"LA MONNEZZA " VILIPESA DALLE LEGGI = ARRIVA LA IUC E LE METTE TUTTE NEI BIDONI

    Dopo 20 anni di incomprensibili , irrazionali ed inique decisioni di "ecologica pulizia urbana", la TARSU, dichiarata illegittima da molti Tribunali, non rispettata da quasi tutti i Comuni d' Italia , scaduta il 31/12/2009 e non rinnovata con legge, ma resa applicabile con autorizzazione a usarla come normativa precedente, è rimasta ancora valida nella correlazione, fissata dall' art. 65 del Decreto 507/93, fra la tassazione del servizio di raccolta e smaltimento e l' effettiva quantità e qualità dei rifiuti producibili in ogni metro quadro delle superfici dei vari ambienti delle abitazioni. Questo rapporto, infatti , fra la tassazione e l' effettiva produzione di rifiuti di cui disfarsi, viene confermato dalla Legge di Stabilità 2014, con i commi 641 e 642 dell' articolo 1 e unico, che rispettivamente recitano:

 641 Il p.resupposto della TARI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse dalla TARI le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, (*) e le aree comuni condominiali di cui all'articolo 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva.
642. La TARI è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. In caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all'adempimento dell'unica obbligazione tributaria
(*) Cioè dove non si svolgono attività suscettibili di produrre rifiuti come i garage quali accessori pertinenziali alle abitazioni. (NdD)
   La IUC, quindi, sancisce che i Comuni, prima di stabilire il corrispettivo da pagare, devono accertare con appositi controlli quali sono i locali delle abitazioni suscettibili di produrre rifiuti, nonché la quantità e la qualità degli stessi. Operazione, questa, apparentemente difficile ed impossibile per carenza di personale disponibile e preparato, ma facilmente realizzabile chiedendo ai cittadini , con apposite dichiarazioni rese con autocertificazione responsabile soggetta a controllo con specifico servizio di polizia . Ne gioverebbe anche la democraticità del rapporto di fiducia con i cittadini, nonché la riduzione dei costi. Ma questo potrebbe non far piacere alle imprese che curano la raccolta e lo smaltimento .Ma dove sta scritto che si devono produrre rifiuti per far piacere alle imprese di smaltimento?
   Purtroppo anche la TARES applicata nel 2013 ha perpetrato una doppia anomalia di legittimità perché il mancato rinnovo con apposita legge del decreto 507/93 e l' autorizzazione al suo uso provvisorio ha consentito a Ronchi di applicare ai rifiuti l' obbligo di passare da tassa a tariffa. Con questo passaggio senza una pubblica motivazione, né logica né economica , se non quella di facilitare i Comuni nell' applicazione truffaldina di un corrispettivo basato sui metri quadri di superficie anziché sulla quantità e qualità dei rifiuti consegnati di fatto al servizio raccolta, si innesca un' altra anomalia di ordine linguistico, lessicale e sintattico, oltre che politico, su cui sono intervenute sia diverse sezioni di Cassazione, con decisioni contrastanti, che la Corte Costituzionale la quale, valutando come obbligatorio il servizio comunale , sentenzia , implicitamente ma di fatto, che tutti "sono obbligati a produrre rifiuti" e , quindi, a pagare il corrispettivo anche se non hanno niente da smaltire In merito su un documento elaborato dal Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti si legge quanto segue:

"".... L'opzione per l'entrata tributaria ha comportato, come logica conseguenza, l'affermazione netta della titolarità comunale della stessa. Il comune ritorna il "dominus" del prelievo, finanche nella gestione dello stesso, con un rigore sotto questo profilo probabilmente eccessivo. Sarebbe peraltro opportuno introdurre la possibilità di attribuire i poteri deliberativi ad un organismo sovra comunale, sia nell'ipotesi della istituzione di un'unione tra comuni sia nell'eventualità in cui si proceda ad una gestione del servizio in ambiti territoriali ottimali. ....""

   Ma c'è di più e di diverso.
   Una per tutte: politici e burocrati nazionali , consiglieri regionali, provinciali , comunali , e rispettivi funzionari preposti a scrivere norme e regolamenti finalizzati alla tutela dell' ambiente e alla pulizia delle strade cittadine e paesane , per 20 anni hanno dimostrato uno scarso o assente rispetto socio-democratico dei cittadini.

   Le decisioni irrazionali e confuse adottate fanno pensare che i personaggi citati non hanno né casa né famiglia per cui non conoscono i problemi quotidiani della vita reale. C'è, inoltre, un aspetto più grave per la loro funzione : hanno dimenticato, ove l' avessero appreso a scuola , l' uso corretto della nostra bella lingua al punto che sul problema sono state coinvolte la Cassazione e la Corte Costituzionale, che , però, neanche loro hanno saputo dare una soluzione univoca linguisticamente appropriata, anzi , hanno ingarbugliato ancor di più la questione, La Corte Costituzionale, infatti, decidendo, con sentenza 238/2009, che ai fini di raggiungere l' obiettivo di pagare il 100% del costo del servizio non fa differenza se il corrispettivo si chiami tassa o tariffa.

   Ma la differenza c'è perché la "tassa" quale corrispettivo di un servizio individuale rinunciabile e non richiesto ( come prevede una specifica normativa europea) non comporta alcun pagamento ; la tariffa, invece, è obbligatoria e imposta perché essendo il corrispettivo di un servizio di cui tutti godono comunque , anche se in misura diversa, nessuno si può rifiutare di pagarne i costi.
   Addio vocaboli, lessico e sintassi della nostra lingua! Se non saremo capaci di opporci a questa ondata mistificatoria del linguaggio nazionale assisteremo, fra non molto , ad una babele da cui, si può solo dire : "si salvi chi può". E la crisi diventerà perenne.

Con la prossima puntata faremo l' analisi della IUC (Imposta Unica Comunale ) che si compone :
a) dell'imposta municipale propria (IMU), di natura patrimoniale, dovuta per le seconde case oltre la prima;
b) della tassa sui rifiuti (sic) (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico di chi decide di disfarsi di qualsiasi tipo di materiale non più utilizzabile..
c) di una componente (TASI) , che viene imposta per finanziare i costi dei servizi indivisibili (p.es. l' illuminazione pubblica) a carico di chiunque possiede o utilizza un immobile (affittuari) .

Quanto durerà la IUC? Noi pensiamo non più di un anno . E' scritta troppo male per non essere contestabile e contestata da forze socio-politiche oneste.