la religione cattolica , come ogni altra religione , non costituisce alcun pericolo per chi l' affronta e la riconosce come sistema di vita da assumere e seguire liberamente in omaggio alla libertà umana propria di ogni persona.

 Ci viene spontanea la domanda: ma allora chi e perché ha paura della religione cattolica, buddista, musulmana ecc. , presentata nella scuola come ineludibile componente  culturale della  storia oltre che come concezione di vita? Il Ministro farebbe bene a chiarire cosa intende per cultura.  
 ( Nicola Scipione )