SCELTA DEL MEDICO DI FAMIGLIA IN DEROGA – INFORMAZIONE RELATIVA

C'è stato un signore, o signora, che ha visitato il giornale per sapere cosa doveva fare per cambiare il medico di famiglia già assegnato in deroga. Rispondiamo per esperienza personale. Anzitutto occorre distinguere con quale tipo di deroga ha avuto l' assegnazione precedente. La deroga, infatti, viene interpretate dalle ASL in due modi:

 1) Deroga alla residenza dell' assistito ex art. 40 dell' ACN ( Accordo Collettivo Nazionale dei medici di medicina generale) ; molte ASL , però, al residente nel territorio di altra ASL spesso negano l' assegnazione interpretando male l' art. 40 citato. Non si tratta , infatti di una deroga ma di un obbligo consentito dalle motivazioni addotte. Si tratta, dunque, di una interpretazione errata per mancata applicazione dell'art. 40 e successivo accordo regionale.

2) La deroga vera, invece è quella che riguarda il superamento del numero degli assistiti assegnato al medico richiesto che non può essere superiore a 1500; in questi casi le deroghe possibili sono solo cinque.

Il lettore, pertanto, deve prima valutare quale è il suo caso , scegliere quello che gli è funzionale e poi farne richiesta scritta al Distretto sanitario di appartenenza . Se ha avuto già l' assegnazione non c' è motivo per cui non possa cambiare medico.

Ultima informazione valida per chi non ha avuto l' assegnazione per problemi di residenza: Per ottenere o correggere questa situazione occorre fare ricorso all' apposita Commissione Conciliativa presso l' Assessorato regionale la quale esaminerà e deciderà la questione in poco tempo, a condizione, però, che ci siano motivi validi per la richiesta. Se si tratta di uno "sfizio" la richiesta non funziona.