LE TASSE NON SONO ANCORA "MATURE" PER ESSERE RIDOTTE: LO DICE L' OCSE – E IL MINISTRO CONFERMA

 

Nei giorni scorsi a Parigi si è svolto iI vertice Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ) a livello ministeriale. Per l' Italia era presente il Ministro Saccomanni.
Si è discusso sulla richiesta mirata a far eliminare lo stato di infrazione a carico dell' Italia sull' eccesso di deficit di bilancio. Il problema sembra sia stato risolto . Per quanto riguarda invece il nostro debito pubblico sembra che nessuno abbia fatto proposte. Il Ministro , invece, ha solo detto quanto ci costa il suo continuo rinnovo.
Le tasse, pertanto, hanno fatto la " parte del leone" nella conferenza stampa tenuta dal Ministro. Abbiamo estrapolato dalle varie corrispondenze alcune dichiarazioni che sollecitano riflessioni e commenti . Li abbiamo espresso nel contesto con carattere non corsivo.

SACCOMANNI AL VERTICE OCSE DI PARIGI.
29 E 30.5.2013

All' Ocse, che invita ad evitare "...una riduzione prematura delle tasse", il ministro dell'Economia risponde che "..tutto è possibile, purché la diminuzione della pressione fiscale sia compensata da un taglio della spesa e dai risultati della lotta all'evasione".
Questa condizione, aggiunge, "è fondamentale" ma "non è una forma di sadismo fiscale, è uno strumento con cui si mettono da parte le risorse per pagare il debito".

Infatti: " il Tesoro della Repubblica deve emettere circa 400 miliardi di euro di titoli l'anno per rifinanziare il debito in scadenza e i nuovi disavanzi di bilancio votati dal Parlamento".


Dunque il Parlamento accetta disavanzo e debito. Come è possibile che non abbia niente da proporre in merito ? Insomma ha ragione l' Ocse : il debito non muore mai perché si rigenera in automatico. Saccomanni lo sa , ma non lo dice. Chissà perché ? In attesa che qualcuno lo dica, andiamo avanti.

Lo stesso Ministro, alla Commissione UE che indica "i compiti a casa" per chiudere l' infra - zione , ribatte che le riforme "...sono già tutte indicate nel discorso del premier Enrico Letta alle Camere".
Sui margini che si sono creati per il 2014 spiega che : " Ci sono senz'altro, ma le risorse liberate devono essere utilizzate principalmente per realizzare investimenti produttivi che sostengano la crescita e per finanziare le riforme strutturali, e comunque nel quadro di una strategia di riduzione del debito".
Crescita e strategia: termini astratti ormai logorati dall' eccessivo uso che tutti ne fanno senza spiegarne il concetto. A proposito dell ' IVA e dell'IMU, invece , il Governo
" ...ha in animo di varare una riforma complessiva, con un'auspicabile riduzione delle tasse sul lavoro e sulle imprese, a fronte di un taglio alle spese improduttive". L'obiettivo "...è chiaro, ma ovviamente serve tempo per decidere, rimanendo certo all'interno dei vincoli di bilancio".
Quindi il bilancio potrebbe anche non consentire. All' Ocse che accusa le banche italiane di non aver recepito ed attuato la politica espansiva della BCE , il Ministro risponde che :
"..Il sistema bancario italiano, lo posso dire per esperienza diretta, ha mostrato una grande capacità di resistenza a shock molto severi durante la crisi, come peraltro ha riconosciuto lo stesso Fondo monetario. Certo l'Italia viene da un periodo prolungato di recessione e questo ha un inevitabile impatto sul nostro sistema creditizio, che è molto legato all'attività delle imprese e all'economia reale e non è un sistema di intermediazione puramente finanziario. Quindi l'aumento delle sofferenze è il frutto della recessione e si tratta di un fenomeno che dovrebbe rientrare con la ripresa dell'economia. Dalle nostre analisi non risulta peraltro che ci sia una concentrazione di rischi in una particolare area geografica, in uno specifico settore produttivo o in una precisa area di attività bancaria" .

Fin qui la conferenza. Appare chiaro che Saccomanni non ha risposto alla provocazione dell' Ocse sul tasto dolente del sistema bancario italiano. La risposta , infatti,  non ha certamente assolto le nostre banche dal "peccato" di aver utilizzato i prestiti della BCE per comprare BOT e CCT invece di finanziare le imprese. Questo aspetto, inoltre, mette a nudo un altro problema . La crisi in atto a livello europeo si compone di due aspetti che non si conciliano con la collaborazione di forze politiche diverse, come va ancora ripetendo il Presidente Napolitano.

Il primo è di ordine europeo perché il debito pubblico che sta devastando l' Europa è l' effetto del Trattato di Maastricht che, creando la BCE, ha "espropriato" gli Stati aderenti della sovranità monetaria. La soluzione, dunque , va trovata a livello comunitario. Ma non è cosa facile, pur essendo semplice.
Il secondo, invece, riguarda la gestione nazionale della moneta unica che però non è autonoma da quella EU. Ma da questa non può ottenere alcun aiuto se gli italiani non si rimboccano le maniche e non diano dimostrazione concreta delle loro capacità pratica e culturale.
A ciò si deve aggiungere, però, che le questioni sulle quali i nostri politici si stanno "accapigliando" non risolvono la crisi monetaria, al punto da far dubitare che il problema "debito pubblico" nessuno lo vuole risolvere perché, tutto sommato, forse torna utile agli intrallazzi sia di chi presta che di chi riceve.

Egregio Presidente Napolitano , abbiamo parlato di un "ginepraio" nel precedente articolo, ma quello che si sta creando è un "roveto" molto più fitto e "pizzicoso". Agisca con l' autorevolezza che Le tocca di diritto.

Domanda finale, in apparenza fuori contesto: sig. Ministro vuol dire agli italiani chi è il vero proprietario della moneta che il popolo non evasore usa per pagare le tasse? Tutti, infatti, compresi gli evasori, credono che imposte e balzelli vari siano un " esproprio della proprietà" personale.. Ma Lei sa che non è così, perciò lo dica chiaro e tondo. Esiste, in merito, una possibilità alternativa senza tasse.