PROVOCAZIONE QUASI "POSITIVA" PER L' ON. BRUNETTA, MA NON PER SACCOMANNI

Questa mattina abbiamo letto sul Giornale di oggi un articolo di Renato Brunetta che propone al Ministro Saccomanni cosa fare per recuperare allo Stato i quattro miliardi che attualmente costituiscono un capitale "nascosto" di Bankitalia. In merito ha ricordato che lo stesso Istituto ha conservato come capitale ufficiale la somma di 300 milioni di lire (atto costitutivo del 1933) tradotti in € 156.000 che nessuno finora, compreso Saccomanni , ha pensato di adeguare ai tempi benché la riforma della struttura societaria fosse prevista già nel 1947.

Se poi si considera, dice Brunetta , che il totale delle riserve finora accumulate da Bankitalia al 31 dicembre 2012, ammonta a più di 22,6 miliardi di euro, i 156.000 diventano davvero ridicoli. E' ora , dunque, della decisione di procedere alla riforma societaria dell' Istituto Saccomanni , perciò, dovrebbe attivare la seguente azione politico-economica:

"" La soluzione migliore, in linea con quanto accade nel resto d'Europa, sarebbe quella di «liquidare» i vecchi azionisti e trasferire interamente il capitale nelle mani dello Stato. Poi si può discutere sulla migliore formula organizzativa da adottare: una fondazione o una società per azioni o un ente economico e via dicendo.""

Si tratterebbe, cioè di trasformare Bankitalia da "Istituto di Diritto Pubblico" in Istituto statale di gestione finanziaria, cioè di proprietà dello Stato.

Non per essere presuntuosi, ma ci piacerebbe sapere se Brunetta avesse letto, per caso, nello scorso mese di marzo su Interventi, l'articolo "COSA ACCADE NELLA PATRIA DEL DIRITTO?" col quale abbiamo proposto al Presidente Napolitano la formazione di un "suo " Governo provvisorio " col compito, come prima azione, di riappropriarsi della Banca d' Italia. Siamo ovviamente soddisfati di aver trovato un' autorevole conferma della nostra proposta fatta da un' onorevole "economista" come Brunetta. Noi, però, l' abbiamo fatta come "marito" della "casalinga di Voghera". Gli lasciamo , comunque, tutti diritti di "proprietà intellettuale" ma ci dovrebbe spiegare cosa ha fatto finora in tal senso come politico economista.
Dobbiamo far notare, però, che " l'economista" per non sciupare il proprio credito di professionalità è incappato in una specie di contraddizione quando afferma:

"" Ecco allora la soluzione, se si vuole provvisoria, in attesa che lo Stato trovi i soldi per rilevare le quote possedute dalle banche. Se ne rivaluti il valore facciale, sulla base dei parametri correnti, tenendo conto del valore effettivo delle riserve e si consenta agli stockholder di apportare le opportune variazioni di bilancio. ""

Per dire questo, Brunetta probabilmente sa che non se ne farà niente. Sono troppi gli appetiti da soddisfare, a cominciare dagli "stockholder" (perché non ha detto "accumulatori di denaro ? "), cioè banche, azionisti privati e speculatori di "borsa". Va detto, però, che la sua proposta un lato positivo ce l' ha: se ne comincia a parlare a livello istituzionale.

Approfittiamo della chiamata in causa da Brunetta per dire qualcosa anche a Saccomanni. Da diversi giorni si va parlando della sua proposta di "svendere" ( sarebbe così) il patrimonio pubblico previsto anche dall' on. le economista. Dall' ex Governatore di Bankitalia, però, sinceramene non ce l'aspettavamo.

Ricordate le elezioni del novembre scorso quando all' improvviso "scese in campo" un certo Giampiero Samorì che montò la sua campagna elettorale proprio sulle dismissioni del patrimonio statale per eliminare il debito pubblico ? Gli dedicammo un intervento dal titolo A VOLTE RITORNANO....I DINOSAURI, con le seguenti domande:

1) Sul debito: si è mai chiesto se il debito pubblico ha la legittimità costituzionale o se è regolamentato da altra norma specifica'? Ha mai riflettuto che un debito illegittimo è "detestabile" e che, quindi, potrebbe anche non essere rimborsato ai creditori? (Così come ha fatto l' Argentina.). Saprebbe dire cosa succederebbe se rifiutassimo di restituire il nostro debito? O anche solo gli interessi?

2) Sulla vendita dell' oro : ha individuato e contattato i possibili compratori?

3) Sul patrimonio immobiliare : ha individuato quali potrebbero essere gli immobili vendibili e i possibili compratori? Ha pensato che , dopo la paradossale vendita del Colosseo, di Pompei, delle caserme , del Quirinale o palazzo Chigi o che altro, la restituzione del prestito ai creditori comporterebbe la diminuzione della moneta circolante e quindi il blocco delle attività pubbliche e private? (Lo Stato, infatti, non può stampare moneta al posto di quella restituita quindi dovrebbe chiedere un nuovo prestito ai privati finanziatori. Perciò sarebbe meglio non vendere.)

4) Sulla moneta: si è mai chiesto chi è il proprietario della moneta /debito distribuita in possesso e uso ai cittadini? E quindi: - chi è il vero proprietario dei capitali monetari delle fondazioni bancarie? Chi sono i veri proprietari dei risparmi depositati in banca dai cittadini ?

La sua fine politica è nota e non se ne parla più. Non crediamo che sia opera nostra. Ci hanno letto 554 naviganti.
Le stese domande le rivolgiamo ora a Saccomanni sperando che ci legga insieme all'articolo di Brunetta. In ogni caso auguri per pensieri concreti.