COSA FARE PER EVITARE IL DECLINO ECONOMICO – LO DICONO GRILLO E GIANNINO

Come avevamo previsto , anche questo intervento si è allungato più dello stretto necessario. Non ce ne vogliano i lettori se necessita un po' di pazienza nella lettura. Crediamo che l' argomento meriti attenzione perché vuole costituire uno stimolo alla riflessione su quanto può accadere dopo le elezioni. Durante la campagna elettorale , per quanto ci risulta, nessun candidato si è cimentato con i problemi veri dello Stato. Non parliamo di stampa e TV !

 MOVIMENTO 5 * * * * * (GRILLO)

5. ECONOMIA

• Introduzione della class action • Abolizione delle scatole cinesi in Borsa • Abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate • Introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate • Abolizione della legge Biagi • Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno • Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale • Introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite • Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se questa si è resa responsabile di gravi reati • Impedire l'acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia) • Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato • Abolizione delle stock optino • Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset, Ferrovie dello Stato • Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi europei • Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e con l'introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l'accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari • Vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all'Eni) come amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa • Favorire le produzioni locali • Sostenere le società no profit • Sussidio di disoccupazione garantito •Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es. distributori di acqua in bottiglia).

Commento:


Nel lungo elenco delle cose da fare per aggiustare l' economia dello Stato Grillo ha inserito , oltre alla riduzione del debito pubblico , senza spiegare come e perché, altre 20 azioni denominate come segue: 7 introduzioni, 4 abolizioni, 2 impedimenti, 1 disincentivo, 1 sussidio, 1 sostegno, 2 divieti, 1 allineamento, 1 riduzione. Tutte indicazioni concrete e fattibili in poco tempo . Basterebbe solo la volontà politica di dare un volto nuovo all' economia finanziaria dello Stato . Non ha tenuto conto, però, che , avendo previsto anche la riduzione , non l' eliminazione, dell' unica fonte di finanziamento costituito dal debito contratto dallo Stato con finanziatori privati.,cioè banche e risparmiatori che se ne servono, va pagato un cospicuo interesse annuo. Spesa questa che, comunque, non si elimina neanche portando il debito al 60% del PIL. Il difetto di Grillo, dunque, sta nella mancata e/o voluta riflessione sul vero concreto problema del debito pubblico

Questa carenza, pertanto, lo accomuna a tutti gli altri concorrenti per Montecitorio e palazzo Chigi. Non può farci credere, insomma, che queste nostre osservazioni non le abbia fatto per proprio conto. Probabilmente ha ragione chi sostiene che il successo del suo movimento potrebbe rivelarsi una vittoria di Pirro a tutto danno della comunità nazionale . Per concludere , però, va anche detto che il suo risultato elettorale , qualunque sarà, avrà il merito di provocare un cambiamento epocale nella gestione politica dello Stato. La protesta degli elettori che lo voteranno non dovrebbe più consentire una gestione politica come quella che ci ha portato alle attuali ingestibili condizioni socio- economiche.L' auspicio che possiamo fare è che i "grillini" eletti siano tutti persone oneste.

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"FARE" DI OSCAR GIANNINO

1. Ridurre l'ammontare del debito pubblico

E' possibile scendere rapidamente sotto la soglia simbolica del 100% del PIL anche attraverso alienazioni del patrimonio pubblico, composto sia da immobili non vincolati sia da imprese o quote di esse.

1.1 Ecco come ridurre il debito pubblico

a) Per fermare il declino italiano, occorre almeno portare il debito pubblico al di sotto del 100% del prodotto interno lordo (Pil), tagliare la spesa pubblica di 6 punti percentuali in proporzione al Pil, e abbassare la pressione fiscale di 5 punti. Questi obiettivi sono raggiungibili realisticamente nell'arco di una legislatura.

b) In particolare, tagliando debito e spesa nelle misura indicate, la riduzione delle imposte è sostenibile senza compromettere l'equilibrio di finanza pubblica. La riduzione del debito dovrebbe anche tradursi in una riduzione dei tassi di interesse sul debito stesso, rafforzando così il raggiungimento dell'obiettivo di tagliare la spesa.

c) In due articoli pubblicati sul blog noisefroamerika.org ('Un altro rapporto debito/PIL è possibile', (1) e (2)) si mostra che questi obiettivi sono realisticamente raggiungibili prendendo a riferimento, per esempio, le previsioni del Fondo monetario internazionale sulle principali variabili macroeconomiche.

d) Nella simulazione non si tiene conto dell'effetto pro-crescita della riduzione del debito, quindi l'analisi rappresenta molto probabilmente una sottostima dei risultati raggiungibili

e) La domanda principale, a questo punto, è se e come sia possibile ridurre il debito pubblico, pari oggi a quasi 2000 miliardi di euro, cioè il 126% del Pil;


f) L'obiettivo è attuare, nel periodo 2013-2018, una politica di dismissioni di asset pubblici che generi un gettito dell'ordine dei 35 miliardi di euro/anno;


g) Tale obiettivo è realisticamente raggiungibile purché le privatizzazioni interessino tutti gli asset (sia mobiliari sia immobiliari) e siano condotte con criteri trasparenti;


h) Per quel che riguarda il patrimonio immobiliare:


i) il patrimonio pubblico alienabile viene stimato in modo conservativo nel range 72-420 miliardi di euro: la differenza dipende dall'inclusione o meno di immobili attualmente occupati ma tecnicamente vendibili;


l) una stima realistica del gettito ottenibile sta nel mezzo e può essere fissata nell'ordine di 150-250 miliardi di euro;


m) vi sono tuttavia delle difficoltà legate al fatto che la proprietà della maggior parte degli immobili è in mano a enti locali, che difficilmente possono essere costretti a vendere;


n) per questo stimiamo che, nell'orizzonte di tempo considerato, siano raccoglibili 105 miliardi di euro;


o) sono cruciali le modalità di privatizzazione: per ridurre i cattivi incentivi e aumentare la trasparenza, si suggerisce la costituzione di fondi chiusi, omogenei al loro interno, la cui gestione viene affidata a terzi selezionati attraverso gara pubblica.


p) Altri 15 miliardi possono essere raccolti valorizzando meglio le concessioni dello Stato.


q) Gli ultimi 90 miliardi possono essere trovati attraverso la vendita delle società partecipate dal Tesoro (direttamente o attraverso la Cassa depositi e prestiti), in particolare quelle più appetibili quali:

r) le società quotate in borsa (Eni, Enel, Terna, Snam, Finmeccanica, e una piccola partecipazione in StMicroelectronics);

s) le maggiori società non quotate (Poste, Ferrovie dello Stato Italiane, Rai, Inail, Sace, Fintecna, eccetera);


t) Le società partecipate dagli enti locali non vengono qui considerate ma anch'esse rappresentano una potenziale fonte di gettito da destinare all'abbattimento del debito;

u) Va precisato che in alcuni casi può essere necessario procedere preventivamente o a forme di riorganizzazione aziendale (per esempio il breakup di alcune conglomerate quali Ferrovie e Poste) o alla piena liberalizzazione dei relativi mercati (postale, ferroviario, assicurazione sul lavoro, radiotelevisivo,...), o a entrambe le cose.

v) In conclusione, raggiungere un rapporto debito / Pil inferiore al 100% è possibile, senza fare ipotesi eroiche, nell'arco di una legislatura;


z) Il principale strumento per raggiungere tale obiettivo è una seria politica di privatizzazioni e dismissioni.

Commento:

Come si può controllare nell' intervento pubblicato il 15 scorso , ancora in pagina 1, il programma elettorale di Giannino , scritto chiaramente prima del suo "masterizzato" incidente culturale, è il più ampio, completo, dettagliato e riflettuto di tutti. Questo del debito pubblico ne è l' esempio concreto essendo l' unico ad aver indicato le proposte mettendo in prima linea assoluta la riduzione del debito pubblico. Giannino, insomma , ha capito che qualsiasi azione di governo è subordinata alla corretta e sana gestione economico finanziaria dello Stato. La sua preoccupazione, quindi, è stata quella di indicare , necessaria e urgente, la riduzione del debito pubblico utilizzando come prima operazione le alienazioni del patrimonio pubblico. Non siamo d'accordo e poi diremo perché. Ne consegue che per ridurre il debito era ed è necessario prevedere una gestione economica di austerità, cosa di cui , purtroppo, il popolo ha perso conoscenza e applicazione. Alle eventuali alienazioni, inoltre, conseguirebbe , di fatto, l' impoverimento culturale e patrimoniale connesso alla perdita , non solo, dei nostri beni artistico-monumentali ed ambientali., ma anche dell' orgoglio di offrire al mondo uno "spettacolo" di capacità socio-culturale irripetibile, anche nei settori artigianali e industriali.


Col la a) del punto 1.1 cominciano le contraddizioni e i difetti che non ci aspettavamo da Giannino. Il primo difetto è quello di aver indicato i punti percentuali del taglio delle spese e la diminuzione delle tasse. Per dare l' idea corretta del problema avrebbe dovuto indicare : --l' endità del PIL, della spesa pubblica (800 mld ?) e dell' attuale pressione fiscale . Solo così si poteva impostare il calcolo con una espressione aritmetica . Così, invece, si da l' idea di voler tenere nascosta la realtà in quanto non è possibile conoscere l' entità del debito da ridurre, e cosa fare per tenere, quanto meno fermo il PIL già di per sé ballerino.


Col punto b) si mette in dubbio una cosa certa: con un debito ridotto è ovvio che ci sia una connessa riduzione degli interessi sul debito che resta. Ma il condizionale non è buon segno di riuscita. Significa che il calcolo del punto a) non è affidabile?


Col punto e), infatti, si pone la domanda se il calcolo del punto a) sia sufficiente per scendere al 100% del PIL. A tal fine col punto f) si indica la necessità di vendere , ma non si ipotizza a chi, i nostri beni pubblici distribuiti in 5 anni di seguito con un ricavo annuo di 35 mld , pari ad un totale di 175 mld...


Col punto l) si fa una stima , quindi ipotetica , che la vendita degli immobili potrebbe dare un gettito compreso fra 150 e 250 mld.


Domanda: se nessuno o pochi comprano come si riduce il debito? Giannino non si pone la domanda anche perché lascia gli immobili per passare all' analisi dei beni mobili.

Questi sono costituiti:

- dalle concessioni demaniali per attività gestite da privati, marittime e non , dalle quali Giannino vorrebbe trarre 15 miliardi in più di quelli attuali già pagati alle Regioni;

- dalle società partecipate dal Tesoro distinguendo quelle quotate in borsa : Eni, Enel, Terna, Snam, Finmeccanica ecc. da quelle non quotate : Poste, Ferrovie dello Stato Italiane, Rai, Inail, Sace, Fintecna, eccetera); dalla cui vendita o privatizzazione senza lo Stato, Giannino ipotizza un ricavo di 90 miliardi.

Concludendo, per portare il debito ad un importo inferiore a quello del PIL , ma non superiore al 60% del suo valore , Giannino, se fosse eletto deputato aiuterebbe Monti ad aumentare le tasse , in contraddizione con la riduzione del 5% indicata all' inizio. Meno male che Zingales, docente della "Chicago Booth School of Business", co-fondatore di FARE , contestando a Oscar il possesso di un "master" nella Booth School di Chicago, ha annullato l' ipotesi in anticipo , per cui una sua possibile , ipotizzabile, eventuale collaborazione con Mario Monti, anche lui, eventualmente vincitore della corsa a palazzo Chigi, non sarà possibile.


Confrontando, però, il programma di "scelta civica" con quello di "fermare il declino" si trovano diversi punti in comune. Ci fermiamo , per brevità, alla riduzione del debito. In merito Monti enfatizza le "liberalizzazioni" , alcune fatte da Bersani (vedi farmacie e carburanti ed altre), che avrebbero portato vantaggi ai consumatori (ma non è vero) per cui quando propone la riduzione del debito sostiene di dover ""proseguire le operazioni di valorizzazione/dismissione del patrimonio pubblico, "" Giannino dice le stesse cose: sembra che sia stato il "braccio destro" del professor Monti con la funzione di spiegare nei particolari le sue idee sintetiche.Era stato concordato fra i due un eventuale "inciucio ? Non si può dire , ma resta comunque il dubbio che, se si dovesse verificare quanto auspicato da Monti e descritto da Giannino e Zingales, applicando , con evidenza , quanto appreso a Chicago, ci ritroveremmo un' Italia ridotta a un conglomerato di attività e iniziative difficilmente coordinabili, ma con una sicura crescita della tassazione. Oscar Giannino, conosce la "verità vera" sulla eliminazione non riduzione del debito. Non lo ha detto agli italiani, ma non si comprende perché. La via è molto più semplice e sicura di quella sopra indicata.. Faremo la proposta dopo il prossimo 25,


(Continua con l' agricoltura)

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