L' ABRUZZO SCOMPARE E CAMBIA NOME INSIEME ALLE MARCHE E AL MOLISE

          Nella proposta di legge presentata il 17 scorso dai parlamentari Pd Morassut e Ranucci, l' Abruzzo viene accorpato con le Marche e il Molise e tutte e tre perdono il nome originale storico per diventare "Regione Adriatica".. Stranamente , quasi in contemporanea, si torna a riproporre anche l' accorpamento delle Province dopo averle "riformate" per complicarne la funzione. Chi ne volesse sapere di più in merito può cliccare sulla cartella della "Politica regionale" per leggere le nostre informazioni e proposte. Ma di questo torneremo a parlare.. I commenti si possono inviare per email a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

            I due proponenti piddì, Roberto Morassut e Raffaele Ranucci , hanno spiegato che la loro idea mira ad "una semplificazione del sistema regionale" finalizzata alla " riduzione della spesa pubblica, razionalizzando i costi ed evitando la proliferazione di troppi centri decisionali di spesa e di programmazione". Evidenziano, quindi , "la necessità di semplificare e snellire il quadro normativo e legislativo che regola gli aspetti essenziali della vita economica del paese".
          Per dare alla proposta anche una motivazione internazionale non poteva mancare l' indicazione che "il processo di integrazione europea pone naturalmente l'esigenza di ridurre l'articolazione regionale in tutti i Paesi e le Nazioni che fanno parte della Unione Europea". Sembra, insomma , che i due vadano comunque alla ricerca di una visualizzazione di stampo comunitario.
          Nicola Zingaretti, invece,dà un' altra motivazione ricordando che i confini delle attuali regioni furono definiti in un' era in cui l' economia nazionale era prettamente agricola e quindi l' attuale ripartizione regionale non sarebbe più ottimale in rapporto al mercato unico europeo. Ma non solo: c'è una " vecchiaia" che va aggiornata dopo 70 anni del loro disegno e 40 di funzionamento
          Si pronuncia anche la sig.ra Mariastella Gelmini di Forza Italia, secondo la quale : "L'accorpamento potrebbe portare benefici importanti alla spesa pubblica e ai cittadini massacrati di tasse". E in merito precisa che i risparmi conseguenti all' operazione , stimati in 400 milioni di €, "....... dovrebbero andare solo parzialmente a beneficio delle casse dello Stato , mentre maggiore deve essere lo sgravio di tributi pagati dai cittadini".

          A parte il fatto sostanziale che, sia i proponenti , come Zingaretti e Gelmini , hanno dato spiegazioni teoriche con espressioni in gergo "politichese" adatte ai tempi "renziani" ma prive di dati concreti di fatto che potrebbero giustificare la proposta, l' idea viene stranamente , ma non troppo, pubblicizzata per dire che Chiamparino , pd, ne avrebbe parlato con Renzi proponendo uno specifico esame della riorganizzazione regionale. Questo potrebbe significare che la strutturazione della proposta era stata già predisposta  prima che Renzi ne fosse informato.
          A noi l' idea non piace per motivi diversi che ora non ci è possibile articolare , nella speranza di poter aver il documento che accompagna la proposta al Parlamento.
          Ne diciamo una per commentare Zingaretti: non ci sembra che con gli accorpamenti ideati . si possa modificare la "ruralità" originaria delle nuove regioni. Abbiamo motivo di pensare , invece, che la proposta è stata inventata per distrarre l'attenzione del popolo e dei media in un tempo in cui gli interventi politici dovrebbero pensare a problemi più seri e concreti .