CHI COMANDA IN ITALIA ? MARCELLO VENEZIANI LI DEFINISCE "PUFFI" - SALLUSTI SPERA ANCORA SU SILVIO

Sul problema abbiamo appena letto su "i l Giornale" gli articoli di due professionisti , i cui pareri ci sembrano condivisibili, soprattutto se si riflette sul caos politico che l' Italia sta vivendo in un contesto di crisi economica ma soprattutto socio-culturale . Crediamo opportuno e , aggiungiamo , democratico, che dei due pareri se ne dia informazione ai nostri lettori che potrebbero non aver letto "il giornale".

 Il primo in ordine di tempo , è quello di Veneziani che a suo modo titola e spiega in due righe la questione utilizzando una simpatica ed ironica analogia. con la classica favola dei sette nani.
Il secondo è del direttore Sallusti che , invece, affronta la questione dal punto di vista partitico, e ovviamente politico, definendo "Bizzarrie tipiche italiane" i risultati elettorali di domenica scorsa. Di entrambi riportiamo l' essenziale. Riteniamo, però, che l' intervento di Veneziani vada completato con i commenti di un certo sig. Giano il quale richiama l' attenzione su un problema molto serio sul quale Il Quirinale e la Corte Costituzionale farebbero bene ad intervenire perchè il potere che la nostra Carta assegna al popolo appare completamente ignorato.
Già negli ultimi decenni del secolo scorso a gestire il potere politico dello Stato ha provveduto una classe politica non condivisa dalla maggioranza dei cittadini , ma solo da una minoranza di essi che man mano è diventata sempre più esigua. Leggere per credere quanto segue. .

TUTTO IL POTERE AI PUFFI
La politica si è ridotta a un campioncino di micro-Repubblica, formato smart, coi partiti bonsai che si contendono il potere in versione sette nani
Marcello Veneziani - Mar, 25/11/2014 - 15:48

I COMMENTI DEL SIG. GIANO

Mar, 25/11/2014 - 16:05
Il voto è l'espressione della volontà popolare. In democrazia chi prende più voti vince ed, essendo maggioranza, è legittimato a governare. Ma sarà vero che in democrazia governa chi è espressione della volontà popolare? Non sempre, anzi, raramente, o meglio, quasi mai. In questa democrazia c'è il trucco, come nei giochini degli illusionisti. Quella che viene definita "maggioranza" non rappresenta l'effettiva maggioranza assoluta dei cittadini, ma solo quella parte che ha preso più voti; basta un solo voto in più e si vince. Ovvero una maggioranza relativa che, spesso, è una "minoranza" se rapportata all'intera popolazione. Eppure questa "minoranza" si considera "maggioranza", pensa di rappresentare l'intero corpo elettorale e si ritiene legittimata a governare in nome del popolo.
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Mar, 25/11/2014 - 16:08
Un caso eclatante di non rispondenza fra incarico ricoperto e rappresentatività popolare è quello della presidente della Camera, Laura Boldrini. E' stata eletta in Parlamento nella lista SEL che ha preso il 3% dei voti. Ma, eletta Presidente della Camera, è diventata "Terza carica dello Stato", dopo Napolitano e Grasso e, sulla carta, rappresenta l'intera nazione. Ma come è possibile che una persona che rappresenta a malapena il 3% dei votanti (quindi, neppure il 3% degli elettori e dell'intera popolazione) assuma una delle più alte cariche dello Stato e rappresenti l'intera nazione e tutti gli italiani? A che titolo?
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Mar, 25/11/2014 - 16:15
Esempio, dati ufficiali elezioni Emilia Romagna: votanti 37,7%, astenuti 62,3%; il vincitore, Bonaccini, ha preso il 49% dei voti. Più del 62% degli elettori si è astenuto ed è questa la vera "maggioranza" degli elettori. Il vincitore rappresenta non il 49% dei cittadini, ma solo il 49% di quel 37% che ha votato; circa il 18% degli elettori. A che titolo chi prende il 18% dei consensi ritiene di rappresentare la volontà popolare ed essere legittimato a governare? Questa è una parodia di democrazia che governa "contro" la volontà popolare.
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LA VERITÀ SUL VOTO (A PERDERE)
Non vince nessuno, tranne la Lega che ora chiude ad Alfano e aspetta Forza Italia. Renzi dimezza i voti del Pd, Berlusconi tira diritto: "a febbraio torno e cambia tutto" ..
Alessandro Sallusti - Mar, 25/11/2014 - 16:36

""Ha vinto la Lega, hanno perso tutti gli altri, anche il Pd, che si è portato a casa i governatori, pur perdendo la metà dei voti nelle due regioni - Emilia Romagna e Calabria - che domenica sono andate alle urne. Bizzarrie tipiche italiane. Renzi, boicottato dai suoi, non è più quella formidabile macchina elettorale di qualche mese fa. Grillo si è dimezzato, l' Ncd di Alfano al Nord praticamente non esiste. Forza Italia continua nell'emorragia di consensi. Insomma, è un casino, provocato e aggravato dall'astensionismo record. Che ormai non è più solo protesta verso chi ci governa, ma distacco, disinteresse, rassegnazione. Siamo tornati all'Italia dell'Ottocento, quando la politica era questione interna a una elite, e il popolo subiva eletti e governi.""
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