L' ESTATE DELLE SAGRE

 

FARRO (grano non modificato degli antichi romani), ARROSTICINI, PIZZE FRITTE , SCREPPELLE, POLPETTE DI UOVA E FORMAGGIO, PANE E OLIO CON FORMAGGIO, SAGNE CON CECI E/ O FAGIOLI : TUTTI PRODOTTI DICHIARATI TIPICI.

Le motivazioni sono le più varie , dalle manifestazioni culturali ormai consolidate, come il Premio letterario "parco Majella" di Abbateggio , alla festa della rinascita di Rosciano , alla riscoperta della natura  in Lettomanoppello, alla vecchia trebbiatura di Ortona, tanto per citarne alcune.

Per la verità fra i tipici veri manca la POLENTA, e la PIZZA GIALLA, pasti quasi quotidiani dei nostri nonni. Ma c'è un motivo. Il gran turco antico, quello per una polenta buona, (cioè, non il mais creato in America per uso animale) non lo semina quasi più nessuno. Non solo perché nelle zone collinari e montane, non esistono più coltivatori ( e ci sarà pure un motivo) che praticano le  tipicità colturali; di fatto quasi tutti i terreni coltivabili sono a disposizione dei pochi allevatori di vitelli e mucche da latte.  Ma c'è anche un altro perché:  chi volesse coltivarlo , anche solo per uso personale, lavorerebbe solo per i cinghiali ed altri animali protetti dagli Enti parco.

Vi raccontiamo un' esperienza personale. Scusateci la digressione ma dobbiamo toglierci un sassolino dalle scarpe Due anni fa, nel nostro podere sito nel comune di Abbateggio, seminammo circa 250 metri quadri di granturco antico per mangiare qualche "marrocca" arrostita sulla brace e per raccogliere una ventina di  chili di granturco secco per  una o più "polentate" con gli amici . Arrivò una "cinghialessa", con prole al seguito, e fece piazza pulita . Non si salvò una pianta.

 

Denuncia alla forestale, mezzo chilo di domande e documenti da firmare, misurazioni , rilievi, fotografie ecc. Dopo qualche mese arriva la valutazione dell' Ente Parco Majella: produzione stimata 50 chili; prezzo di mercato 14,0 € al quintale, senza tener conto  dei costi di produzione  e del lavoro ; rimborso €7,0; banca incaricata del pagamento: la Popolare di Lanciano; viene  emesso un assegno non trasferibile per un importo, tenetevi forte, di € 2, 0 (due) sui sette spettanti.

L' assegno è stato incorniciato e appeso al muro. La banca a domanda risponde : per convenzione con l' Ente Parco le spese postali sono a carico del creditore. Converrebbe diventare tutti cinghiali!

Ma come e cosa si può fare per liberarsi di queste "caste" "frega popolo" che non hanno il minimo senso del pudore, oltre alla incompetenza , nella gestione della cosa pubblica ?

Stavamo dimenticando l' altro prodotto tipico di una volta, ma assente nelle sagre attuali: le patate, spesso accoppiate ai cavoli verdi., oppure lesse bagnate in un piatto con olio , aglio e peperoncino fritto. Però anche le patate, purtroppo , sono pasto prelibato dei cinghiali, quindi resta tipico solo nella valle peligna.

Torniamo, dunque , alle sagre. Dagli inizi di giugno, ascoltando le radio locali, non c'è paese , o quasi, che non allestisce una sagra con le motivazioni più varie ed originali. Arrosticini e pizze fritte dappertutto.

Il sindaco Di Marco di Abbateggio (PE) ha fatto , però, una cosa diversa. La sua esperienza decennale in merito gli ha suggerito di inserire le sagre in un contesto culturale e ricreativo più ampio, al punto da occupare tutta l' estate con manifestazioni di natura diversa : dal premio letterario nazionale "Parco Majella", alle escursioni , alle gite, all'estemporanea di pittura, e, non ultimo alla quasi esclusività delle minestre di  FARRO. Da questo grano la specificazione acquisita  dal comune come "paese del Farro". E' buono. Merita di essere degustato sia da chi non ancora lo conosce che da tutti quelli che tornano a mangiarlo .

Ne è scaturito, così , un programma di manifestazioni che si snoda da giugno a settembre. Ritenendolo meritevole di essere diffuso INTERVENTI ne  pubblica il testo nelle pagine che seguono, avvertendo che qualche cosa potrebbe variare nel corso dell' estate.

Pubblicheremo, ovviamente, anche i programmi degli altri Comuni che ci dovessero pervenire. Ultimo richiamo che speriamo possa essere di gradimento: sull' argomento abbiamo scritto già negli anni scorsi. Cliccando sulla voce dell'indice "Economia regionale " è possibile leggerlo. Diteci se le idee di allora sono ancora valide.