IL DENARO E LA POLITICA : COME E PERCHE' SI CREA IL SUO RAPPORTO?

La funzione del denaro nella gestione politica dell' economia  da parte di tutti gli Stati   mondiali  dipende soprattutto da due condizioni  identiche nella forma, ma in pratica geograficamente diverse . Ciò, anzitutto, in rapporto alla cultura di base dei popoli, e poi al livello della loro informazione  sulla gestione politica della vita collettiva . Sono due motivi collegati poiché senza la cultura e lo sviluppo delle necessarie capacità intellettive non è possibile acquisire ed utilizzare qualunque conoscenza. Né, inoltre, si possono  regolamentare al meglio le esigenze di vita pratica facilmente mistificabili da chi , ormai, opera solo  per accumulare denaro. 

 

Sappiamo, infatti,   che dove queste condizioni  sono deficitarie  e diffuse, la vita economico-sociale  è facilmente sfruttabile, dagli  speculatori di ogni nazionalità,  con l'uso di una mistificante e sofisticata gestione finanziaria globalizzata applicabile alle diverse condizioni territoriali, sia di cultura, che di ricchezza di risorse naturali da prelevare. Ne consegue il cambiamento della gestione della vita pratica dei diversi popoli che, in merito, vengono traditi, di fatto,  anche dai loro stessi governanti.

Questo, purtroppo, non accade solo nel  "3° e/o 4° mondo"  ma anche negli altri "mondi"  per mezzo di sofisticazioni  "finanziarie" più  pericolose per la vita collettiva mondiale.  Fini ha evidenziato diverse condizioni di vita reale evolutesi in occidente,  compresa , ovviamente anche l' Italia.

Dalla  loro descrizione si può desumere anche la forma della gestione politica messa in atto dai governanti  dalla quale, ad una osservazione attenta, si evince una inadeguata  gestione statale  del denaro e della finanza  adatta alla vita reale dei rispettivi popoli. Si verifica, infatti , l' acquiescenza politica dei governi alle decisioni della gestione finanziaria "privatistica " dell' economia mondiale globalizzata.  

Vediamo , dunque, come Fini ha descritto la questione. Anche in questo caso abbiamo  estrapolato, in  sintesi, le condizioni da cui l' autore crediamo abbia  tratto le sue convinzioni sul rapporto del denaro con la politica.

Come in altri casi i puntini "sostituiscono" il testo non copiato.

 

IL DENARO COME FORMA DELLA POLITICA

--- Il denaro si pone al centro della politica degli Stati a partire dal XIX secolo.

--  Dopo la lunga eclissi del denaro sopravvenuto al crollo dell' Impero romano, principi e regnanti furono sempre angustiati dai problemi monetari , dalla produzione e dalla disponibilità dell' oro e dell' argento, dalla mancanza o dall' eccesso di liquidità, ..........

-- Tuttavia fino alla rivoluzione industriale e alla diffusione della banconota le questioni monetarie , per quanto importanti, non costituiscono mai il fulcro della economia e della politica.....perchè accanto a quella monetaria coesisteva.......l'economia naturale basata.......sul baratto,.....................

-- Agli inizi dell' ottocento il quadro risulta completamente cambiato...................... La stabilità della moneta , le valute, i cambi, i prezzi, il potere d' acquisto, i conti con l' estero, la bilancia dei pagamenti, l' esposizione finanziaria diventano i principali problemi dello Stato. Al centro della politica c'è l' economia. Al centro dell'economia c'è il denaro................

-- Scrive Karl Polanyi : << Negli anni venti ......la stabilizzazione delle monete era diventata  il punto focale del pensiero politico di popoli e governi , la restaurazione della base aurea era diventato il fine supremo di ogni sforzo organizzato nel campo economico. Il pagamento dei prestiti esteri e il ritorno alla stabilità delle valute erano considerati il simbolo della razionalità politica e nessuna sofferenza dei singoli , nessuna violazione di sovranità  erano considerati un sacrificio troppo grande per riacquistare l' integrità monetaria. Le privazioni di coloro che per la deflazione rimanevano disoccupati, la miseria di pubblici impiegati licenziati senza un soldo di liquidazione , e anche l' abbandono di diritti nazionali  e la perdita di libertà costituzionali, erano considerati un buon prezzo da pagare per soddisfare i requisiti di bilanci e di valute altrettanto solide.>>...............

-- E' esattamente cio che sta accadendo oggi con l' Unione Europea. Questo grande progetto , partito come unione politica, militare, sociale culturale , giuridica, strada facendo si è venuto trasformando , come per una fatalità ineludibile, nell' "Europa delle monete". I famosi parametri di Maastricht sono quasi esclusivamente monetari e finanziari. E, come scriveva Polanyi  per gli anni Venti , nessun sacrificio sembra essere così grande da non potere essere offerto alla divinità monetaria Osserva Michel Aglietta nel suo  Il dollaro e dopo:. <<E' un fatto che la moneta, nella nostra epoca, gode di un prestigio un tempo riservato alla religione: una dimensione misteriosa e tremenda, accessibile solo agli iniziati>>............Sono le enorme masse di captale monetario e finanziario che,....................possono mettere in ginocchio l' economia e la società di un paese, di un intero continente o addirittura far collassate il sistema.. E' la quantità la novità. ...........

-- Oggi le bieche multinazionali appaiono come degli inoffensivi topolini di fronte ai mercati finanziari , ai debiti esteri, , alla globalizzazione delle banche, dei capitali e dei mercati dei capitali, insomma di fronte al volume mondiale del denaro che,  non più agganciato a nulla, neanche alla fragile gruccia  dell' oro, ha assunto dimensioni colossali e asservisce a sé la politica di Stati e Governi. Peggio la annulla.

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( NdD : Una delle tante agenzie monetarie e finanziarie ha calcolato che solo l' 1% della massa monetaria circolante nel mondo basterebbe  per far vivere tutti gli abitanti della Terra, e quindi si chiede : a chi e a cosa serve l' altro 99% ? )


-- Questo strapotere del denaro  ha quindi ucciso i due orgogli della società liberale uscita dalla Rivoluzione industriale: il  primato della politica e la democrazia . Sul primo c'è ormai una quieta rassegnazione . Durante una recente crisi del governo italiano l' amministratore delegato della Pirelli , Marco Tronchetti Provera, spazientito per quelle lungaggini, ha dichiarato in TV : <Ormai in tutto il mondo l' economia prevale sulle diatribe politiche>>.....................

-- Ma l' amministratore della Pirelli  avrebbe forse dovuto dire , per maggiore esattezza, che ormai più della politica è il denaro , che ne è il padrone, ad aver esautorato la politica................(In merito)

Ha detto Gianni Agnelli: <<Una volta avevamo le guerre, oggi  le crisi finanziarie>> .

-- In quanto alla democrazia il denaro che ha una congenita tendenza a valorizzare  e considerare come impacci al suo strepitoso dinamismo, le istituzioni costruite dagli uomini, l'ha svuotata di ogni contenuto. Diligenti come bambini noi andiamo ogni tanto a sacrificare al rito elettorale e votiamo i nostri rappresentanti................ma le scelte che decidono della nostra vita avvengono in luoghi lontanissimi totalmente fuori dal nostro controllo............ E'  vero. Ma proprio questo è il punto. Perché nessuno ha mai votato coloro che agiscono sul  mercato............<<Non esiste >> scrive Robert Kurz ,  << un dualismo non risolto di denaro e potere...........E aggiunge : <<Tutto ciò che fa lo Stato tramite la politica, lo deve fare con il mezzo del mercato, cioè nella forma denaro>>.

I governanti dipendono dal denaro. Sono i sacerdoti del nuovo Dio. Ma almeno il vecchio Dio, almeno così molti presumono, amava gli uomini, quello nuovo non ci pensa neanche. Ama solo se stesso. E segue le sue logiche, indifferenti alle esigenze dell' uomo, anzi sempre più spesso da esse lontano, divaricate, addirittura opposte. Il denaro sarà anche <<la logica della materia>> come dice Hegel .........ma bisogna cominciare a prendere atto che sono una logica e una razionalità che ci sono diventate nemiche....................

-- Ma forse la conferma più clamorosa della divaricazione che esiste fra il denaro e il benessere, anche economico, viene dalla guerra....................

-- Durante la guerra il denaro prospera ma la gente sta male. La cosa, però, non è per nulla strana e strabiliante : la guerra è un fatto estremamente dinamico e si accorda  perfettamente con lo straordinario dinamismo del denaro...............

-- Attualmente uno dei segnali più evidenti della dissociazione degli interessi del denaro da quelli dell' uomo è dato dal dramma della disoccupazione. Il grande aumento dei disoccupati..................soprattutto nei Paesi industrializzati................è fatto risalire dagli economisti e dagli analisti a cause diverse.. .................

-- Tutti però sono d'accordo nell' affermare che, mentre la disoccupazione dilaga , la ricchezza, il denaro e la produttività crescono. .......<< .ma il numero dei posti di lavoro offerti ............si è dimezzato>>.

--- La ricchezza aumenta, la popolazione impoverisce. C'è qualcosa che non quadra. O che quadra fin troppo. All'origine di questo paradosso apparente c'è un paradosso reale: il denaro. O, per essere più precisi, c'è la scissione che il denaro ha operato  fra se stesso e gli interessi di colui che doveva servire,  ............

-- ...se all' origine della disoccupazione ci sono la globalizzazione mondiale dei mercati o gli elevati tassi di interesse, o tutti e due questi fattori, il denaro e l' economia monetaria ne sono direttamente implicati.................

-- Come abbiamo visto la disoccupazione di massa..................nasce solamente con l' avvento dell' industrialismo e la conseguente espansione dell' economia monetaria e del potere del denaro.........

-- Il fenomeno della disoccupazione , nella sua essenza più profonda, non può quindi essere attribuito alla globalizzazione, ai tassi di interesse, alla tecnologia che semmai lo amplificano.

-- E allora? C'è innanzi tutto una questione preliminare. Se è vero che il denaro libera il lavoratore da quegli obblighi personali che a noi moderni appaiono tanto odiosi, è altrettanto vero che libera, e nello steso senso, il datore di lavoro. Costui non ha alcuna remora a licenziare, se appena lo può fare.................

-- Se poi dovesse essere vero che è la tecnologia, con la creazione di macchine che lavorano al posto nostro , la causa della disoccupazione galoppante e degli allarmi e delle angosce che ne derivano , ci troveremmo di fronte al più straordinario di tutti i paradossi del denaro. Che la natura o la macchina o un qualunque sortilegio o un Dio pietoso e benevolo lavorino per noi, consentendoci di stare con la pancia all' aria, è un sogno antico quanto l'uomo. Almeno fino a quando ha avuto la testa...................

--- Oggi la prospettiva che si vada , come sostengono alcuni economisti, verso una società in cui , grazie alla tecnica, << il 20% della popolazione abile al lavoro sarà sufficiente per far funzionare l' economia mondiale>> appare invece spaventosa. La domanda è: cosa farà il restante 80% . Se la spasserà?.......No. Per due ordini di motivi, psicologici e sostanziali. Che dipendono entrambi dal denaro. La mentalità moderna , quale che sia il filone ideologico cui si ispira, ha fatto del lavoro un valore assoluto.................

-- Nella nostra società il 

-- Nella nostra società il lavoro ha invece assunto un altissimo valore, economico e sociale. Chi non lavora non solo non mangia, ma è un parassita, un reietto della comunità. Perché , come scrive Rifkin, <<in tutta l' età moderna il valore degli individui è stato misurato con il valore di mercato del loro lavoro>>. Quindi, .............come si può accettare serenamente la condizione di disoccupato in un mondo in cui un uomo è valutato in base a cio che guadagna?..................

-- E'  da quando ha preso piede l' economia monetaria che le disuguaglianze non hanno fatto che aumentare.................

-- Io non tollero, invece la <<disuguaglianza dell' uguale>>, di colui che in un società che ha per principio l' uguaglianza si è posto , grazie al denaro, in una posizione di superiorità........................

Chi oggi è nella condizione del  povero, del disoccupato, del semioccupato, la sente come una propria colpa che diventa il merito di chi non lo è.  E quindi patisce non solo la condizione materiale.................. ma anche una sofferenza psicologica e morale  dovuta al senso di colpa, alla frustrazione, all' invidia.  Del resto è riconosciuto che l' invidia è una delle molle più potenti, e necessarie, della società di tipo industriale e di quell' accumulo di denaro che la sostiene................

-- In un mondo di oggetti non possedere significa non esistere.  D' altro canto...................Oggi, tendenzialmente,  a diventar ricco non è chi lavora ............ma chi lavora col denaro, che è una scorciatoia ...........in linea col principio del <<massimo risultato col minimo sforzo>> che è alla base della modernità..............

-- Oggi solo per una parte il denaro conserva quella sua capacità di <<far lavorare>>.............per una parte molto maggiore il denaro è capace solo di procurare altro denaro senza incidere minimamente sull' occupazione...............

-- L' uomo dei nostri giorni vive quindi un doloroso contrappasso : dopo essere stato indotto a considerare la propria forza lavoro, la propria energia, una merce e un valore, scopre che non è più tale, che non interessa più. E c'è chi ha pensato a come tener buona  questa enorme massa di persone, che hanno perso , col lavoro, il proprio centro di riferimento...............Jimmj Carter ha coniato il termine tittytainment che è la combinazione fra un intrattenimento atto a "intontire" e un' alimentazione sufficiente, che dovrebbe bastare per tener su di morale la popolazione frustrata del mondo................

-- Ma i motivi per cui.........l' 80% ........della popolazione mondiale ......... non possono e non potranno godersi un dolce far niente .....sono sostanziali. E'  vero infatti che questo sistema produce un'enorme quantità di beni. Ma di che beni si tratta? Per la stragrande maggioranza sono beni superflui, non beni primari ed essenziali. ........In un'economia monetaria si produce per vendere e quindi i prodotti. si dirigono ..........verso chi ha denaro. E poiché costoro chiedono il superfluo si produce il superfluo.............Perciò i disoccupati non possono e non potranno starsene in panciolle,..........ma devono e dovranno continuare ad attivarsi nel concreto timore di perdere anche l' indispensabile. ....................

-- Insomma da un lato il sistema , usando il denaro come specchietto per le allodole, spinge una parte degli uomini a lavorare freneticamente e sempre di più, dall' altro impedisce di lavorare a chi ne ha bisogno. Per un verso o per l' altro ci tiene per la gola.

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(N.d.D. Come l' ultimo capitolo anche questo termina con una profezia , nascosta  ma palese, su che fine potrebbe dare quell' 80% di disoccupati. Ci proveremo senza presunzione di certezza con un altro intervento. Sono graditi suggerimenti.