L'ABRUZZO CHE "LAVORA": NEL 2015 HANNO CHIUSO L' ATTIVITA' IMPRENDITORI DI ETA' SUPERIORE A 35 ANNI, SOSTITUITE, IN PARTE , DA NUOVE IMPRESE GIOVANILI

IL CRESA ( Centro Regionale di Studi e Ricerche Economico-Sociali) con un comunicato stampa di mercoledì scorso fornisce i dati relativi al 2015 sull' attività imprenditoriale dei giovani abruzzesi sotto i 35 anni. L' argomento merita attenzione e diffusione informativa soprattutto in rapporto alle attuali critiche condizioni socio- economiche che stiamo vivendo da alcuni anni.

Il 2015, infatti, ci sembra un anno che va esaminato con particolare riflessione sui fenomeni che lo hanno caratterizzato sia di ordine economico che socio-politico. Pubblichiamo, quindi , volentieri il comunicato, semplificandone, per maggiore chiarezza, dove necessario, la linguistica e i dati numerici . L' integrazione con nostre riflessioni, saranno espresse in chiusura.

 

Secondo i dati forniti del Sistema Camerale, le imprese giovanili in Abruzzo sono, in totale, 15.496, pari al 10,5% del totale regionale delle imprese (147581), superando la media nazionale di 2 decimi. Durante il 2015 ci sono state 2676 nuove iscrizioni e1387 cancellazioni, recuperate quasi tutte con 1289 nuove imprese giovanili. Senza questo apporto la perdita totale sarebbe stata di 1156 unità.

Le nuove iscrizioni sono così ripartite : Chieti 263, L'Aquila 308, Pescara 429,,Teramo 289. In termini di rilevanza numerica delle imprese giovanili esistenti si ha la seguente graduatoria provinciale: 1) Chieti : 4121 (9,1%)-- 2) Pescara : 4058 (11,1 % ) --- 3) Teramo : 3833 (10,7%) – 4) L' Aquila : 3481 (11,4 %) . In graduatoria nazionale , invece le nostre province occupano rispettivamente le seguenti posizioni : CH = 71° --- PE = 31° --- TE = 35° --- AQ – 29° . Da questi dati si potrebbe desumere che "mettersi in proprio" dimostra che i giovani scelgono un' alternativa invece di attendere invano un lavoro dipendente, attualmente incerto e difficile da trovare.

La configurazione giuridica delle imprese giovanili va dal 9,3% di quelle individuali, al 18,3% di quelle di persone e il 22,0% di quelle di capitale. In provincia di Chieti sono più numerose quelle economicamente "più deboli". Sarebbe interessante approfondire la quota percentuale di quelle con disponibilità di capitale.

Il Direttore del CRESA Francesco Prosperococco esprime in merito a questi dati il seguente commento:

I giovani abruzzesi mostrano una incoraggiante volontà di mettersi in gioco e iniettano nell’economia regionale nuove energie e competenze, elementi fondamentali per la crescita di ogni sistema produttivo. Qualunque siano le motivazioni che li spingono, inclusa la difficoltà a trovare un’occupazione, è necessario evitare di sprecare tali risorse ed incoraggiare il diffondersi tra i giovani di un clima di fiducia nel futuro che rappresenta anch’esso un formidabile motore di sviluppo”.

A questo punto sarebbe interessante approfondire i motivi che hanno provocato la scelta del settore di attività . Con franchezza, pur augurandolo positivo, noi dubitiamo del loro successo .

I giovani imprenditori abruzzesi, al pari di quanto si osserva a livello medio nazionale, hanno scelto di operare nel 2015 soprattutto nel commercio (603 nuove iscrizioni), nelle costruzioni (194), nella ristorazione (173). Le attività “più giovanili” riguardano per il 40% l' alloggio, la ristorazione, e quelle finanziarie ed assicurative, seguite dal commercio (37%) e dai servizi di informazione e comunicazione. A questi , si aggiungono i servizi professionali all’Aquila (40,0%) e quelli di supporto alle imprese a Pescara (37,2%).

Va evidenziato che, fra queste , solo quelle dedicate alle "costruzioni" sono promotrici di vero PIL. Il resto produce solo "moneta circolante", con relativa incidenza sul debito pubblico.

Un contributo rilevante al settore di imprese giovanili viene dalle donne e dai cittadini stranieri residenti nella regione. Delle 15.496 iniziative giovanili, infatti, 4.747 (30,6%) registrano la presenza femminile, di cui 2.431 (15,7%) sono straniere. Anche in termini di crescita delle imprese giovanili, sono protagoniste le donne e gli stranieri, con saldi positivi rispettivamente di 459 unità abruzzesi (+35,6% : il miglior risultato tra le regioni italiane) e di 232 unità di straniere residenti.

( Fonte : Cresa informa)

Chiudiamo col nostro commento sui seguenti aspetti analizzati dal CRESA:

1* - Va espresso , anzitutto apprezzamento per l' attività divulgativa del Centro Regionale con cui si danno informazioni attendibili sui variegati aspetti dell' attività economica regionale. Ci permettiamo, però, di esprimere un suggerimento che ci sembra semplifichi la comprensione statistica: riteniamo che l' indicazione dei dati numerici totali al posto delle percentuali sia più funzionale per una possibile riflessione sul fenomeno analizzato.

2* - Una attenzione particolare ci provoca la scelta della tipologia delle imprese a cui i giovani hanno deciso di dedicarsi. Vogliamo sbagliarci ma i fenomeni a cui stiamo assistendo da alcuni anni ci fanno riflettere sul fatto che la cosiddetta "crisi" è stata provocata , in buona parte, proprio dalla eccessiva presenza di imprese dedicate solo al consumo ma non anche alla produzione di beni, chiamata PIL, che servono alla collettività per una vita decorosa ma non sprecona .

Durante il periodo delle "vacche grasse" sono stati "inventati " e proposti  tanti consumi di cui oggi non si avverta la necessità, anche per la disponibilità di prodotti accumulati. Ma i politici parlano ancora di "crescita" senza spiegarne il contenuto e la finalità. Cosa dovrebbe crescere nessuno lo dice. E molte attività diventano inutili. Se non ci fossero state le cancellazioni quale speranza di vita potrebbero avere le nuove iniziative giovanili?


3* - Chiudiamo con una domanda provocatoria: perché nessun giovane ha pensato di dedicarsi all' agricoltura per ridare ai molti , troppi, terreni abbandonati la produttività naturale, cioè senza veleni, che eviterebbe di farci mangiare e bere prodotti stranieri di tutti i tipi , che arrivano perfino dalla Cina? Una proposta per il Cresa: se lo avesse già fatto e ci è sfuggita ne facciamo ammenda, ma ora sarebbe comunque interessante un' analisi, come questa giovanile, dedicata all' agricoltura.