COLPI DI SCENA SULLA VICENDA D' ALFONSO

 

IL SINDACO RITIRA LE DIMISSIONI  MA SI DICHIARA MALATO E SI AUTOSOSPENDE .PRESENTANDO UN CERTIFICATO  PARTICOLARE CON CUI IL MEDICO ACCERTA UNA "PATOLOGIA INGRAVESCENTE PERMANENTE" - LA MAGISTRATURA SEQUESTRA IL CERTIFICATO - IL CONSIGLIO DI STATO FORSE SI PRONUNCERA' OGGI SULLA REGOLARITA' DELLE ELEZIONI DELL' APRILE 2008 - I CONSIGLIERI DI MINORANZA SI DIMETTONO IN BLOCCO.

Oggi , 10 gen., si apprende:

- che il medico del certificato precisa che il documento originale  non contiene l'espressione  " patologia ingravescente permanente" e che il sindaco supererà lo stress provocato dalla vicenda che lo ha coinvolto;

- il Consiglio di Stato non si è pronunciato sul ricorso sulle presunte irregolarità elettorali , ma che invece ha chiesto approfonditi accertamenti.

La questione si ingarbuglia sempre di più.


Oggi, 12 gen., il senatore PdL Pastore, consigliere comunale di minoranza, riferissce di essere stato riccevuto dal Procuratore Trifuoggi e di aver visionato il famoso certificato. In merito precisa che sul documento non risulta scritta la frase che ha destoto tanto scalpore. Lo aveva già detto il medico. Dove è scritta la frase incriminata? Pare sulla lettera del sindaco allacittà. Ma allora perchè il vice sindaco non ha letto i due documenti in sade di consiglio comunale?


RIEPILOGHIAMO I FATTI


Sul filo di lana della scadenza  il Sindaco di Pescara ritira le dimissioni presentate in seguito all' arresto domiciliare disposto dal GIP del Tribunale di Pescara. La "carcerazione" domiciliare fu notificata all' interessato,  e,  quindi,  eseguita, nell' intervallo fra le ore 22 e le 23 del  15 dicembre , quando ormai si sapeva con certezza della vittoria di Chiodi come nuovo Presidente della Regione Abruzzo. La notizia fu diffusa mentre, in diretta televisiva,  il neo eletto Presidente teneva una conferenza stampa . Sorpresa e scompiglio generale fra tutte le forze politiche .per non dire fra gli amici e gli elettori. In merito si dice che la scelta del giorno e dell' ora sia stata fatta per evitare possibili ripercussioni elettorali visto che la decisione era stata assunta alcuni giorni prima in sede di interrogatorio dell' interessato su apposita richiesta  dei legali. La spettacolarizzazione mediatica è stata comunque assicurata.

 

 

Cosa era successo? Due Pubblici Ministeri della Procura di Pescara stavano indagando da tempo sul Sindaco, su  alcuni funzionari comunali e due o tre imprenditori assegnatari di lavori e servizi, Scopo dell' attività investigativa era quella  di accertare l' ipotesi di corruzione che sembrava  intercorrere fra gli appalti "vinti" e presunte tangenti , nonché favori personali e regalie che Sindaco e funzionari avrebbero ricevuto dagli imprenditori. Gli inquisiti sarebbero una quarantina Ad un certo punto delle indagini i Pubblici Ministeri, avendo acquisito, a loro avviso, prove sufficienti di corruzione, propongono al GIP  l' arresto domiciliare degli indagati a titolo cautelare. Ciò al fine di impedire che gli interessati potessero inquinare le ulteriori indagini preliminari che erano ancora necessarie. Nel frattempo D' Alfonso, avendo capito che la questione stava prendendo un brutta piega, si reca spontaneamente dal GIP per essere ascoltato e per consegnare al magistrato la lettera di dimissione da sindaco a testimonianza della sua disponibilità a non intralciare l' ulteriore corso delle indagini. In tal senso però il Giudice non gli ha creduto . Avrà pensato, anzi, che l' interessato con quell' atto voleva evitare la possibile restrizione cautelare. Così in data 15 arriva l' ordinanza di arresto domiciliare che provoca, oltre ad una spettacolarità mediatica,  una serie di reazioni critiche sia locali che nazionali. In merito non entriamo volutamente nei particolari . Ci interessa, invece, un altro aspetto molto più importante di cui diremo più sotto.

Torniamo intanto allo sviluppo della vicenda. Un  giorno precedente alla  vigilia di natale, ci sfugge la data esatta, il Sindaco prima si dimette  anche da Segretario regionale del Partito Democratico e poi  viene interrogato dal GIP per sentire quale era la sua versione dei fatti che gli erano stati contestati prima dai PM e poi dal giudice stesso con l' ordinanza di arresto. Il sindaco illustra, pare  anche con documenti, tutti gli aspetti della vicenda e dimostra, con intervento appassionato,  che il rapporto intercorso con gli imprenditori era relativo solo alla richiesta di sponsorizzazione del partito e che comunque lo stesso rapporto  non aveva provocato arricchimento di nessuno, tanto meno di se stesso.

A questo punto il Giudice, tenendo conto che neanche  gli investigatori avevano dimostrato arricchimento personale , che la lettera di dimissione da sindaco era stata presentata in via ufficiale e che quindi l' indagato  non avrebbe avuto la possibilità di inquinare eventuali ulteriori prove a suo carico, annulla il precedente provvedimento di custodia domiciliare e rimette in libertà il sindaco dimissionario. Anche la pubblicazione di questa  ordinanza ha suscitato  numerose critiche ad ogni livello locale e nazionale , sia da parte del PD che del PDL, ovviamente per ragioni opposte. Amici ed elettori, invece, lo raggiungono sotto casa con la proposta di ritirare le dimissioni.

 


 

D' Alfonso ci pensa per due settimane e, poche ore prima del termine di scadenza del tempo concesso dalla legge, senza avvertire neanche il suo partito (così si dice) smentisce quanto aveva detto nei giorni precedenti  ritirando le dimissioni. Nel contempo, però, presenta un certificato medico che gli consente di autosospendersi dalla carica a tempo indeterminato per ragioni di salute. La certificazione medica , infatti, sostiene che non è possibile, allo stato, prevedere il tempo di guarigione, trattandosi di una  "patologia ingravescente permanente" . Non si conosce di quale patologia si tratta. Deve essere, però,  una cosa seria se non è prevedibile un tempo di guarigione. In tal caso, anche se molti non ci credono, la decisione di autosospendesi appare giustificata. Ma se così non fosse l' atto, oltre ad ingarbugliare ancor più tutta la vicenda, sarebbe politicamente scorretto, sia per i dubbi legati alla gestione amministrativa sia per il rapporto con la giustizia. Tra l' altro  ieri ed oggi , infatti, si sono succedute diverse prese di posizione pro e contro. Anche noi , nei precedenti interventi , abbiamo detto che il ritiro delle dimissioni non sarebbe stata una cosa saggia. Ma , come si dice, cosa fatta capo ha. Forse, in buona o mala fede, gli amici ed i legali lo hanno consigliato male. Sono troppi i punti deboli della vicenda.

Se poi  si aggiunge:

- che la Magistratura , sentendo  puzza di bruciato nella manovra congegnata per restare sindaco senza esercitare, sequestra il certificato medico per ogni possibile controllo ;

- che i consiglieri di minoranza si dimettono  in blocco cercando di coinvolgere  nell' iniziativa sia Rifondazione che l' Italia dei valori, al fine di  provocare lo scioglimento automatico del Consiglio, e che il Consiglio di Stato dovrebbe decidere oggi sul ricorso con cui la minoranza ha contestato il risultato elettorale dell' aprile 2008 denunciando brogli nei seggi,  il quadro generale si complica al punto che l' unica via d'uscita potrebbe essere, davvero, solo lo scioglimento del Consiglio comunale. Proprio quello che invece D' Alfonso voleva evitare. Si è creata, così,   una brutta situazione che provocherà una serie di danni: alla democrazia, ai partiti, alla città , oltre che ai diretti interessati. Sono danni  che non si riparano facilmente  neanche con nuove elezioni. Non ne esce bene, però,  neanche  l' attività inquirente del nostro sistema giudiziario, costretta ad applicare leggi e procedure non più adeguate, a nostro avviso,  ai tempi ed alle situazioni che, nel bene e nel male, caratterizzano l'attuale società. I nostri Codici, insomma , impediscono ai giudici , nei casi come questo di cui parliamo, una autonoma valutazione delle condizioni socio - culturali in cui si  concretizzano le procedure investigative , le quali mirano solo a perseguire chi si comporta in modo illegittimo senza poter valutare le conseguenze socio- politiche che si connettono. Si  tratterebbe, cioè, di affidare agli inquirenti che indagano sugli amministratori pubblici anche la valutazione socio-politica delle attività svolte nella gestione degli locali .


RIFLESSIONI E PROPOSTE

 

Vediamo allora di guardare la cosa da un'altra angolazione Nei precedenti interventi abbiamo azzardato un ‘ipotesi che, ci sembra,  D' Alfonso abbia inserito, anche se in modo indiretto ed appena accennato, nella sua lettera aperta ai pescaresi ,. Il ritiro delle dimissioni , anche se accompagnato dall' autosospensione (inopportuna)  , si giustificherebbe solo perchè la sua maggioranza sarebbe rimasta  impegnata ad  assicurare lo svolgimento del programma amministrativo ricco di iniziative e di opere che trasformano e fanno crescere la città..  L' ipotesi , dunque, era, e resta, che il blocco di un programma amministrativo mirato a migliorare la vivibilità e a stimolare l' economia di una città , o di un piccolo paese, crea un "danno sociale" irreparabile alla collettività che ha condiviso e poi votato le relative proposte.

L' arresto del Sindaco D' Alfonso provocherà un prevedibile ritardo, non quantificabile, se non un blocco definitivo, come qualcuno vuole fare col ponte sul mare, con conseguenze negative per tutti, cittadini e visitatori. Insomma messi sui piatti di una bilancia, peraltro simbolo della giustizia, da una parte l' accertamento delle illegittimità eventualmente commesse da amministratori, magari poco accorti, nell' esercizio delle proprie funzioni, e dall' altra le conseguenze socio- economiche e politiche di provvedimenti restrittivi,  annullabili ma devastanti, gli inquirenti dovrebbero avere la possibilità e l' autonomia di optare per un ‘ azione che non produca disagi collettivi. In questo senso abbiamo già  parlato di provvedimenti privi di senso etico, intendendo per etico il comportamento che sceglie il bene sociale e non quello individuale. Invece, per capirci, se saranno confermate le ipotesi di reato del sindaco D'Alfonso e compagni , si può parlare di comportamento immorale , oltre che illegittimo. Ci rendiamo conto della difficoltà di condivisione del nostro ragionamento, perciò formuliamo , in merito , questa domanda : se invece dell' arresto , benché domiciliare , il sindaco fosse stato sospeso dalla funzione con interdizione temporanea, cioè fino alla conclusione delle indagini , salvo, poi, reintegrarlo o arrestarlo, se necessario,  in via definitiva, le conseguenze politiche sarebbero state le stesse provocate dall' arresto?  Questa è la valutazione che, ci sembra sia mancata. Il nostro ragionamento non ha la pretesa di interferire con le decisioni degli inquirenti, né di difendere e o assolvere gli inquisiti dalle loro eventuali malefatte. Vogliamo solo provocare nei lettori una riflessione culturale a 360 gradi  per evitare l' intruppamento con chi riesce  solo ad inveire contro  l' immoralità degli altri senza proposte alternative. Non dimentichiamoci che la moralità e l ‘ etica sono elementi componenti del nostro DNA..Ognuno di noi ce l' ha in misura diversa, e  non si può pretendere di insegnarle . Occorre solo attrezzarsi culturalmente per evitare che siano usate in modo distorto. Possiamo affidare alla scuola questo compito ? Noi pensiamo di si.