L' ABRUZZO DEGLI SCANDALI

 

Anche l' Abruzzo politico, purtroppo, ma sappiamo che, a livello nazionale, non è solo,  chiude il 2008 con diversi scandali da archiviare, sperando in un futuro migliore. Ci associamo a Marino Solfanelli , editore, che ci onora della sua collaborazione con cui oggi sintetizza, da par suo, gli eventi degli ultimi 2 decenni della gestione politica abruzzese.. Non si può non condividere il significato generale del suo articolo. Ma , a nostro avviso, la questione va osservata anche da una  diversa angolazione. I tempi sono cambiati da quando il Capo del Governo aveva il "potere", soprattutto etico-morale, di "cacciare" gli amministratori corrotti. Adesso, anche se occorre dire  purtroppo, è mutato anche il criterio con cui bisogna osservare la gestione del potere amministrativo.

Potere che si accompagna più facilmente di  prima ad azioni illecite e truffaldine, ma che , rapportato alle necessità socio-politiche di una città, o di un piccolo paese (la differenza non è molta) , appare  addirittura tollerabile  se, da un ‘ analisi attenta dei fatti illeciti si può constatare che farebbe  più danno sociale l' interruzione traumatica di una programmazione politica in esecuzione che non la permanenza degli amministratori disonesti nel posto di potere fino alla scadenza del mandato .Con la opportuna sorveglianza, s'intende. Dopo di che chi ha rubato, truffato, abusato ecc. sconterà per intero, magari con gli interessi,  la pena che meritano. Il caso D' Alfonso ci appare tipico in questo senso. Ci siamo chiesti , nell' intervento che si può leggere sotto, chi può valutare e risarcire il danno socio economico che provocheranno  alla città di Pescara le dimissioni del sindaco? Ci rendiamo conto che questa nostra interpretazione farà arricciare il naso a parecchi. Ribadiamo , intanto , che non si vuole assolvere corrotti e corruttori. Mentre richiamiamo l' attenzione sulla necessità che gli Amministratori della Giustizia , ad ogni livello,  per un verso, ed il legislatore dall' altro, affrontino seriamente una riforma della Giustizia  per adeguarla alle effettive necessità sociali di tutti i cittadini. Non escludiamo, infine , che questo intervento possa essere considerato solo una provocazione.

 

 

 

 

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Chieti, 31 Dicembre '08 -

             L'Anno che viene, sia l'inizio di un futuro

migliore.
Per dimenticare gli ultimi venti anni di scandali

A ripercorrere a ritroso, con il pensiero, gli ultimi venti anni della storia della nostra Regione, l'Abruzzo, mi vengono i brividi. Lo scandalo dell'inceneritore di Lentella, in provincia di Chieti, in cui furono coinvolti un presidente della Cassa di Risparmio ed altri "galantuomini", si fa per dire, della stessa risma; due Giunte regionali, in tempi diversi, agli arresti; amministratori comunali chietini in manette, stessa sorte per gli amministratori (precedenti a quelli attuali) di Montesilvano (PE); infine - per citare i fatti più clamorosi - l'ultimo sindaco di Pescara agli arresti domiciliari e poi rimesso in libertà.

Peculato?, finanziamento illecito?, l'una o l'altra cosa che importanza ha, amministratori infedeli sono, comunque. Un Sindaco, "primo cittadino", cui il popolo ha conferito l'onore della propria rappresentatività, tutore dell'onore stesso della collettività, deve essere come la moglie di Cesare, al di sopra di ogni sospetto. Invece...

Si badi bene, tutti personaggi ben remunerati per le cariche ricoperte, a differenza di ciò che avveniva in epoca diversa, allorché tutte le rappresentanze nei vari enti erano "onorifiche", ossia senza emolumenti. Un ricordo d'epoca remota: uno scandalo pescarese, una "bustarella" per la costruzione alla Pineta di quattro casette per pescatori; una inezia a confronto degli scandali attuali, eppure si mosse personalmente il Capo del Governo, che venne a Pescara e cacciò le massime autorità che, per quanto innocenti, non avevamo vigilato abbastanza nell'interesse della collettività. Altri tempi, si dirà...

Oggi, peraltro, assistiamo allo sconcertante spettacolo di cittadini plaudenti sotto le finestre del sindaco rimesso in libertà, quel sindaco che li ha ingannati, che ha tradito la loro fiducia, li ha frodati, nella sostanza delle cose.

Ma la cosa più deprimente della vicenda pescarese è che nel magma corruttivo siano invischiati anche dei giornalisti, televisivi e della carta stampata; ovvero coloro che dovrebbero essere il fustigatori del malcostume, gli interlocutori tra il potere e il popolo, le vigili scorte dell'onestà.

Un "ventennio democratico", l'ultimo che abbiamo vissuto, tutto da buttare al macero, come la "monnezza" napoletana, nella speranza che l'anno che viene sia l'inizio di una nuova epoca, si saggezza politica e onestà amministrativa.

BUON ANNO A TUTTI.

Marino Solfanelli




 

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