PROVOCAZIONI : IL GINEPRAIO DEL QUIRINALE -- LE TASSE -- L' IMU

IL QUIRINALE

Napolitano si mostra soddisfatto e quasi esulta per il "successo" del "suo Letta". Ci dispiace per lui, ma il ginepraio di cui abbiamo scritto più volte, nel periodo pre – governo, ci sembra ancora vi-vo e vegeto, e forse si sta espandendo , alimentato com'è dal concime maleodorante con cui i gestori della "politica", dell' economia , della giustizia , della burocrazia, della finanza europea e mondiale, ecc. stanno seppellendo l' Italia.

 Confessiamo di non essere riusciti a dare un ordine logico e comprensibile alle vicende di queste ultime settimane Ma una cosa ci sembra chiara : "Re Giorgio" è stato immerso in un "letamaio" di idee , e di pretese fino al collo. Non gli sarà facile uscirne se non si decide ad usare l' autorevolez-za, che pure gli spetta in questi casi, per decidere il da farsi "senza guardare in faccia a nessuno".
Non vogliamo farcene un vanto, ma solo per ricordare che la nostra proposta al Capo dello Stato , di cui alcuni aspetti sono stati condivisi da più di un "suggeritore" accreditato , appare ancora va-lida pur in presenza di una riconciliazione politica accolta come salvifica ma che non potrà durare.

Una nota critica per l' apparato burocratico del Quirinale. Prima del Governo Letta abbiamo scritto un messaggio e-mail al Presidente per segnalargli la sua presenza su INTERVENTI. Abbiamo ri-cevuto quasi subito questa risposta:

"" La sua missiva è stata correttamente inoltrata. Le sarà inviata a breve una e-mail per conferma-re l'invio. La conferma è essenziale ai fini della ricezione e trattazione della sua missiva

Avvertenza

 

Questa procedura è stata testata per l'utilizzo con la maggior parte dei fornitori di servizi di posta elettronica. Ciò nonostante, sono stati segnalati rari casi in cui l'e-mail per la conferma del mes-saggio non è stata recapitata a causa di problemi attribuibili al fornitore di servizi.
In questi casi, si suggerisce, dapprima di verificare che non sia attivo un filtro antispam ed, even-tualmente, di effettuare un nuovo invio del messaggio utilizzando un indirizzo di posta elettronica reso disponibile da un diverso fornitore"".

Non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta A chi non viene il dubbio che non tutti i messaggi ar-rivano sul tavolo del Presidente?

 

LE TASSE

Tutti dicono che non sono piacevoli. E' vero Tutti dicono che sono troppo alte. Anche questo è ve-ro. Commercianti, artigiani ed industriali le vedono come fumo agli occhi . In merito non siamo si-curi di pronunciarci in modo certo. Sindacati e industriali chiedono che le imprese devono pagare meno tasse col presupposto implicito, ma non espresso , di aumentare il salario dei dipendenti af-finché questi possano consumare di più per favorire la "crescita", Di questa, però, sembra che se ne parli sempre meno, mentre nessuno spiega che senso avrebbe aumentare la produzione di ogni genere se poi i prodotti non si vendono.
Ci sono , però, due aspetti su cui proponiamo una riflessione calma e serena. .
Il Primo legato al modo con cui imposte e tasse vengono decise e richieste. Si ha l' impressione che il ricorso alla tassazione si faccia pensando o immaginando che i cittadini , definiti impropria-mente contribuenti , hanno tutti una fonte di finanziamento monetario di personale proprietà. Non si tiene conto, insomma, che tale fonte non esiste e non potrebbe in quanto la moneta circolante è quella del debito pubblico di cui nessuno è proprietario ma solo possessore e utilizzatore con la possibilità del suo esaurimento, Ciò anche perchè l' entità del possesso non è uguale per tutti. Per questo il termine contribuenti è improprio. Nessuno , infatti, può legittimamente contribuire a qualunque azione con soldi o materiali di cui non è proprietario.

Il secondo è quello della funzione delle tasse. Poiché lo Stato non ha più la sovranità monetaria , cioè non può stampare moneta di Stato da distribuire in proprietà al popolo, deve chiedere prestiti alla BCE o ai privati ai quali pagare interessi, chiamati spread , le tasse servono proprio a questo ma non a ridurre il debito, il quale, invece di diminuire cresce sempre più.. Questo infatti, si può diminuire solo a tre condizioni:

a) ridare agli Stati la sovranità monetaria a cui hanno rinunciato col Trattato dell' Unione Europea
b) sostanzioso incasso di moneta circolante in altri Stati come pagamento di prodotti esportati; suf-ficiente quanto meno a pagare gli interessi;
c) riducendo all' osso le spese generali dello Stato, degli Enti locali e quelle dei privati. La chiamerebbero "decrescita", ma nessuno dice a quale livello di espansione dovrebbe arrivare la "crescita". Insomma cosa bisogna fare per crescere?

Queste cose avrebbero dovuto dirle il Capo dello Stato, i dieci saggi prima e gli otto dopo. Adesso sarebbe competenza di Letta ma non crediamo che lo farà.

Conclusione: come abbiamo già affermato all' inizio della crisi, le tasse non si possono diminuire né , tanto meno, eliminare. Chi dice il contrario è bugiardo e in mala fede. Il problema, comunque, ha bisogno di approfondimento.

L' IMU = Imposta Municipale Unica

1^ Rata sospesa ma non restituita. 2^ Rata non si sa che fine farà. Tremonti, padre dell'imposta, ha definito illegittima ed incostituzionale la versione Monti I Comuni la vogliono ad ogni costo. In at-tesa del 2014 proviamo a dargli un senso logico . Con l' imposta i Comuni dovrebbero coprire i co-sti di tutti i servizi resi alla collettività. La cosa però non appare equa e costituzionale. Basata sulla superficie della casa di proprietà appare discriminante fra chi ha fatto sacrifici per comprare casa e chi invece no, preferendo l' affitto. Sarebbe logico e giusto che anche gli affittuari pagassero. In-tanto che aspettiamo dicembre per vedere come andrà a finire, facciamo la nostra provocazione ai Comuni . Siccome questi dovrebbero e vogliono avere disponibilità economica per pagare tutte le attività che vogliono attivare appare logico e necessario che facciano sapere ai cittadini e allo Stato quali sono queste attività  in modo da poter calibrare il bilancio in base alle spese prevedibili. Attività e bilancio vanno opportunamente pubblicizzati. Vedremo quanti saranno capaci di farlo. Pochi se pensiamo alle velleità inutili che verrebbero fuori.