ECONOMIA E SOCIETA’ IN ABRUZZO - SINTESI DEL "RAPPORTO 2014" DEL CRESA

Con un apposito "comunicato stampa"  il  Centro Regionale di Studi e Ricerche ha sintetizzato , con dovizia di dati statistici,  gli aspetti dell' economia regionale relativa al  2014.

Alla sintesi abbiamo operato una ulteriore semplificazione  conservando i contenuti che abbiamo ritenuto  più significativi, ai fini della comprensione del problema generale trattato,  inserendo anche qualche nostro intervento espositivo e sintattico,  senza  alterare il testo originale.

 

Iniziamo  con due introduzioni  del  Direttore Francesco Prosperococco :

A) La  prima ricavata dall' indagine congiunturale relativa al primo semestre 2015;

B) La seconda  dalla presentazione  del "rapporto 2014". Lette con attenzione aiutano a capire che, in fondo, tra le due economie (2014 // 2015) non si notano cambiamenti significativi.

A) Una specifica indagine congiunturale del CRESA informa che nei primi sei mesi 2015 si registrano troppi segnali negativi per le imprese abruzzesi con particolare riguardo per quelle commerciali e artigianali.La stessa indagine, segnala, però , per le imprese edili, un incremento di fatturato e di commesse con relativo aumento dell’occupazione

Il Presidente del Cresa  Giandomenico Di Sante afferma,  infatti, che “Anche questa prima parte del 2015 è stata difficile - Il commercio e l’artigianato continuano a sentire la crisi, così come sono legati all’andamento dei consumi delle famiglie non ancora completamente in ripresa”. 

B) Nonostante il miglioramento rispetto all’andamento dell’anno precedente, il 2014 è stato ancora un anno negativo per l’economia italiana, così come risulta evidente dalla lieve flessione del Pil (-0,2%). Le previsioni attualmente disponibili e i segnali rilevati nel primo semestre fanno prefigurare per il 2015 l’inizio di una fase di ripresa,

. Tale indicatore ha risentito dell’andamento negativo di tutte le componenti della domanda interna, prime fra tutti gli investimenti fissi lordi. Diminuiscono, sebbene in misura meno pesante, anche i consumi delle famiglie per le difficili condizioni del mercato del lavoro, e i consumi delle Amministrazioni pubbliche e delle Istituzioni sociali private a causa della manovra di risanamento dei conti pubblici.

Anche dal lato della formazione del reddito il 2014 mostra criticità. Il valore aggiunto riflette situazioni di sofferenza di tutti i settori, con contrazioni particolarmente pesanti dell’agricoltura e delle costruzioni, e meno intense dell’industria e dei servizi, i quali mostrano la maggiore capacità di resistenza alle situazioni di crisi.


Il testo che segue  descrive la situazione di quasi tutte le attività economiche;  dopo di queste seguono due aspetti del "PROFILO SOCIO - DEMOGRAFICO" : le "famiglie" e "gli abruzzesi e la casa" .    Ne parleremo col prossimo intervento.


I SETTORI


. IL QUADRO MACROECONOMICO


In un contesto nazionale ancora negativo per il 2014, le stime elaborate dall’istituto di analisi economica Prometeia indicano per l’Abruzzo una flessione del Prodotto Interno Lordo in termini reali rispetto all’anno precedente (- 0,2% l’Italia).

Alla forte crisi del mercato interno che ha depresso la domanda nazionale si è accompagnata una ancora insufficiente reazione sui mercati esteri: il contributo del saldo commerciale è risultato nullo.

Tra i settori di attività le situazioni di maggiore sofferenza hanno investito il comparto delle costruzioni che ha fatto registrare una riduzione di oltre il 5% rispetto al 2013

Mentre le attività del terziario sembrano mostrare una migliore capacità di resistenza nelle fasi cicliche negative.

L' anno scorso, per il 2015, si profilava come l’anno della ripresa per la sola area centro-settentrionale del paese.  Del 2015, invece , c'è una valutazione diversa , citata all' inizio,  evidenziata da un' indagine congiunturale del primo semestre di quest '  anno.

In sintesi : Il calo delle attività è diffuso in tutti i settori. La dinamica della domanda interna è ancora negativa e insufficiente l’andamento sui mercati internazionali.


. IL SISTEMA DELLE IMPRESE


Il numero di imprese attive rilevato in Abruzzo a fine 2014 è diminuito dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Il calo ha interessato tutte le province, ad eccezione di

Pescara, e soprattutto nei settori delle costruzioni,

dell’agricoltura e delle attività manifatturiere; hanno mostrato incrementi, invece, il noleggio, le agenzie di viaggio, i servizi alle imprese ,le attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,1%).

Come già rilevato negli anni precedenti, e in linea con la tendenza nazionale, la struttura imprenditoriale abruzzese prosegue lungo il sentiero della riorganizzazione e del consolidamento: le imprese individuali, registrano una progressiva diminuzione, mentre aumenta il peso delle imprese con assetto gestionale ed organizzativo più complesso (società di capitali).


. L’ARTIGIANATO


A fine 2014 le imprese artigiane attive sono 32.733, con una flessione del 3,2% rispetto al 2013 derivante dal calo registrato in tutte le province e in tutti i comparti, ad eccezione del noleggio, agenzie di viaggio, della sanità e delle attività artistiche e sportive.

Le imprese artigiane diminuiscono in tutte le province e nella generalità dei comparti.

Emergono andamenti particolarmente gravi nelle costruzioni , nelle attività manifatturiere e nel trasporto e magazzinaggio .

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L’AGRICOLTURA


Il 2014 sembra essere stato un anno difficile  rispetto all’anno precedente per l’effetto combinato della diminuzione delle esportazioni (-16,3%) e dell’aumento delle importazioni (+4,9%).

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L’EDILIZIA


Il 2014 per l’edilizia regionale è stato un anno difficile come evidenziato dal calcolo dell’istituto di analisi Prometeia . La diminuzione è stata registrata in tutte le province, in particolare Teramo (-5,8%).

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IL COMMERCIO


A fine 2014 le imprese commerciali attive in Abruzzo sono 32.653, in diminuzione (-0,7%) rispetto al 2013, a causa delle flessioni registrate in tutte le province, ad eccezione di Pescara dove aumentano (+1,7%).

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IL TURISMO


I dati provvisori elaborati dalla regione Abruzzo indicano per il 2014 un movimento complessivo di circa 6,3 milioni di unità, in calo del 9,1% rispetto all’anno precedente. Tale flessione è conseguenza della diminuzione delle giornate di soggiorno registrate dai turisti sia italiani (-8,8%) 
che stranieri (-10,8%) e da tutte le province.


. GLI SCAMBI CON L’ESTERO


Il valore delle vendite estere abruzzesi si attesta sui 6,9 miliardi di euro, con un incremento su base annua (+2,9%) superiore a quello medio nazionale (+2,0%).  Fanno registrare flessioni tutti gli altri settori. Aumentano le quote di export dirette verso i Paesi UE, cui è destinato il 75% del totale annuo, e verso il Medio Oriente,

Le vendite estere crescono a Chieti e Teramo, diminuiscono a Pescara e L’Aquila. In particolare, il 65,6% delle vendite estere abruzzesi è costituito da prodotti meccanici ed elettromeccanici .

Da un punto di vista geografico, anche nel 2014 l’Abruzzo conferma una propensione maggiore della media nazionale ad esportare verso i Paesi UE .

Aumentano le vendite estere di Chieti(+7,6%), provincia che contribuisce per quasi il 70% alla formazione dell’export regionale, e di Teramo (+3,4%), diminuiscono pesantemente quelle dell’Aquila (-10,6%) e Pescara (-20,7%).

 . IL MERCATO DEL LAVORO

Gli occupati si sono ridotti di circa 10 mila unità rispetto al 2013, passando da 486 a 476 mila). Le persone in cerca di occupazione, passate da 62 mila a 68 mila, sono invece cre-sciute (11%) ad un tasso doppio di quello del resto del paese Il tasso di disoccupazione si è attestato nel 2014 sul 12,6%,

Forte aumento delle persone in cerca di occupazione. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 12,6% a fronte del 9,4% dell’Italia. l’Abruzzo si distingue dalle regioni meridionali per una presenza maggiore di occupazione industriale , in agricoltura e nelle attività commerciali.