LA SCONFITTA DI OBAMA

Perché il Presidente Obama ha perso le elezioni di medio termine. ? Da quanto si può dedurre dalle notizie diffuse a livello mondiale sembra che agli americani non siano piaciuti i provvedimenti di natura fiscale e, cosa strana,, la legge  sulla sanità che prima non c’era. Nella situazione di crisi in cui sono impantanati gli Usa il fenomeno appare , appunto molto strano. Eppure è così  L’ altra domanda è : con quale sistema i repubblicani hanno potuto ottenere il risultato? I media internazionali attribuisco il merito ai “Tea Party” . cioè il metodo già collaudato in Italia dei “ricevimenti pomeridiani” dove c’ è sempre qualcosa da gustare..Si tratta, come li definisce il quotidiano  “la Discussione” di “cenacoli informali”.

 

 Per dare al fenomeno una spiegazione più precisa e dettagliata pubblichiamo una scheda editoriale  diffusa dall’ editore Solfanelli di Chieti per presentare il volumetto  TEA PARTY DI Marco Respinti , un libro che racconta la storia del movimento che ha condizionato le elezioni Usa. 

Scheda di recensione  editoriale  << Il popolo degli Stati Uniti d’America è giunto a saturazione. Il “cambiamento” promesso dal presidente Barack Hussein Obama è una delusione colossale. Dal 19 febbraio 2009 la reazione alle politiche perseguite dalla sua Amministrazione ha preso forma attraverso una rivolta popolare e piuttosto trasversale di natura fiscale, i “Tea Party”: un richiamo alla storia e alle tradizioni politiche del Paese, un appello allo “spirito del 1776” e al conservatorismo costituzionale, una formula felice e accattivante.

I “Tea Party” crescono, di continuo, in tutto il Paese. Sono cenacoli informali, riunione di poche decine di persone oppure raduni con migliaia di partecipanti, alcuni famosi, la maggior parte cittadini comuni. Gridano alla politica che la misura della sopportazione è oramai colma, che nessuno ha più voglia, semmai l’avesse avuta prima, di pagare i costi e i danni prodotti da altri, soprattutto da uno Stato sempre più invadente e rapace. La crisi finanziaria mondiale, iniziata negli Stati Uniti con il crollo del sistema surreale dei mutui “allegri”, ha innescato la miccia e oggi continua ad alimentare la protesta, fornendo il quadro di riferimento al movimento. Ma i “Tea party” sono molto più della pur dura e doverosa contestazione dell’Amministrazione Obama e delle sue politiche liberal. Sono il modo in cui sta prendendo vita, nuova vita, il movimento conservatore grassroots, cioè popolare ma non populista, dopo la sconfitta subita dal Partito Repubblicano alle elezioni del 2008, la formazione politica in cui diversi suoi esponenti avevano creduto, almeno in parte, di potersi riconoscere.

Le elezioni di medio termine del 2 novembre 2010 saranno, per il movimento, un banco di prova importante. Non certo la sua tappa finale. Ecco perché ha senso ripercorrere i tratti salienti di quanto è avvenuto negli scorsi mesi negli Stati Uniti proprio attorno ai “Tea Party”.

Questo libro, che è una raccolta di articoli susseguitisi nei primi sei mesi del 2010, propone quadri, scene, spunti per comprendere un poco di più le dinamiche politico-culturali del "Paese più citato del mondo", ma forse meno conosciuto.>>

 

Marco Respinti, TEA PARTY, Edizione Solfanelli - [ISBN-978-88-7497-705-5] - Pagg. 160 - € 12,00

 

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