ESAMI DI STATO CHIAMATI MATURITA'

 

libro000.gifANCORA UNA SOLLECITAZIONE AL MINISTRO MARIASTELLA  GELMINI



Col tema scritto di italiano sono partiti ieri, nelle nostre scuole superiori,  gli esami che tutti i mezzi di comunicazione definiscono di "maturità" Ai nostri tempi si chiamavano solo "esami di stato". La procedura è rimasta più o meno la stessa, ma il significato finale è cambiato.

"L' esame di stato" aveva la funzione di accertare il livello di apprendimento che gli alunni avevano raggiunto in tutte le materie di studio programmate, appunto, dallo Stato, ed insegnate durante gli anni del corso scolastico frequentato. L' accertamento, per una o più materie, poteva essere rinviato anche a settembre. Ora non più . O si esce o si ripete l' ultimo anno del corso. Va ricordato anche che durante il corso il grado di conoscenza, come ora, veniva già valutato dai docenti titolari delle singole classi. Tale valutazione si concretizzava a fine anno con la promozione alla successiva classe o la indicazione di una o più carenze conoscitive per le quali si riteneva che ci fosse la possibilità di recupero con un  prolungamento del loro studio durante l' estate.
 

 

L' accertamento, dunque, veniva "rimandato a settembre" con la possibilità di essere ammessi alla classe successiva o di essere fermati e invitati a ripetere ancora per un anno lo stesso percorso di studi. Non mancavano le bocciature anche a giugno, ma i casi erano quasi eccezionali . Il ripristino di tale esame da quest'anno appare positivo. A fine corso interveniva il controllo dello Stato mirato ad accertare, tramite apposita commissione di docenti esterni alla scuola, il livello di conoscenze acquisite dagli studenti, e ne ufficializzava il valore con apposito Diploma, o Titolo di studio, firmato,  controfirmato, timbrato, registrato e consegnato, infine, al diplomato, oggi definito "maturo". Con questa procedura il "Titolo di studio" cartaceo acquistava il cosiddetto "valore legale", senza il quale non si trovava lavoro, salvo eccezioni particolari, nei settori specifici, né si poteva accedere agli studi universitari. Insomma con quel "pezzo di carta" lo Stato faceva da garante delle conoscenze necessarie per svolgere le attività alle quali l' indirizzo scolastico era finalizzato. Va ricordato, inoltre, che l' esame finale era preceduto da altre due tappe di accertamento, con altrettanti titoli cartacei ufficiali: 1 - a conclusione del quinto anno di scuola elementare per l' ammissione alla frequenza della scuola media di 1° grado;  2 - a conclusione della scuola media inferiore. Il superamento di questo esame sanciva, sempre con Diploma cartaceo, l' assolvimento dell' obbligo e consentiva la facoltà di iscriversi ad uno qualsiasi dei corsi di scuola media superiore .


Questi due "filtri" hanno funzionato abbastanza bene per la selezione dei meriti,  consentendo, prima,  agli istituti superiori, e poi all' università, di lavorare proficuamente sui giovani iscritti.

Con l' applicazione dei cosiddetti  " Decreti Delegati" del 1974, ma soprattutto con le successive modifiche ed integrazioni, la struttura sopra descritta ha subito tali e tante modifiche ( non è il caso di elencarle in questa  occasione) che ne ha snaturato la finalità di base : evidenziare e promuovere , fra i componenti delle nuove generazioni, tutti quegli elementi che dimostrassero capacità, attitudine e propensione  ad un proficuo impegno sociale, culturale e di lavoro Tutto è cambiato in maniera vorticosa. A macchia d' olio è cresciuta la pretesa di essere diplomato ope legis prescindendo dal sapere. E questo perché, anostro avviso,  l' unico elemento rimasto invariato  è stato il  "valore legale" del titolo di studio, ma che in pratica ha perso il suo significato originario.Da più di dieci anni, di fatto, lo Stato non si fa più garante del "...contenuto delle certificazioni di promozione, di idoneità e di superamento dell'esame di Stato.... (finalizzate a)..... dare trasparenza alle competenze, conoscenze e capacità acquisite, secondo il piano di studi seguito, tenendo conto delle esigenze di circolazione dei titoli di studio nell'ambito dell'Unione europea." (dall' art. 6 della Legge 10 dicembre 1997, n. 425 : <Disposizioni per la riforma degli esami di Stato...> ). I titoli da diplomi sono diventati Certificati che, però, in pratica, per le modalità di svolgimento degli esami, oltre a non poter garantire le effettive  "conoscenze e capacità acquisite", non sono ancor più in condizione di certificare  idoneità e competenze ; e questo per tanti motivi.