LA SCUOLA IN SUBBUGLIO – IN ANSIA PRECARI E NUOVI DOCENTI

 

Nelle scuole devono entrare solo docenti capaci di suscitare l' interesse e , quindi , l' apprendimento dei contenuti insegnati.

 Il ministro Gelmini crede di ottenere questo risultato mediante:  --"Lauree a numero chiuso ed entro sei anni niente più precari". --  Qualità: un anno di tirocinio sotto la guida di un tutor.-- Posto di lavoro: tra gli obiettivi l'eliminazione anche delle graduatorie Queste affermazioni sono la sintesi di una intervista al Ministro Gelmini, a cura di Francesca Angeli, pubblicata ieri da il Giornale. e che noi riprendiamo per poter esprimere le nostre valutazioni sulle risposte che non tutte ci convincono.

Vorremmo sbagliarci , ma la nostra impressione è che il Ministro si stia servendo di consulenti che non possono conoscere le esigenze di tutti i gradi del percorso scolastico. I componenti del gruppo di lavoro coordinati dal Prof. Israel  meritano tutto il rispetto per la loro specifica formazione professionale  ma abbiamo il dubbio che si facciano guidare più dalle loro capacità di riflessione intellettuale che dall' esperienza pratica che si  acquisisce solo  nei contesti dei tre i gradi del nostro sistema di istruzione. A nostro avviso suggeritori e protagonisti  del cambiamento potevano e dovevano essere i Collegi dei docenti e i Dirigenti delle Istituzioni.. La l consultazione dei loro rappresentanti non appare sufficiente.

 Probabilmente la singola e personale visione della funzione della scuola, seppur condivisibile in teoria,.non consente al gruppo un' analisi realistica della sua struttura concreta, sia in rapporto agli insegnanti che ancor più agli alunni.
Ci sia consentito, infine di lamentarci per non aver trovato, sia nelle domande della giornalista che nelle risposte del Ministro,  una chiamata in causa dei dirigenti scolastici come uno dei punti di riferimento di una qualunque riforma della scuola. La loro presenza sembra non esistere se non per renderli responsabili della gestione burocratica dell' istituto, simile a quella di un amministratore di azienda commerciale. La funzione originaria di promozione e controllo dell' attività didattica è stata eliminata, insieme alla soppressione degli ispettori , per passarla all' Invalsi.. Noi crediamo che non potrà funzionare a favore di tutta la scuola.

 

L' INTERVISTA

Le osservazioni sono scritte in azzurro

 

Ministro Gelmini perché un nuovo regolamento per la formazione degli insegnanti?
«Perché non esiste una buona scuola senza buoni insegnanti. Il nostro primo obiettivo è quello di riqualificare la  professione docente».

Una domanda viene spontanea: chi sono, e dove si trovano , se esistono,  i  " riqualificatori?

In che modo cambierà il profilo professionale?

«Non sarà più sufficiente sapere ma occorrerà saper insegnare. Per questo abbiamo introdotto un anno di tirocino formativo in classe, 475 ore sotto la guida di un insegnante tutor. Abbiamo dedicato particolare attenzione alla disabilità. Tutti gli insegnanti, non soltanto quelli di sostegno, dovranno fare tirocinio con alunni disabili, almeno 75 ore. Sarà obbligatoria per tutti la certificazione della conoscenza della lingua inglese ai livelli minimi richiesti nel contesto europeo».

Come e chi sceglie il "tutor " che sa insegnare  ad insegnare?"  Allo stato non ci risulta (salva una posibile nostra disinformazione) che esistono docenti in ogni scuola specializzati a questo fine. Per i disabili il problema è ancora più complicato perché non sono previste classi specifiche (le famose differenziali abolite da quasi 30 anni).dove fare esperienza qualificante.

Buona la previsione della lingua inglese , salve le reazioni contrarie di Spagna, Francia e Germania.

Primo obiettivo: docenti più preparati. Il secondo?

«Eliminazione progressiva del precariato: una vera piaga sociale. Con il nuovo sistema chiudiamo l'accesso illimitato alla professione che perpetuava il precariato. Ora il numero dei nuovi docenti sarà deciso sulla base del reale fabbisogno. Sostituiamo alle vecchie scuole di specializzazione, Ssis, un percorso di lauree magistrali specifico seguito dall'anno di tirocinio».

-- La piaga sociale del precariato bisognerebbe "farla pagare" ai sindacati. Ma non entriamo nel merito . Ci interessa far notare, invece, che la riforma in itinere sembra stia rispolverando, per alcuni aspetti, il vecchio sistema concorsuale pre  e, appena post, Decreti Delegati, quando , cioè i concorsi avevano una programmazione biennale sulla base dei posti scoperti Ci riferiamo, ovviamente,  alla scuola materna ed elementare di nostra conoscenza. Il sistema consentiva, oltre a non creare precariato, di selezionare personale che faceva della scuola una scelta professionale maturata anche in seguito all' impegno e all' esperienza costante in attività di supplenza,

La maggior parte dei vincitori dei concorsi, infatti, era costituita da docenti che avevano accumulato punteggio  previsto per i periodi di supplenza effettivi, con tanto di qualifica redatto dal dirigente. . Poi sono intervenuti i sindacati che , Ministri consenzienti, hanno proposto ed ottenuto la modifica del sistema di reclutamento sostituendo di fatto i concorsi con le graduatorie permanenti ed i Ssis facendo, così,  venir meno anche l' impegno a studiare e fare esperienza nella scuola. Basta attendere il proprio turno.

Per quanto riguarda il tirocinio va detto che confermerà l' eliminazione dell' anno di prova, previsto dal vecchio sistema di reclutamento anche per gli altri impiegati statali. I candidati vincitori, infatti, dopo un anno di insegnamento sotto la guida del dirigente,  riceveva la visita dell' Ispettore scolastico che accertava l' idoneità o meno all' insegnamento anche con possibilità  di prolungare  la prova di un altro anno. Con la riforma in itinere chi deciderà dell' idoneità? Il Tutor ? O il dirigente che non ha trovato posto nell' intervista?.