IMMIGRATI CLANDESTINI


La legge vigente 

     In secondo luogo si tratterebbe di capire la legge che regola attualmente la questione degli immigrati clandestini, che sembra un poco misteriosa a sentir le domande che leggiamo o ascoltiamo in giro. Quelle più comuni pressappoco sono queste: 
1) Perché non si stabilisce un sistema preventivo di accordi con tutti i paesi che hanno interesse a mandarci lavoratori, invece di prendere accordi soltanto con quelli in cui dobbiamo respingere i clandestini solo quando li abbiamo alle porte o addirittura in casa? 
2) Perché, dovendo catturare i clandestini, ospitarli e identificarli prima di respingerli, per identificarli si e' stabilito un termine perentorio, invece di prevedere tutto il tempo necessario, fino a che c'e' speranza di identificazione? 
3) Perché quando si notifica una espulsione si da' all'interessato il tempo di tornare in clandestinità invece di dare immediatamente attuazione al provvedimento? Che differenza c'è fra respingerlo subito o dopo quindici giorni? E che cosa ci obbliga a trasformare clandestini puri e semplici in clandestini di origine controllata? Come si può pensare che un clandestino, doc o meno che sia, non possa trovar lavoro, visto che si e' costretti a regolarizzare periodicamente clandestini occupati in lavoro nero? E come si può essere sicuri che un clandestino doc latitante e privo di lavoro non diventi per bisogno una recluta della prostituzione o della malavita? 
4) Se si prevede nei prossimi anni un aumento progressivo del fenomeno dei clandestini, perché non si provvede ad un progetto di aumento progressivo delle risorse umane e materiali per controllarlo, in modo da inserirlo negli aspetti ordinari della nostra vita civile, come uno dei modi per reclutare mano d'opera e, magari, di offrire solidarietà senza venir meno ai nostri interessi?