2^ PROVOCAZIONE PER IL MINISTRO GIANNINI : A COSA SERVONO LE PROVE INVALSI?

Tempo di prove nelle scuole italiane : dalle elementari ai licei. Cosa accertano i test : gli apprendimenti, le conoscenze , le competenze , l' intelligenza , o altro, degli alunni ? O servono per valutare l' efficienza e l' efficacia degli istituti scolastici? Cioè le capacità professionali dei docenti e , perché no ? , dei dirigenti ? A nostro avviso non servono a niente di tutto questo. Forse ha avuto ragione Andrea Bajani quando ha scritto che la scuola non serve più a niente. E allora a che gioco si sta giocando nel MIUR, e nei connessi ambienti burocratico / politici ?

 Se fosse veramente così , e se fosse vero che i risultati diventano "Top Secret" , non avrebbero senso né le critiche, né le proteste di genitori e docenti, né l' accusa di manipolazione dei correttori delle schede. In merito Gianna Fregonara ha titolato un suo articolo sul Corriere della Sara del 7-5-14 :

 " La scuola italiana che ha paura di farsi valutare" . E lo spiega cosi:

"" Non solo per le proteste eclatanti come quella della Morosini di Milano ma anche per l'opposizione più subdola, quella degli insegnanti che «barano», il «cheating» lo chiamano gli esperti nobilitando così un po' la pratica. Ci sono zone, province intere dove i risultati sono falsati dall'intervento degli insegnanti in modo da non poter essere usati. Il clima di sospetto intorno ai test è diffuso non tanto per la prova in sé ma per le speculazioni sull'eventuale uso che di questi risultati si potrà fare. Al momento infatti gli esiti sono rigorosamente segreti, usati solo all'interno delle scuole, tanto che quando qualche indiscrezione trapela fino ai genitori l'atteggiamento di presidi e insegnanti è carbonaro.""

A questo punto abbiamo cercato di saperne di più . Abbiamo trovato le schede test dell' anno scorso dalle quali abbiamo desunto che gli argomenti sottoposti a scelta multipla danno l' impressione di voler sostituire la libera programmazione didattica, singola e collegiale, dei docenti sia nel contenuto che nell' organizzazione. Con un pizzico di cattiveria si potrebbe anche dire che il servizio INVALSI costituisce un "attentato" all' autonomia didattica ed organizzativa affidata alle istituzioni scolastiche dai rispettivi programmi ministeriali, e ciò allo scopo, che si sta verificando evidente, di "incasinare" la funzionalità già precaria della nostra struttura scolastica.
Vediamo, infatti, cosa dicono due dei paragrafi introduttivi dei programmi ministeriali della scuola elementare, il cui contenuto non può non avere un valore "erga omnes", con gli opportuni adeguamenti,  per tutti i gradi e ordini di scuola.
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Programmazione didattica

La programmazione didattica ha un valore determinante per il processo innovativo che, con i programmi, si deve realizzare nella scuola elementare
Spetta ai docenti, collegialmente ed individualmente, di effettuare con ragionevoli previsioni la programmazione didattica, stabilendo le modalità concrete per mezzo delle quali conseguire le mete fissate dal programma e la scansione più opportuna di esse, tenuto conto dell'ampliamento delle opportunità formative offerte dal curricolo, sia con l'inserimento di nuove attività, sia con la valorizzazione degli insegnamenti tradizionali.
La programmazione, nel quadro della prescrittività delle mete indicate dal programma, delineerà i percorsi e le procedure più idonee per lo svolgimento dell'insegnamento, tenendo comunque conto che i risultati debbono essere equivalenti qualunque sia l'itinerario metodologico scelto.
La programmazione didattica deve essere assunta e realizzata dagli insegnanti anche come sintesi progettuale e valutativa del proprio operato.

La valutazione
Al fine di assicurare un'effettiva valutazione dei punti di partenza e di arrivo, dei processi, delle difficoltà riscontrate e degli interventi compensativi attuati, gli insegnanti devono raccogliere in maniera sistematica e continuativa informazioni relative allo sviluppo dei quadri di conoscenza e di abilità, alla disponibilità ad apprendere, alla maturazione del senso di sé di ogni alunno.
Le informazioni devono essere raccolte in forma sintetica, secondo criteri che assicurino un positivo confronto dei livelli di crescita individuali e collettivi. Le modalità e gli strumenti della raccolta di informazioni saranno differenti e sempre pertinenti al tipo di attività preso in considerazione: in alcuni casi sarà utile rifarsi a prove oggettive, in altre forme di registrazione proprie dell'esperienza didattica meno formalizzata

Il complesso delle osservazioni sistematiche effettuate dagli insegnanti nel corso dell'attività didattica costituirà lo strumento privilegiato per la continua regolazione della programmazione, permettendo agli insegnanti di introdurre per tempo quelle modificazioni o integrazioni che risultassero opportune.

La comunicazione dei risultati di tale attività di valutazione ai soggetti interessati (famiglie e scuole) deve documentare anche quanto la scuola ha fatto e si impegna a fare in ordine allo sviluppo del singolo e del gruppo
L'attività di programmazione e di verifica deve consentire agli insegnanti di valutare l'approfondimento della loro preparazione psicologica, culturale e didattica anche nella prospettiva della formazione continua.
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La conclusione ci sembra chiara da due punti di vista::
1) Qualcuno si è accorto che la eliminazione degli Ispettori tecnici che avevano le stesse funzioni dell' INVALSI è stato un errore . Sarebbe ora di ripristinarli: forse si spenderebbe di meno e si otterrebbe di più.

2) Chi ha progettato e congegnato la scheda test non ha tenuto conto di due aspetti importanti : a) la valutazione schedata non considera che gli alunni sono persone con capacità e caratteristiche naturalmente individuali che solo un bravo docente può capire e valutare; quindi ciò che col test si pensa di acquisire è un falso obiettivo; b) che inoltre anche i docenti sono persone con capacità, passione e caratteristiche individuali che non si possono valutare con i risultati dei test.
Concludendo : le schede INVALSI non servono a niente altro che a peggiorare il servizio socio – educativo delle nostre scuole. Sig. Ministro ripristini il servizio ispettivo provinciale. Nel frattempo può affidare il compito specifico ai Dirigenti.