IL BLUFF DELLE PROVINCE : ANCORA SCINTILLE FRA CHIETI E PESCARA

Interviene anche la Camera di Commercio di Chieti. Un comunicato stampa informa che la Giunta camerale, presieduta da Silvio Di Lorenzo, "".... ha espresso con forza la volontà di sostenere la conferma della Provincia di Chieti.

 

Questo non solo perché Chieti rispetta i requisiti di legge, dimensione territoriale e popolazione residente, ma anche perché i dati economici dimostrano, senza ombra di dubbio, la posizione di rilievo occupata nel panorama regionale, in termini di consistenza del tessuto imprenditoriale, di volume di vendite all'estero e di ricchezza prodotta...."".

In tal senso si sarebbero espresse congiuntamente associazioni di categoria, ordini professionali e organizzazioni sindacali .

Il problema, ovviamente non riguarda solo l' Abruzzo. Da una rapida rassegna stampa si deduce che la questione inserita nel contesto della "riduzione delle spese" (1) interessa tutta l' Italia . Non c'è provincia che non abbia espresso dissensi e proposte alternative ricorrendo anche alla suprema Corte , ma ignorando la sequela di leggi , come "salva Italia" , e altre norme già approvate , che , però, risultano contraddittorie fra loro e addirittura incostituzionali.

Sono troppi i personaggi politici che si esprimono senza conoscere , pensando solo a far parlare di sé e a visualizzare la loro immagine.

Non si può negare , comunque, che la paura di perdere poltrone, prestigio, potere, e.. soldi ha messo in preoccupata agitazione non solo amministratori e politici ma anche il mondo imprenditoriale e commerciale ( CCIA e Confindustria), nonché sindacati e associazioni varie. E ciò , fra l' altro , sta avvenendo prima ancora che il riordino normativo del ruolo e delle funzioni delle eventuali nuove province si possa leggere su un documento ufficiale. Le Camere di Commercio, però, stanno già elaborando una possibile nuova strutturazione ipotetica, sicuramente in attesa che la Corte Costituzionale decida sui ricorsi presentati da Province e Comuni.

In ogni caso una cosa ci sembra certa: la soluzione condivisa e definitiva richiederà tempi lunghi e molta...saggezza politica. Se si continuerà a parlare in termini di campanile e di consistenza socio-economica del territorio i costi connessi saranno penalizzanti per tutti.

Nella rassegna sopra citata, però, abbiamo letto con piacere la proposta che ci sembra conseguente a quella che INTERVENTI ha già pubblicato da due anni , col titolo AL POSTO DELLE PROVINCE letto da quasi 500 visitatori, ma nessuno ha commentato Stiamo preparando in merito un secondo intervento più elaborato per favorire una migliore riflessione di Comuni e Province .

La proposta è stata avanzata dal consigliere regionale Emilio Nasuti il quale ritiene che , come risulta sulla mappa da noi pubblicata , la soluzione ottimale per la fusione di Chieti – Pescara sarebbe quella di costituire un unico Comune che comprenda l' area omogenea formata dai territori degli attuali Comuni di Chieti, Pescara, Francavilla al Mare, Montesilvano, Spoltore e San Giovanni Teatino. La nostra proposta, però , comprende anche i Comuni di Cepagatti, Cappelle sul Tavo, Silvi e Pineto. Ne parleremo meglio col prossimo intervento. Questa soluzione , fra l' altro, consentirebbe la ripartizione delle prossime competenze provinciali fra Chieti e Pescara senza litigare sulla funzione di capoluogo. Resta da chiarire , però, il ruolo degli altri Comuni delle due attuali province.