Economia regionale

ABRUZZO ECONOMICO – CRESCONO INSIEME LE IMPRESE (dello 0 virgola) E I FALLIMENTI: + 34,8%

      Ci siamo chiesti che senso può avere questo fenomeno così contraddittorio in economia . Non è stato e non ci sembra facile dare una risposta . Apprezziamo l' impegno e lo sforzo, non facili, del CRESA di presentare la situazione produttiva e , quindi, consumistica, rapportandola a quella "congiunturale" ( fase positiva o negativa attraversata dall' attività economica in un dato periodo) .Il termine, però , usato senza precisarne il significato linguistico non fa capire molto a troppi lettori.. Ne consegue, quindi, il problema che si falsifica anche il concetto di crisi che ognuno definisce in base alle condizioni personali soggettive e si comporta di conseguenza. Le condizioni della vita sociale collettiva interessa poco o niente, eppure sono queste che determinano la "congiuntura" .

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LA "CRESCITA" E LA "RIPRESA" NON ANCORA HANNO TROVATO LA CORRETTA COLLOCAZIONE LINGUISTICA

 

La chiara , sintetica e condivisa passione con cui Prosperococco informa con i suoi editoriali sulla condizione congiunturale in cui operano gli imprenditori abruzzesi nei vari settori economici incassa la nostra approvazione. Qualche volta, però, come facciamo adesso , lo preghiamo di non volercene se gli poniamo qualche provocazione. Stiamo seguendo l' attività del CRESA da alcuni anni ma ci sembra , se non ricordiamo male, che l' azione divulgativa dell' Istituto, legata alla congiuntura, evita di affrontare alcuni problemi fondamentali per la corretta informazione economico finanziaria che tiene l' Italia , e quindi l' Abruzzo , in una condizione preoccupante di ristrettezza culturale di ordine socio economica.

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L' ABRUZZO CHE LAVORA PERDE PERSONALE

Chieti =elettronica – L' Aquila = ristoratrice – Pescara =serve le imprese – Teramo = tesse e veste.

Il CRESA indaga e scopre che : l' attività turistica cresce , i ristoranti assumono, ma :

LE IMPRESE ABRUZZESI NEL COMPLESSO PERDONO 1.270 LAVORATORI

Ce lo spiega il seguente comunicato stampa.

"" Per il primo trimestre 2014 le imprese abruzzesi prevedono 1.270 lavoratori in meno, saldo tra 3.400 assunzioni programmate e 4.670 "uscite".

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IN ABRUZZO TROPPE IMPRESE CHIUDONO – I RISULTATI DEL 2013 – IL CRESA INDAGHI SUL PROBLEMA

Dal CRESA , Centro Regionale di studi e Ricerche Economico-Sociali, istituito dalle Camere di Commercio d'Abruzzo, abbiamo ricevuto, e pubblichiamo la sintesi di un' indagine mirata a conoscere la "nascita e la morte" delle imprese abruzzesi nel 2013. I dati, come era prevedibile, non sono confortanti ma sono da prendere in seria considerazione al fine di individuare come e perché, in tempo definito di crisi , il popolo consuma di meno , cioè il necessario e forse anche meno, mentre i produttori ed i commercianti di ogni settore merceologico aumentano i prezzi.

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LA CRISI DEL MANUFATTO IN ABRUZZO: I DATI 2013 RISPETTO AL 2012 - DUE PROPOSTE.

- Il CRESA (Centro Regionale di Ricerche Economiche istituito dalle Camere di Commercio) descrive
con apposito comunicato stampa i risultati sintetici di una Indagine congiunturale sulle imprese manifatturiere abruzzesi nel III trimestre 2013 a confronto col III 2012,
- La sintesi è eloquente: produzione -3,5%, fatturato -2,7%, fatturato estero -4,0%, occupazione -2,5%.
- Dai risultati, infatti, si può evincere che: ""A differenza di altre aree del paese, in Abruzzo i principali indicatori mostrano ancora andamenti negativi. Le aspettative degli imprenditori restano nel complesso negative ma in diversi settori si riducono, rispetto al passato, le valutazioni più pessimistiche"".

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