Politica regionale

NATALE 2008 SOTTO LA TENDA AD ABBATEGGIO- D'ALFONSO ANTICIPA IL SUO PROGRAMMA

 

Della vicenda D'ALFONSO, ex sindaco di Pescara, si sta ancora parlando a livello nazionale. Soprattutto perché  inserita nella crisi interna del Partito Democratico. Noi ne abbiamo scritto in due interventi, non per celebrare il processo prima dei giudici, né per dichiarare l ‘ innocenza del personaggio, Abbiamo voluto cogliere l' occasione,invece,  per richiamare l' attenzione sulla necessità che, affrontando il problema etico - morale che pongono gli amministratori come presunti corrotti nello svolgimento della loro attività politica, si  valuti la questione con un' ottica inquisitoria diversa da quella immediatamente giustizialista che prevede l' arresto cautelare degli inquisiti.

Sappiamo che si tratta di un  obbligo  giuridico che caratterizza l' attività investigativa. La quale,quindi,  non può tener conto di un' altro aspetto etico che richiede un ‘ attenta valutazione: l' eventuale possibile danno che l' interruzione traumatica di un' attività politica ed il fermo di interventi ed iniziative in corso d' opera causano alla collettività cittadina. Ferma restando, ovviamente, la punibilità dei corrotti , ma non dei corruttori, da rinviare a mandato politico concluso. Si tratta, cioè,  di una "visione etica " particolare che l' Amministrazione della giustizia dovrebbe e/o potrebbe  prendere in considerazione  nel contesto dell' investigazione. A sostegno di questa tesi crediamo ci aiuti un servizio di cronaca scritto due anni fa (1° gen. 07 ) per la vecchia edizione di INTERVENTI.COM. Siamo andati  a ripescarlo e lo riproponiamo , pari-pari, evidenziando il fatto che , se il programma esposto dall' ex sindaco di Pescara era attualmente in fase di svolgimento la nostra tesi ne verrebbe rafforzata.

 

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L' ABRUZZO DEGLI SCANDALI

 

Anche l' Abruzzo politico, purtroppo, ma sappiamo che, a livello nazionale, non è solo,  chiude il 2008 con diversi scandali da archiviare, sperando in un futuro migliore. Ci associamo a Marino Solfanelli , editore, che ci onora della sua collaborazione con cui oggi sintetizza, da par suo, gli eventi degli ultimi 2 decenni della gestione politica abruzzese.. Non si può non condividere il significato generale del suo articolo. Ma , a nostro avviso, la questione va osservata anche da una  diversa angolazione. I tempi sono cambiati da quando il Capo del Governo aveva il "potere", soprattutto etico-morale, di "cacciare" gli amministratori corrotti. Adesso, anche se occorre dire  purtroppo, è mutato anche il criterio con cui bisogna osservare la gestione del potere amministrativo.

Potere che si accompagna più facilmente di  prima ad azioni illecite e truffaldine, ma che , rapportato alle necessità socio-politiche di una città, o di un piccolo paese (la differenza non è molta) , appare  addirittura tollerabile  se, da un ‘ analisi attenta dei fatti illeciti si può constatare che farebbe  più danno sociale l' interruzione traumatica di una programmazione politica in esecuzione che non la permanenza degli amministratori disonesti nel posto di potere fino alla scadenza del mandato .Con la opportuna sorveglianza, s'intende. Dopo di che chi ha rubato, truffato, abusato ecc. sconterà per intero, magari con gli interessi,  la pena che meritano. Il caso D' Alfonso ci appare tipico in questo senso. Ci siamo chiesti , nell' intervento che si può leggere sotto, chi può valutare e risarcire il danno socio economico che provocheranno  alla città di Pescara le dimissioni del sindaco? Ci rendiamo conto che questa nostra interpretazione farà arricciare il naso a parecchi. Ribadiamo , intanto , che non si vuole assolvere corrotti e corruttori. Mentre richiamiamo l' attenzione sulla necessità che gli Amministratori della Giustizia , ad ogni livello,  per un verso, ed il legislatore dall' altro, affrontino seriamente una riforma della Giustizia  per adeguarla alle effettive necessità sociali di tutti i cittadini. Non escludiamo, infine , che questo intervento possa essere considerato solo una provocazione.

 

 

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L' ESTATE DELLE SAGRE

 

FARRO (grano non modificato degli antichi romani), ARROSTICINI, PIZZE FRITTE , SCREPPELLE, POLPETTE DI UOVA E FORMAGGIO, PANE E OLIO CON FORMAGGIO, SAGNE CON CECI E/ O FAGIOLI : TUTTI PRODOTTI DICHIARATI TIPICI.

Le motivazioni sono le più varie , dalle manifestazioni culturali ormai consolidate, come il Premio letterario "parco Majella" di Abbateggio , alla festa della rinascita di Rosciano , alla riscoperta della natura  in Lettomanoppello, alla vecchia trebbiatura di Ortona, tanto per citarne alcune.

Per la verità fra i tipici veri manca la POLENTA, e la PIZZA GIALLA, pasti quasi quotidiani dei nostri nonni. Ma c'è un motivo. Il gran turco antico, quello per una polenta buona, (cioè, non il mais creato in America per uso animale) non lo semina quasi più nessuno. Non solo perché nelle zone collinari e montane, non esistono più coltivatori ( e ci sarà pure un motivo) che praticano le  tipicità colturali; di fatto quasi tutti i terreni coltivabili sono a disposizione dei pochi allevatori di vitelli e mucche da latte.  Ma c'è anche un altro perché:  chi volesse coltivarlo , anche solo per uso personale, lavorerebbe solo per i cinghiali ed altri animali protetti dagli Enti parco.

Vi raccontiamo un' esperienza personale. Scusateci la digressione ma dobbiamo toglierci un sassolino dalle scarpe Due anni fa, nel nostro podere sito nel comune di Abbateggio, seminammo circa 250 metri quadri di granturco antico per mangiare qualche "marrocca" arrostita sulla brace e per raccogliere una ventina di  chili di granturco secco per  una o più "polentate" con gli amici . Arrivò una "cinghialessa", con prole al seguito, e fece piazza pulita . Non si salvò una pianta.

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