LA SCUOLA SENZA LIBRI E' SEMPLICEMENTE UN NON SENSO

Il Ministro Profumo, un tecnico che dopo il giuramento dichiarò di non conoscere il settore scuola ma che avrebbe imparato, ha dato prova concreta del suo impegno pensando di risparmiare la carta sostituendo i libri scolastici con CD e iPod. Le sue decisioni sono sconcertanti, eccetto il ripristino dei concorsi. Crede che "dematerializzando" la scuola con computer e dischetti può "rilanciare " la funzione della scuola senza considerare il nuovo ruolo che la società le assegna. Il ministero dell' istruzione e dell' Università , questo il nome nuovo, sta dando la dimostrazione di non conoscere i veri problemi della scuola.


Servono nuovo programmi eliminando le discipline che ognuno può studiarsele per proprio conto quando gli servono, utilizzando le biblioteche pubbliche , o magari con l' aiuto di un computer privato ( se può comprarlo) . C'è, invece, necessità di una guida scolastica per materie nuove a cui i giovani non penserebbero senza lo stimolo e l' insegnamento di un docente, come, ad esempio , dell' economia economica e finanziaria dello Stato. Basta provare a chiedere ai giovani di scuola media e superiore , ma anche universitari, di chi è la moneta e qual è la sua funzione, cos'è e come funziona il debito pubblico , che cos'e il disavanzo primario e secondario, perché lo Stato chiede le tasse ai cittadini, di chi sono i soldi ricevuti come stipendio o salario ecc. Ci sarà da restare a bocca aperta; ma non è colpa dei giovani. La responsabilità è della scuola che non ne ha mai parlato, non ne parla tuttora, ma continua a chiacchierare di cose inutili come la lingua greca. Per fare questo non servono iPod ci vogliono libri seri .

Della questione ce ne siamo già interessati . Ripubblichiamo l' articolo di 14 anni fa, pensando di fare cosa utile anche perché già allora un consulente ministeriale si accorse che i libri non sono sostituibili.

RECENSIONI

IL PENSIERO DEGLI ALTRI : LEGGIAMOLO

Pubblicato sulla 1^ edizione di INTERVENTI nell' agosto del 1998

PRESENTAZIONE

L E G G E R E :

"" I libri che da tanto tempo hai in programma di leggere, i libri che da anni cercavi senza trovarli, i libri che riguardano qualcosa di cui ti occupi in questo momento, i libri che vuoi avere per tenerli a portata di mano in ogni evenienza, i libri che potresti mettere da parte per leggerli magari quest' estate, i libri che ti mancano per affiancarli ad altri libri del tuo scaffale , i libri che ti ispirano una curiosità improvvisa, frenetica e non chiaramente giustificabile. ""

( Da: " Se una notte d'inverno un viaggiatore" di Italo Calvino)

Accogliendo il suggerimento di Calvino , mentre da qualche mese la riforma della scuola è oggetto di un dibattito , anche vivace, nelle liste di discussione su INTERNET (didaweb, edscuola, lascuola ecc.), dibattito a cui ha partecipato anche il prof. Maragliano, siamo intervenuti anche noi per suggerire che per conoscere cosa e chi stava (e sta) dietro alla riforma Berlinguer era opportuno e necessario leggere , oltre al volumetto di L . Russo, anche alcuni altri "tascabili", impegnandoci, comunque a darne conto sul sito di INTERVENTI

Siamo convinti che per farsi un' idea sufficientemente completa e corretta dei giochi in corso dietro al problema della riforma della scuola , in apparenza accettabile ed accettata , ma di fatto discutibile e discussa e soprattutto contestabile e contestata, almeno nella forma e nei modi con cui vorrebbe realizzarla il Ministro Berlinguer, per farsi un 'idea, dicevamo , occorre allargare l' analisi della problematica a 360 gradi .

Il che non appare né facile né possibile soprattutto se si vuole dare un contributo di riflessione funzionale al dibattito che lo stesso Ministro ha voluto aprire all' interno della scuola e che si è diffusa in maniera multimediale un po' su tutti i mezzi di comunicazione, compreso il più classico: "il libro stampato". Questo , ormai, si avvia a fare concorrenza alla stampa periodica per merito delle nuove tecnologie di composizione e stampa.

Questo lavoro di lettura avrebbero dovuto farlo anzitutto il Ministro Berlinguer ed il suo "staff", a cominciare dal De Mauro , di cui vedremo meglio nella recensione, prima di partire "in quarta" con le proposte di riforma, le quali, se attuate, sconvolgeranno per un pezzo l'assetto istituzionale ed organizzativo della scuola italiana.

Lo ha fatto, invece, crediamo solo per il suo specifico settore, il prof. Maragliano traendone i tre saggi raccolti nel tascabile con la definizione di ipertesti, ma che, ai fini della riforma, ha prodotto solo contestazione. Per onestà intellettuale dobbiamo dire che neanche noi abbiamo letto la produzione libraria essenziale che sarebbe utile ed opportuno per affrontare e contestare tutta la problematica messa in moto dal Ministro.

Abbiamo fatto, però, una scelta che ci consente di dedurre , da una parte, la fonte più vicina delle proposte innovative , dall' altra di motivare alcune indicazioni di contenuti e di metodo che ci sembrano carenti nell' attività riformatrice del Ministero. Iniziamo dai Tre Ipertesti, propedeutici all' analisi teorica della riforma , e dalla nuova rivista ITER che il Ministro ha voluto per creare un supporto cartaceo alle sue idee . Continueremo con l' indicazione di alcune riviste che ci appaiono utili alla " professione " docente; seguirà la lettura degli altri testi anche se cronologicamente precedenti;. A tal fine riteniamo di dover lasciare " aperta" anche questa presentazione per gli opportuni aggiornamenti. (N.S.)

LEGGERE ANCORA :

"" I libri sono pieni delle parole dei saggi, degli esempi degli antichi, dei costumi delle leggi, della religione. Vivono, discorrono, parlano con noi, ci insegnano, ci ammaestrano, ci consolano, ci fanno presenti ponendoli sotto gli occhi cose remotissime dalla nostra memoria. Tanto grande è la loro dignità, la loro maestà, e infine la loro santità, che se non ci fossero i libri, noi saremmo tutti rozzi e ignoranti, senza alcun ricordo del passato, senza alcun esempio; non avremmo conoscenza alcuna delle cose umane e divine; la stessa urna che accoglie i nostri corpi cancellerebbe anche la memoria degli uomini."" ( Dalla lettera del 31-5-1468 che il Cardinal Bassarione inviò al Doge veneziano Cristoforo Moro per offrirgli la sua biblioteca di 482 volumi greci e latini.)

PRIME IMPRESSIONI

Abbiamo completato tre letture di quelle previste nel sommario :

1) Premessa e 1° saggio de i Tre Ipertesti; 2) ITER, quadrimestrale della Treccani; 3) Segmenti e bastoncini.

Abbiamo cercato di farne una sintesi la più breve possibile inserendo qua e là alcune notazioni soggettive . Qui, ora , con riserva di integrazioni successive, vogliamo tentare un primo coordinamento dei documenti in rapporto al problema della riforma scolastica.

Avremmo dovuto iniziare dall' opuscolo di De Mauro in quanto precedente nel tempo , stampato nel 1995, ma ancor più perché già tre anni fa avanzava proposte quasi tutte accolte due anni dopo da Berlinguer. Ne riparleremo .

Abbiamo iniziato, dunque, dai Tre Ipertesti perché ci pare che sia stato pubblicato a sorpresa dal Prof . Maragliano in contemporanea ( maggio 98) a "Segmenti e Bastoncini" di L . Russo . Perché a sorpresa ? Perché non avremmo mai immaginato che un teorico della multimedialità informatica si servisse di un media classico come " il libro" per far sapere che i suoi tre saggi sono stati , diciamo così, la guida filosofica a cui si sono ispirati i 40 saggi per la redazione del documento sulle " conoscenze fondamentali". E non ci dica che ha voluto fare "omaggio" ad uno degli elementi della multimedialità. La ragione deve essere un 'altra, e di non poca importanza : il libro si può strapazzare , scarabocchiare, chiosare, posarlo dove vuoi ( caminetto, comodino, lavatrice in bagno ecc.) e lì aspetta con pazienza di essere ripreso ( se tua moglie o la "tata" non gli ha cambiato posto ! ) ; insomma col libro si può fare tutto ciò che non è possibile con un "dischetto" o un CD, ( ma neanche con l' attuale IPOD) e soprattutto può essere letto anche da chi non ha il computer, (o il nuovo IPOD 2012) . E non ci pare poco !

Ma questo Maragliano lo sa perciò torniamo agli ipertesti. L' introduzione e il primo saggio , collegati alle presentazioni sintetiche dell' autore agli altri due saggi forniscono l' dea di base e lo scopo della loro concentrazione in un opuscolo. Il filo logico che li collega traccia , a nostro avviso, una precisa linea di ragionamento:

La scuola deve prendere atto della cultura multimediale che "domina" l'attuale società ed accettarne tutte le sfide :

= La pedagogia "classica", che nulla vuole lasciare al caso , deve ,dunque, diventare "esigente della multimedialità " e superare il "binomio : ordine/disordine " ; non per sostituire il disordine all' ordine , ma quanto meno per aprirsi alla complessità, alla densità, alla pluralità, alla diversità ed alla reticolarità proprie del multimediale ;

= Ma a questo fine occorre smontare e ribaltare le attuali diffuse convinzioni sull' influenza e sugli effetti negativi degli strumenti multimediali di comunicazione sui bambini e sui giovani in genere .

= Conclusione : le nuove tecnologie, sintetizzate nel computer, costituiscono un opportuno e valido supporto alla didattica ed alla formazione / aggiornamento dei docenti, oltre a trasformarsi in " risorsa filosofica " quando consentono di liberare l' esperienza dai vincoli rigidi della verbalità e della scrittura . Resta da analizzare il rapporto con il documento dei 40 saggi.

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Prima di "Segmenti e bastoncini" abbiamo messo in rete la recensione del primo numero di una rivista quadrimestrale , I T E R, promossa e voluta dallo stesso Ministro Berlinguer ( che così dimostra di credere ancora alla validità della carta stampata) per creare uno strumento culturale di supporto alla sua "grande riforma" . Di per sè l' iniziativa ci ha sorpreso favorevolmente, ma con un pizzico di cattiveria abbiamo segnalato all' istituto Treccani il rischio di prestarsi di fatto ad un gioco politico del Ministro dal momento che , a ben vedere, la riforma non poggia nè su "fondamenti filosofici credibili", né su problematiche sociali pressanti ed ineludibili, mentre appare chiaro lo scopo di " cancellare" l' impianto gentiliano , per quanto ormai già annacquato, su cui ancora funziona , in particolare , la scuola secondaria.

Un' altra sorpresa, almeno per noi, è quella di aver rilevato una affermazione che si ritrova sia nel libro di Russo , espressa in termini chiari ed espliciti , sia nell' opuscolo di Maragliano citata da Alberto Abruzzese (Analfabeti di tutto il mondo uniamoci) .

La ricercatrice Montalcini dice su ITER che la " massa non è in grado di acquisire tutti i linguaggi e le conoscenze scientifiche" anche per la velocità della loro evoluzione;

L. Russo dice senza mezzi termini che la scuola / cultura liceale non è per tutti e, quindi, coerentemente, propone la sopravvivenza del Liceo classico come possibilità di scelta solo da parte di chi si sente dotato.

Il Maragliano, invece, non si esprime in prima persona, ma quando presenta la multimedialità come gioco in cui tutti i giovani sono in grado di competere in opposizione al duro impegno che la cultura "grammaticalizzata" richiede all' uso del pensiero, esplicitamente accetta l' affermazione di A. Abruzzese secondo cui l' esercizio intellettuale richiesto dalla cultura "testuale e grammaticale" in una "scuola impostura" , "... non è per tutti , ma obbliga a sottostare alla logica dei pochi, alla loro qualità parziale, al loro futuro " . Insomma la scuola uguale per tutti non è fatta per tutti. Trattasi di un problema che gli autori sfiorano ma che nessuno affronta "di petto" . Ne ha parlato L. Russo come " diritto all' ignoranza" . Ne aveva già parlato nel 95 , integrando il saggio di De Mauro, anche la prof. ssa Pecchioli .

Questa poteva essere una questione molto seria da porre a base della riforma in modo chiaro ed esplicito anziché nascondersi dietro il dito della formazione professionale di "sapore leninista kruscioviano".

( Aggiornamento) = Ora, maggio 2000, con l' arrivo di De Mauro in viale Trastevere, il problema si ripropone in tutta la sua drammaticità

. Sarà interessante vedere come se la caverà il neo Ministro. Dalle prime uscite non si desume niente di nuovo. Diciamo di più: le reazioni alle sue esternazioni fanno pensare ad un "sorvegliato a vista".

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Veniamo a Segmenti e bastoncini . Saremmo tentati di dire , quasi con brutalità , che il lavoro non avrà alcuna influenza sul Ministro trattandosi di una difesa di parte ( non diciamo corporativa perché il concetto di corporazione non ci piace) che non affronta il problema riforma con angolo visuale ampio, anzi, le argomentazioni oltre che settoriali si perdono in particolari che, per quanto apprezzabili, veri e reali, sfiorano soltanto il vero problema che sta dietro alla riforma dei cicli e dei saperi.

Se, infatti, estrapoliamo un paio di concetti su cui appare necessario ed urgente impostare un' analisi approfondita :

1- il diritto individuale all' ignoranza e, quindi, l' ingiusto obbligo all' istruzione ed alla cultura;

2- la proposta di una scuola facoltativa di "alto livello" .

Il resto, ai fini della riforma, non ci sembra utilizzabile perché, a nostro avviso, più che lamentarci delle cose che non ci piacciono dovremmo impegnarci, con proposte a 360 gradi, per evitare riforme inutili e demagogiche.