L' EUROPA PROPONE MA L' ITALIA NON ASCOLTA I SUGGERIMENTI

La Strategia Europa 2020 , decisione elaborata dalla Commissione Europea, suggerisce che la cosiddetta "crescita" potrebbe essere "intelligente" grazie ad investimenti più efficaci nell' istruzione. la ricerca e l' innovazione. ( Vai all' articolo che precede) Il suggerimento è stato trasmesso a tutti gli Stati  dell' Unione. Ognuno di questi, dunque, dovrebbe elaborare provvedimenti mirati ad adeguare la funzione dell' istruzione pubblica allo sviluppo socio economico delle nuove generazioni . 

 

Ma in Italia pare che nessuno abbia letto l' indicazione della Commissione sia quando Renzi ha promosso la cosiddetta "Buona Scuola", sia quando il Ministero dell' Istruzione opera per applicarne alcuni contenuti che, però,  non mirano e non aiutano la "crescita". Fra questi c'è il premio in €uro , detto "bonus" in latino ( meno male che non è inglese) da assegnare ai docenti più bravi a giudizio dei dirigenti. Ce ne fa la descrizione un Preside di scuola media , già pensionato, ma che viene ancora stimolato dalla precedente esperienza pratica. Gabriele De Sanctis , oltre ad avere scritto un libro con cui racconta la sua esperienza professionale, adesso collabora, come membro di Direzione, col bimestrale "Foro Teatino" su cui ha pubblicato l' articolo che segue.

 

BONUS PER IL MERITO DEI DOCENTI

di

Gabriele De Sanctis

            Non c'è pace nella scuola italiana, né si trova il luogo e il momento per risolvere concretamente i suoi non pochi problemi.

            Tutti i governi provano a dare delle risposte, tutti i governi annullano le riforme dei precedenti, tutti i governi vogliono il bene della scuola, ma nonostante i buoni propositi, la situazione, all'interno delle realtà scolastiche, si fa sempre più incandescente.

            L'attuale governo ha inventato la cosiddetta Buona Scuola, come a dire che fino ad oggi abbiamo avuto una cattiva scuola...

            Tra le nuove "pensate" c'è il bonus che premia il merito degli insegnanti. (circa 23.000 euro ad istituto).

            Il problema che dilania in questi giorni in tutte le scuole della nazione, docenti e dirigenti, è strettamente legato a chi attribuire questo premio.

            C'è chi vorrebbe darlo a chi ha maturato più anni di servizio, c'è chi, invece, vorrebbe che fossero riconosciuti i carichi di lavoro aggiuntivi a quelli dell'insegnamento (vedi stesura verbali, redazione piani di lavoro, accompagnamento degli studenti in visite di istruzione ecc.), c'è chi fa presente che anche chi svolge funzioni di tutor per i neo assunti debba accedere alla divisione della torta.

            Si sente parlare poco, per la verità, della qualità dell'insegnamento, almeno per ora. Ma in Italia della valutazione del docente non è stato mai facile discutere.

            Ovviamente i sindacati, chi più chi meno, mugugnano e pretendono la presenza delle RSU nella definizione del programma spartitorio e qualcuno già propone un referendum per la soluzione della questione.

            Il Ministero, per i primi tre anni vuole stare, come si suol dire, alla finestra (alla fine del triennio provvederà, sulla base delle risultanze pregresse, a definire un modello di spartizione univoco): ha affidato il compito ai Dirigenti scolastici, i quali tra richieste di docenti, genitori, rappresentanti degli studenti e sindacali non sembra riuscire a trovare una soluzione accettabile da tutti i contendenti.

            Per la verità anche altri governi, nel passato, hanno provato a parlare di incentivi e di valutazione dei docenti, ma non si è mai riusciti ad accontentare tutti e quindi  ne è fatto nulla o quasi.

Oggi si può tranquillamente affermare che qualcosa si sta ottenendo: una inutile guerra tra poveri che, come sempre capita, lascerà sul campo morti e feriti senza risolvere il vero problema, quello di cui nessuno sembra curarsi a sufficienza: la seria preparazione degli studenti e il soddisfacimento pieno del loro desiderio di apprendere.

            Pilato, (il governo) per ora si è lavato le mani, I'altro che vorrebbe essere Pilato (il Dirigente scolastico), non può perché è lui, in definitiva che dovrà emettere il provvedimento di assegnazione del premio; ed allora cerca di risolvere la questione coinvolgendo quanti più personaggi possibili e interessati al problema, I'altro contendente (il Sindacato) mesta nel torbido, forse per ottenere ancora un rinvio o per fare scendere a pioggia su tutti un' inutile prebenda; i genitori, forse i più interessati, sono apparentemente assenti per ora, sembrano non investiti del caso, degli studenti vorremmo sapere di più, ma non è dato conoscere il peso che avranno nella diatriba e se riusciranno a fare sentire la loro voce.

            Nel frattempo, tra una lite e l'altra tra i docenti anziani , giovani, tecnologici e volenterosi (ma preparati no?), con le coscienze tormentate di chi avrebbe potuto dare di piÌr e chi avrebbe potuto certamente profittare meglio delle lezioni, si va spegnendo anche quest' anno scolastico.

            Sarebbe stato sufficiente dare uno sguardo a quanto accade nelle scuole d' Europa, (vedi Francia e Inghilterra) senza andare troppo lontano, per evitare questa grande confusione e, per di più, in un momento delicato dell'anno scolastico. Ancora una volta la capacità di dare indicazioni precise non è stata I' arma vincente del nostro legislatore.

            Nessuno ancora provvede alla bisogna, ma entro il 31 Agosto i Dirigenti dovranno inviare al MIUR la lista dei premiati; ci saranno tra questi gli insegnanti che sono riusciti a fare una didattica innovativa e che abbiano coinvolto attivamente I'intero corpo docente e, soprattutto, gli studenti?

            E' lecito qualche dubbio, allo stato delle cose.

Fonte:  Dal FORO TEATINO , bimestrale n. 2 – 2016 -  del' Ordine degli avvocati teatini.