PROPOSTA DI UN PROGRAMMA REGIONALE

POLITICA SCOLASTICA: Scuola e Regione
IPOTESI / PROPOSTA DI POLITICA SCOLASTICA REGIONALE IN ABRUZZO DA CUI LA COALIZIONE DEL POLO DI CENTRO DESTRA HA SINTETIZZATO IL PROGETTOELETTORALE  PER IL 2000-2006 

INTRODUZIONE
  La caotica  situazione in cui  sta annaspando la riforma della scuola italiana  fortemente voluta da Berlinguer e dai sindacati confederali , ed ora, purtroppo ,  anche dallo SNALS ( vedi il fallimento  del "concorsone" ideato per premiare gli amici degli amici ) , sollecita la necessità  di una proposta programmatica di politica scolastica locale di cui dovranno  farsi carico i nuovi Consigli regionali. 

Per la Regione Abruzzo   riscriviamo la proposta già fatta nel 1995 integrandola  con le variazioni nel frattempo intervenute soprattutto per quanto riguarda le competenze attribuite e/o delegate dallo Stato, con D. Lgs.112/98, alle Regioni alle Province ed ai Comuni.  Rileviamo, intanto,  che nel 95'  anticipammo  di tre anni molte delle riforme messe in cantiere da Berlinguer ; peccato che le abbia recepite male e realizzate peggio ; ( vedere in merito oltre alle sollecitazioni della proposta '95, anche le proposte più volte indirizzate al Ministro dalle  pagine  di questo periodico).
Leggendo tali proposte sorprende constatare come  riforme pensate per il centro destra siano state condivise, ed attivate  in gran parte, dalla sinistra : ma la differenza, ovviamente, c'è , e sta nello spirito , nel  metodo e  nelle procedure, usati con subdola democrazia  ; si tratta, insomma, solo di apparenza virtuale ; è facile rilevare , infatti, che a tutto l' impianto riformistico manca la sincera  volontà di cambiare  in positivo strutture ed apparati,  con l' aggravante di passare sulla testa  degli "addetti ai lavori" ( vedi ancora il <concorsone> ) con sprezzante autoritarismo; il vero fine , invece, sembra quello di creare un sistema scolastico autonomo solo in apparenza, ma di fatto gestito, controllato ed asservito dal potere centralista, per un verso, e dagli Enti locali , per altro verso ; si  intravede così , una struttura politicamente inefficace ed inutile , cioè di fatto non protagonista dello sviluppo culturale , sociale , politico ed economico delle nuove generazioni.

La proposta che segue  , dunque, redatta con la partecipazione di esperti ed operatori attivi, vuole costituire  un  contributo  alla elaborazione del programma elettorale del Polo di Centro-destra in Abruzzo , con l' auspicio che la prossima gestione regionale possa impegnarsi fattivamente a rimediare , per quanto le compete , alle carenze ed alle storture  delle riforme in atto.

 Nicola Scipione 




PREMESSA


   Noi crediamo che il ruolo dell'istruzione e della formazione sia fondamentale non solo per superare l'attuale crisi economica ma anche per avviare il  XXI secolo con una svolta culturale innovatrice. La scuola, dunque , può e deve assumere una funzione propulsiva non solo assolvendo il proprio compito tradizionale di trasmettere conoscenze e sviluppare capacità, ma anche di attivare un concreto collegamento con la società reale ed il mondo del lavoro.

   Per il settore scuola e formazione, dunque , l'obiettivo prioritario di un programma regionale deve essere quello di collegare alla realtà locale l'attuazione delle norme costituzionali ed delle deleghe assegnate agli Enti locali dal DPR 616/78 e dal D.lg. 112/98,  nonché da tutte quelle altre norme ancora vigenti che di volta in volta hanno assegnato competenze nuove o vecchie ai vari Enti territoriali (Regione , Province , Comuni, Comunità montane, Consorzi , Parchi ecc. ) . I contenuti che seguono, pertanto , presuppongono un unico progetto politico che coordini a livello regionale , le idee, le proposte , i suggerimenti e le esigenze di Enti ed Istituzioni sia pubblici che privati.

   La Regione, cioè, dovrà assumere non solo un ruolo legislativo, di programmazione e di proposte attuative, ma anche di stimolo , coordinamento e di supporto delle iniziative che provengono da ogni livello territoriale.

Funzione collaterale, ma contemporanea, è quella di un'attività propositiva mirata, nell'ottica del decentramento federativo, ad adeguare alcune competenze statali alle esigenze locali pur nell'ambito di un quadro nazionale di riferimento.

A tale scopo vanno previsti impegni ed interventi finalizzati alla elaborazione di idee e di proposte per un riesame di tutta la struttura scolastica nazionale nel senso di trasformare l'attuale scuola -apparato in scuola-servizio, nel cui ambito il pubblico ed il privato possano operare autonomamente , ma in modo sinergico e costruttivo, nel rispetto di principi socio-economico-politici comuni. Si tratta, cioè , di rivendicare per gli Enti locali , anche mediante un loro coinvolgimento diretto, un ruolo propositivo ed attuativo concreto nella costruzione democratica della "seconda Repubblica" su base concretamente federalista. Il tutto, ovviamente,  visto nell'ottica generale del programma politico della coalizione di centro-destra.

I CONTENUTI ISTITUZIONALI


  L'elencazione che segue viene articolata secondo una logica di priorità che affida alla scuola un ruolo fondamentale e prioritario per l' avvio di un nuovo processo di crescita e di sviluppo socio-economico. L'istruzione, l' educazione, la formazione e l'informazione  rappresentano, infatti, gli "strumenti" basilari per la crescita culturale e civile della società , ma anche le premesse essenziali per fronteggiare e sconfiggere la disoccupazione la cui origine va ricercata non solo nella crisi del  rapporto fra richiesta ed offerta di lavoro, ma soprattutto capacità dei singoli di scegliere ed inserirsi con disponibilità e competenza nello scenario del  mercato globale.

   Da ciò deriva che il problema della nuova gestione politico-amministrativa sarà quello di saper interpretare e coordinare le esigenze locali in funzione prospettica utilizzando al meglio le risorse dello Stato in sinergia con le potenzialità regionali.

    A tal fine particolare attenzione sarà riservata:

- alla " programmazione dell' offerta formativa integrata tra istruzione e formazione professionale" ;
- alla " suddivisione .......del territorio regionale in ambiti funzionali al miglioramento dell' offerta formativa"  rivedendo anche l' attuale rete delle istituzioni scolastiche approvata fra polemiche e contestazioni  degli Enti interessati;
- al coinvolgimento delle istituzioni scolastiche non statali mediante incentivi e contributi finanziari;
- alla programmazione  di ".... iniziative e...attività di promozione relative all' ambito delle funzioni conferite " dalla normativa statale  e dalle previsioni statutarie proprie.


Formazione ed orientamento professionale

   Nel contesto della nostra struttura scolastica si rileva sempre più impellente la necessità di affiancare ai temi del sapere e del saper fare quelli : della comunicazione , della capacità di imparare ad imparare, di saper lavorare in contesti nuovi e più avanzati, che nascono e si evolvono anche a  livello internazionale,  e di sfruttare fino in fondo tutte le potenzialità delle tecnologie della produzione e della comunicazione,  in un'ottica di formazione continua. In tale prospettiva la formazione professionale ha il compito di supportare le politiche del lavoro nel rispetto delle diverse esigenze e  realtà locali, con lo sguardo rivolto al futuro europeo e mondiale.

Il nuovo Consiglio regionale avrà il compito di  ridisegnare l' assetto della formazione professionale sulla base del D. Lg. 112/88 , il quale, con un testo per la verità alquanto confuso, conferendo alle Regioni "..le funzioni e i compiti amministrativi nella materia < formazione professionale >... "   le impegna ad attribuire le stesse funzioni alle Province, ai sensi della Legge 142/90.  Trattasi, però, di un provvedimento che non può ignorare il fallimento ancora in atto del settore ed il condizionamento legato alla definizione di altre norme : - riforma dei cicli scolastici  ; - attuazione degli impegni assunti dallo Stato col  "patto sociale per lo sviluppo" ; - definizione del passaggio alle Regioni degli Istituti Professionali statali.

Appare chiaro come e quanto il compito del prossimo Consiglio sia delicato, complesso, politicamente rilevante ed impegnativo. Alla sua attuazione , infatti, devono concorrere  numerosi soggetti : lo Stato e le sue istituzioni professionali, gli Enti locali per le competenze assegnate,  le aziende produttive di ogni settore economico e le strutture scolastiche private già operanti sul territorio; il tutto, ovviamente , inquadrato nella visione  culturale, politica, economica e sociale di una gestione di Centro destra. Occorre attivare, dunque, un particolare rapporto fra :


scuola - università - aziende produttive

Parallelamente alla formazione professionale di propria competenza , quindi, la Regione , in collaborazione con le Province , analizzerà il mondo del lavoro per definire, non solo il ruolo della formazione e dell'orientamento professionale , ma anche quello di tutta la scuola superiore e dell'Università; questa , in particolare , sarà sollecitata ad incrementare e potenziare la sua funzione fondamentale per la vita culturale e socio-economica del territorio abruzzese: la preparazione di tecnici e professionisti capaci di esprimere anche la futura classe dirigente.

  Scuola, formazione professionale ed università debbono, dunque, costituire una rete integrata di servizi educativi e formativi, strategicamente  distribuiti sul territorio regionale, con l'obiettivo di ottimizzare tutte le risorse disponibili; compito di tale rete sarà quello di offrire un ampio ventaglio di proposte formative, flessibili e coerenti con una società in continua evoluzione.

A tal fine, però, un ruolo primario deve essere svolto da tutte le aziende produttive della regione con le quali e per le quali si intende allestire uno sportello di intesa mirato alla individuazione degli indirizzi professionali necessari allo sviluppo del lavoro e dell' economia.
 
Orientamento scolastico

Anche questa attività, finora praticamente inesistente o quanto meno ininfluente, affidata dal Decreto 112/98 alle Province, va coordinata, a livello regionale, con la formazione professionale. Regione e province dovranno, quindi, sollecitare ed attivare un rapporto sinergico con le competenze statali. A tal fine sarà promosso il coinvolgimento delle scuole e dei rispettivi OO.CC. di gestione, stimolando e favorendo anche l' apporto qualificato delle iniziative private che già operano nel settore.


Edilizia scolastica

Finora la Regione ha avuto un ruolo secondario in materia di edilizia essendo questa di competenza comunale e provinciale. Movendo dalla ridefinizione delle competenze effettuata dal D.lg. 297/94 la Regione , nel rispetto delle competenze degli altri Enti locali,  dovrà assumere, invece, la funzione di pianificazione, coordinamento ed attuazione, su tutto il territorio, di una rete di strutture scolastiche funzionale, non solo alla razionalizzazione , ma anche,  nell'ottica dell'autonomia gestionale, alle esigenze ed alle prospettive di sviluppo e di riforma della scuola di ogni ordine e grado. A tal fine va promosso un  opportuno  coinvolgendo  dell' iniziativa privata disponibile ad inserirsi in un comune quadro normativo generale ed organico.

Diritto allo studio

L'attuale legislazione regionale in materia, ormai "vecchia" (nata nel 1978), si è rivelata disorganica ed inadeguata ai tempi. Alla luce delle attuali situazioni socio - economiche e culturali, e soprattutto in rapporto alle prevedibili e necessarie trasformazioni, anche a breve e medio termine, si rende necessaria una riscrittura della legge movendo da una ridefinizione del concetto di "diritto allo studio" in rapporto anche al ruolo socio-culturale degli Enti locali.

Medicina scolastica

Trattasi di un servizio di fatto scomparso come presenza costante e sistematica nella scuola . Il Servizio Sanitario Nazionale lo ha praticamente relegato in un angolino nascosto del settore "prevenzione ed igiene ambientale" bloccando tutta l'attività sanitaria nelle scuole in quanto le ULSS hanno operato ciascuna a modo proprio senza coordinamento e nel disinteresse quasi totale delle istituzioni. Sarà compito del nuovo Consiglio, dunque, "rileggere" il neonato piano sanitario regionale al fine di assicurare la previsione di un progetto specifico di intervento sulla scuola, unico luogo dove, in pratica, è possibile realizzare una efficace, oltre che precoce, attività di prevenzione sanitaria  .


Sostegno ed assistenza ai portatori di handicap

   E' un argomento che costituisce un problema di vasta risonanza sociale e che purtroppo aumenta di anno in anno il disagio di molte famiglie. Si avverte palpabile nell'aria una indecorosa speculazione sulla sofferenza che la disabilità già comporta da sola.

La legge 1204/90 più che risolvere ha complicato la problematica affidando alle ULSS un compito per il quale non sono state previste apposite strutture. La scuola è quella che , dopo la famiglia, più risente delle difficoltà generate dall'inserimento quasi selvaggio di alunni disabili in ambienti assolutamente inadeguati .

   La Regione, dunque, quale Ente coinvolto dalla Legge in maniera finora inefficace, dovrà operare per la modifica della normativa attuale in modo da garantire agli alunni disabili un concreto intervento di sostegno che si qualifichi anche dal punto di vista della solidarietà .

ATTIVITÀ DI SOLLECITAZIONE E DI PROMOZIONE

  In parallelo agli interventi di competenza specifica il nuovo Consiglio, in collaborazione con gli altri Enti locali, dovrà attivare ogni possibile sollecitazione affinché i fini generali del sistema scolastico statale siano perseguiti , con la partecipazione delle Regioni, consentendo il loro adeguamento alla realtà socio-culturale e produttiva dei diversi ambienti regionali, pur nel rispetto delle linee- quadro di valore nazionale. A tal fine l'azione di sollecito potrà rivolgersi in particolare ai seguenti argomenti :

- decentramento, a favore delle Regioni, di ulteriori  competenze statali, in omaggio ad una attuazione concreta di federalismo;
- revisione e razionalizzazione delle competenze attualmente a carico degli Enti locali , ciò al fine di alleggerire il peso economico a carico dei Comuni che nella maggioranza hanno grossi problemi finanziari;
- parità statale /privato : per una sollecita definizione dei criteri di riferimento nazionali ai quali le Regioni possono ispirarsi per attivare la competenza delegata dal Decreto 112/98 .

   Sulle problematiche della scuola in generale e della formazione professionale in particolare , è prevista, infine, in sede di specifiche conferenze , una sistematica consultazione di Province, Comuni, Comunità montane e Istituzioni scolastiche a scopo non solo conoscitivo delle esigenze specifiche e di rendiconto dei risultati dell' attività regionale, ma anche di promozione di un modo nuovo di impostare ed affrontare la gestione politico- amministrativa della Regione, a cominciare, appunto, da quella della formazione dei giovani.