IN ABRUZZO IL FUTURO DELLA SANITÀ RESTA ANCORA SCONOSCIUTO

CHIODI RIASSUME E COMMENTA...PERO'....

Dal servizio stampa della Giunta regionale abruzzese abbiamo rilevato il comunicato che pubblichiamo per intero. Riguarda l' intervento del Presidente Chiodi  che, in qualità di Commissario ad acta per la Sanità,  al posto del dott. Venturoni, attualmente agli arresti domiciliari per problemi connessi alla raccolta e smaltimento dei rifiuti nel teramano,  è intervenuto al primo seminario promosso e organizzato  a Sulmona dalla "Direzione Politiche della Salute" della Regione sul  tema: "l'appropriatezza dell'assistenza sanitaria" in Abruzzo.  Con l'affermazione : il "futuro è anche negli ospedali di comunità e nella medicina sul territorio" . si è rivolto, purtroppo, solo agli addetti ai lavori che, crediamo sappiano che significa e . Al popolo che non sa chi glielo spiega? Ma non solo.

 

 

A parte le proteste, contro la riforma dell' ultimo piano sanitario , da parte di sindaci, medici, e gente comune che si sente penalizzata dalla razionalizzazione, nessuno può negare che la gestione Venturoni  è stata quanto meno anonima, a partire dalla vicenda Villa Pini.

Al presidente, dunque, esprimiamo il nostro disappunto per non aver mantenuto la promessa fatta in campagna elettorale durante due incontri a cui abbiamo partecipato nei ristoranti AMADEUS e CAMINETTO D'ORO. Disse allora che se avesse vinto l' elezione i problemi della sanità li avrebbe curati personalmente. Se lo avesse fatto quasi certamente adesso la situazione sarebbe diversa.. Quanto meno ora non avrebbe il problema di blindare l' incarico all' assessore in domicilio coatto, né dovrebbe fare interventi pubblicitari come quello di Sulmona.

IL COMUNICATO

Sulmona. "Sin dal primo giorno di insediamento di questo governo regionale abbiamo dovuto affrontare una realtà disdicevole: una sanità che non aveva alcuna prospettiva di qualità per i cittadini e neanche poi a costi sostenibili". Ha esordito così il presidente della Regione Abruzzo, e Commissario ad acta per la Sanità, Gianni Chiodi, al seminario sull'appropriatezza dell'assistenza sanitaria, promosso e organizzato  a Sulmona dalla Direzione Politiche della Salute della Regione. Chiodi, in un breve excursus, ha ricordato i tristi primati dell'Abruzzo: primo nel debito sanitario (4 miliardi nel 2007) e primo ad essere, per questo, Commissariato. "  Una grave stigmatizzazione da parte di tutto il Paese del comportamento dell'allora classe politica, e non solo, che non ha avuto forza, coraggio e leadership per avviare un serio processo di cambiamento, subendo, altresì, le pressioni di un mondo assai variegato" ha commentato il Presidente, aggiungendo che "5-6 neurochirurgie operative e 35 ospedali pubblici e privati erano il chiaro sintomo di una situazione non governata e ormai alla deriva". Ha rimproverato Chiodi, ai suoi predecessori, di non aver capito i segni del cambiamento, nel 2000, ("come si sta facendo adesso col federalismo") e di essersi cullati "sul paga Pantalone" e sulla firma di cambiali mefistofeliche. Ed ha rimproverato, soprattutto, di aver speso, in primis nella sanità, più di quanto prodotto "rubando alle giovani generazioni quote di speranza e di futuro".
   Ha bacchettato, infine, il modus operandi di assumere più "generali" che "soldati", in tutta la pubblica amministrazione. "Il percorso di risanamento cha abbiamo avviato - ha detto poi il Presidente/Commissario - è giusto e inevitabile perché prioritario rispetto allo sviluppo. In nessuna comunità, in nessuna parte del Mondo, si investe senza risanare". Chiodi ha, infine, rammentato il positivo riconoscimento del rating ( valutazione) da parte di Moody's (Agenzia di valutazione americana ) ed il plauso ottenuto dal Tavolo di monitoraggio nazionale per la bontà e l'innovazione del Piano operativo della Sanità. "Gli insuccessi personali - - ha chiosato - non dipendono mai dagli altri o dalla società globalizzata, ma sempre e solo da noi stessi. Ognuno è artefice del proprio destino e l'Abruzzo ha tutte le potenzialità per tornare a correre".

    Nel futuro bisogna dare spazio a ospedali di comunità, che hanno competenze professionali, che investono nelle apparecchiature diagnostiche e nella tecnologia, che possono vantare una casistica rilevante. Il futuro deve essere, un mix di interventi sanitari in favore dei cittadini, così come hanno fatto tante altre Regioni italiane e con successo".  "In Abruzzo - ha osservato il Presidente - non c'è mai stata una sanità territoriale, ma solo una ospedalizzazione incredibile, con elevati costi per i cittadini/pazienti e senza adeguata qualità, con liste di attesa enormi".
"Il modello che intendiamo perseguire, attraverso il Piano di razionalizzazione delle rete ospedaliera - ha aggiunto Chiodi - non ha certo il crisma dell'originalità, essendo già operativo da tempo in altre realtà, ma è l'unico che può consentire prestazioni all'altezza, pagando tasse eque". Affrontando poi un argomento più locale, il Presidente ha assicurato che la Regione Abruzzo ha per l'ospedale di Sulmona grandi prospettive: "Siamo pronti alla riqualificazione del vecchio nosocomio, con opere strutturali, ma non accantoniamo il progetto di costruzione di un nuovo presidio". "Per questi scopi abbiamo a disposizione 200 milioni e rotti - ha ribadito, in conclusione, Chiodi - ma aspettiamo di confrontarci col territorio, con la comunità, con gli amministratori locali, per condividere una scelta che sia poi la migliore per i cittadini".

US (REGFLASH)

Sulmona 2 Novembre, 2010 - 12:43