AL POSTO DELLE PROVINCIE – UNA DELLE SOLUZIONI FATTIBILI

 

Nella caotica sequenza di proteste e richieste, più o meno interessate,  ma  a nostro avviso non accoglibili, mosse alla "manovra Tremonti" si è distinta la soppressione delle provincie, poi ristretta a quelle piccole, poi scomparsa per volere di Bossi, ricomparsa salvando quelle di montagna, e non è ancora detta l' ultima volontà. Ci dispiace dover manifestare la nostra meraviglia per la posizione della Lega . E' un neo che stona fra le altre cose condivisibili che dice.  

 

 

La soppressione delle provincie è una proposta "storica" che risale addirittura alla fine degli anni quaranta. Purtroppo dopo l' approvazione della Costituzione , motivo per cui non se ne è fatto mai niente nonostante che la loro eliminazione abbia fatto spesso capolino fra altre numerose proposte politiche. Senza dilungarci, la ragione la conosciamo tutti, ma ripetiamo , non ci si aspettava che fosse difesa proprio da Bossi.

Va detto, inoltre, che  .la questione e la conseguente diatriba si poteva evitare perché è noto che il problema è di natura costituzionale, quindi per sopprimere occorre modificare la Carta. Non ci sembra né facile ne veloce..Fattibile ed auspicabile si , e diremmo ,anche , necessaria,

Nel frattempo, però, appare opportuno che , in attesa che la Lega cambi idea, si cominci subito a pensare alla procedura da seguire e alla ridistribuzione delle funzioni  cominciando dal ritiro delle deleghe regionali.. Quando le competenze  saranno rientrate nell' ambito della Legge sulle Autonomie locali n. 142/90,  allora si potrà pensare alla loro distribuzione in ambito comunale da definire. Noi un'idea ce  l' abbiamo, e la presentiamo con due documenti che si possono visualizzare cliccando QUI.

Si tratta della visualizzazione di uno studio promosso dall'Istituto per lo Sviluppo dell ‘Edilizia Sociale  (I.S.E.S) e utilizzato nell' Ufficio  regionale per l' Abruzzo.. Lo studio con una complessa ed articolata analisi del territorio regionale ha raggruppato i comuni abruzzesi  includendoli in ambiti di zone omogenee. per tipologia socio-economica. Prevediamo l' obiezione secondo cui le attuali condizioni socio-economiche non sono più come quelle degli anni 60, anche se per molti aspetti sarebbe il caso di verificare prima di scartare l' ipotesi di una sua utilizzazione al posto delle provincie. L' dea, cioè, è quella di affidare all' associazione dei comuni di ogni zona omogenea le funzioni attuali della provincia da esercitare nel rispettivo territorio.

La questione merita un opportuno approfondimento . A questo fine  sollecitiamo un indispensabile contributo di idee e proposte da parte dei Sindaci e Presidenti di Provinvia.