Sanità

VILLA PINI 2ฐ ATTO - PRIMO TEMPO-

 

La clinica merita ancora fiducia. Per Angelini  aspettiamo con pazienza la fine del 2° tampo per pronunciarci.

Oggi à andato in scena il primo atto . Dalle immagini TV rileviamo : I due protagonisti sembrano tranquilli. Entrambi sorridono alla stampa ma l' atteggiamento è quello di sfida. E gli altri indagati?  L' Assessore Mazzocca , l' unico che conosciamo, non manifesta sicurezza come il Presidente: non ha nessuno da sfidare, purtroppo per lui. E' apparso isolato più di quanto non lo era da Assessore. La selva dei microfoni stava intorno a  Del Turco. Tutti gli altri indagati facevano folla aiutati dal loro anonimato . Molti di loro sono sconosciuti dai più .

 

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NOI SIAMO ANCORA PER VILLA PINI

MOLTO MENO PER ANGELINI. D' altra parte  l' avevamo già detto : non abbiamo mai pensato che fosse uno stinco di santo. Non possiamo ignorare, però, che il proprietario della clinica ha dedicato la sua vita non ad una imprenditoria plurima, ma solo alla sanità Oltre all' originaria casa di cura per i malati di mente, man mano ampliata e trasformata in clinica , Angelini, infatti, gestisce altre due cliniche private.  Delle tre Villa Pini è la più  nota in campo regionale e nazionale per l' efficienza , l' efficacia e l‘ eccellenza delle strutture e delle prestazioni sanitarie .E' il fiore all' occhiello dell' impresa, ma anche una realtà socio- sanitaria invidiabile, di cui la sanità pubblica dovrebbe andare fiera. Basta un esempio di efficienza: prima della "bufera" non esistevano liste di attesa, e le prenotazioni non andavano oltre i dieci giorni. Noi dunque non difendiamo la proprietà

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SANITA', DUE PROFILI

 

Analisi comportamentale dei due protagonisti principali : il Presidente Del Turco e l' Assessore Mazzocca.

 Il primo da sempre ha mostrato, almeno in apparenza, un atteggiamento personale di completo disinteresse per la gestione della Sanità. Chi lo ha seguito prima  durante e dopo le avvisaglie della bufera ha avuto l' impressione che la problematica dei debiti e delle loro conseguenze socio-saniarie non riguardasse il Governatore regionale. Si è mosso, ma col cappello in mano, solo quando ha cominciato a sentire puzza di bruciato. D' altra parte lo ha confermato lui stesso ( riprendiamo dalla cronaca giornalistica) quando durante i presunti colloqui con Angelini ha precisato che gli incontri con lui avevano un costo, e che comunque lui non si interessava di sanità ma di politica generale. In merito non abbiamo né testimoni né atti concreti. Ma se tale riferimento di cronaca  è vero non ci sembra che il Presidente della Giunta abruzzese abbia esercitato per intero il ruolo che compete ad un Governatore di Regione.

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LE MANI SULL'ABRUZZO

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Manifesto elettorale delle ultime elezioni comunali, provinciali e regionali.


Ci sono tutti i primi cittadini che ancora governano la nostra regione:

I sindaci e i presidenti delle quattro città capoluogo, nonché il presidente Del Turco seduto al centro. Non hanno niente da dire sulla gestione della sanità regionale? 

LA SANITภ IN ABRUZZO. DA "VILLA PINI" ALLE NEBBIE DEL DISORDINE

              
simbologia084.gifCon l'intervento  del 10 marzo scorso concludemmo  che ci appariva necessario acquisire altri elementi connessi alla vicenda che ha costretto la clinica privata di Angelini  a chiudere alcuni reparti ritenuti  "abusivi" , anche se funzionanti da anni, perchè l'Azienda Sanitaria teatina prima e l'Assessorato reg.le, poi, ne hanno  rilevato la mancanza di "accreditamentio", cioè abusivi.
Noi, ragionando con una semplice logica linguistica, abbiamo espresso dissenso. Forse potremmo anche sbagliarci, ma finora non siamo riusciti a trovare l' origine normativa che ha provocato la decisione  di chiusura dei reparti, nonchè la legittimazione a  non rimborsare ad Angelini le spettanze di due anni (2006 e 2007): con gravi e non trascurabili conseguenze socio economiche per i dipendenti della clinica.
Stiamo facendo le opportune ricerche in merito; ne daremo conto quanto prima, anche se non appare facile. Di fatto la "selva selvaggia" della legislazione nazionale e delle norme applicative della Regione ha sommerso la gestione sanitaria   rendendola quasi impenetrabile. 

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