AUTODENUNCIA : DAGLI ESAMI DI “MATURITA’ “ ESCONO “SOMARI “

 

Riprendiamo da Il Tempo di venerdì scorso la lettera di una professoressa che si autodenuncia per aver dovuto accettare,  "subendola", la decisione di una Commissione d' esami, chiamata ad accertare la maturità  di  "operatori turistici". La docente rivela che la commissione, di cui era membro esterno, ha dichiarato maturi alunni "somari" che a suo giudizio non dovevano neanche essere ammessi all' esame Il suo voto contrario alla promozione, fra l' altro, non è stato tenuto in alcuna considerazione. Questo episodio ci spinge a ricordare , ( non per la presunzione di aver trovato conferma delle nostre idee nella lettera della sig.ra Verdile, ma per sollecitare i lettori ad approfondire la problematica) , due aspetti di cui abbiamo già scritto:

 

•1)       Il significato di "maturità" come imbroglio linguistico e come concetto che ormai non ha più ragione si essere fra i compiti della scuola ( gli interventi si possono leggere andando all' indice SCUOLA e poi cliccare sulle cartelle < qualità della scuola> e <scuola e politica>..

•2)       Due anni fa aggiornando la nostra <Carta di identità> abbiamo confermato la sollecitazione e la fiducia  verso il corpo docente, ribadendo che il futuro dei giovani e della società  stanno nelle loro mani. A giudicare dall' episodio descritto nella lettera , nonché da altre notizie sulla preparazione dei giovani che concorrono a posti pubblici , dovremmo prendere atto che finora ci siamo illusi. Gli episodi di concorrenti "somari" sono stati parecchi, e diffusi , purtroppo,  in campo nazionale. Come esempio ricordiamo l' ultimo accaduto in Abruzzo,  in un Comune della provincia di Chieti : concorso per vigile urbano. Su 182 partecipanti  solo 19 hanno superato la prova scritta. Che delusione per noi, ma che vergogna per la scuola che ha dichiarato "maturi" gli altri 163 concorrenti!

Per quanto ci riguarda, nonostante l' illusione che man mano aumenta, vogliamo restare ancora ottimisti, a condizione che il Ministro Gelmini cominci a prendere gli opportuni provvedimenti . Le nostre proposte glie le abbiamo già fatte più di una volta. Condividiamo anche le proposte avanzate dalla Sig.ra Verdile. Ma  ora vogliamo anche provocarla :

 SIG. MINISTRO NON ACCETTI ALTRI INCARICHI CHE LA DISTRARREBBERO CERTAMENTE DALLA SUA ATTUALE FUNZIONE IN VIALE TRASTEVERE.(NdD)

 

Mi autodenuncio. Ho promosso somari

di Nadia Verdile

docente di Italiano e storia nel Liceo Artistico "San Leucio" -Caserta


Caro Direttore,

sono corresponsabile di un crimine e mi autodenuncio. Sarà che io il '68 non I'ho fatto perché avevo tre anni, sarà che quando ho frequentato il Liceo i mie professori erano gentiliani  - come si usa dire con una nota di rimpianto - sarà che sono cresciuta di sinistra e oggi mi sento orfana, sarà che sono entrata nella scuola superiore come docente di ruolo a seguito di un concorso pubblico, vinto senza raccomandazione (e se ce I'ho fatta io vuol dire che si può...), sarà che dopo 18 anni di ruolo guadagno 1650 euro e non ce n'è di eguali compensi nel pubblico à parità di titoli, ma io in questa scuola italiana mi sento non disorientata, non avvilita, non inappagata,  ma profondamente incazzata.

Non facciamo che lamentarci, ma poi immettiamo sul "mercato"  ignoranti con diploma. Quest'anno ho fatto gli esami di Stato, come membro  esterno di Italiano e Storia, in due istituti Tecnici per il Turismo in provincia di Caserta, e mi sono resa responsabile di un crimine di: cui mi autodenuncio. Abbiamo promosso, ma mi ascrivo I'onestà ,di aver votato per la bocciatura, gente  che era stata ammessa ,  in barba alta norma vigente, con molte insufficienze; abbiamo promosso, diplomandoli,  giovani che affermavano che  Giolitti era iscritto alla Lega Nord ; oppure che I'unità d' Italia era avvenuta nel dopo guerra.

Sono incazzata con la ministra, caro direttore, e sa perché? Perché è ora che qualcuno venga a controllarci, venga a vedere se siamo capaci di fare gli insegnanti, venga a leggere le nostre relazioni, venga ad ascoltare le nostre spiegazioni..

C' è gente che fa il mio lavoro ed è molto,' ma molto, più preparata di me, ma c'è gente, caro direttore, che fa il mio lavoro e non sa cos'è un congiuntivo, che spiega mentre la classe gioca su Internet, che si occupa di altro in attesa che finisca l' ora, sono incazzata Direttore perché  mi sento fortunata a fare il lavoro più difficile e gratificante del mondo insieme a chi di gentiliano non ha più nulla, di cultura non se ne parla nemmeno. ( Da Il Tempo di venerdì - 03 settembre -10 - , pag.09.)