BEN TORNATO SIGNOR /A MAESTRO/A

 

Si tratta, ovviamente, di un auspicio. Almeno fino a quando l' indiscrezione giornalistica non diventerà notizia certa.

Abbiamo letto questa mattina, su un quotidiano molto serio, che il Ministro Gelmini  starebbe elaborando un piano di interventi innovativi  sull'  ordinamento   della scuola elementare molto più incisivi del grembiule e del voto in condotta .che non richiedono spese. Nelle previsioni  del piano troverebbe posto , appunto, la decisione di  tornar  all' insegnante unico in sostituzione del  cosiddetto modulo "tre su due". Sembra che la previsione   di un "ritorno al passato", sia la conseguenza delle sforbiciate previste dalla finanziaria di Tremonti. Certo il problema economico c'è ed è molto difficile e delicato da far quadrare.  C'è, inoltre, soprattutto in città, il problema del tempo pieno e/o prolungato che occupa ancora altri docenti . La questione, come si vede, è complessa e complicata. Occorrerebbe mettere mano ad una revosione  generale della struttura organizzativa della pubblica istruzione.

 

 

Cosa faranno, dunque,  i circa 100mila docenti  in esubero? Saranno pensionati con abbuono? Sarebbe impossibile  per tutti perchè anche la pensione costituisce un problema economico da rivedere.  E come saranno scelti gli "esuberandi " ?. Insomma sarà una cosa seria e delicata da valutare con molta attenzione. Noi, comunque, siamo ottimisti  sulla fattibilità. Con l' aiuto di Tremonti e Brunetta il Ministro Gelmini ce la farà.

Da parte nostra, per deformazione professionale , vediamo la questione da un altro punto di vista, cioè quello pedagogico/didattico  ed organizzativo. Per esperienza diretta come Dirigente di Circolo sappiamo che il "modulo" non ha dato buoni risultati sin dalla sua istituzione. La pluralità dei docenti nelle classi elementari è impossibile da comporre in modo funzionale per incompatibilità soggettive. Pedagogicamente e psicologicamente il "modulo" è stato ed è fallimentare se non addirittura dannoso : per circa venti anni gli alunni delle elementari non hanno avuto più una figura stabile di riferimento. Non ci dilunghiamo. Adesso meglio e più di noi ne sanno qualcosa i genitori che tutte le mattine devono accompagnare i figli a scuola con uno zaino pieno di libri e quadernoni  che spesso pesa più dell' alunno. In tale contesto anche il "tempo pieno e/o prolungato" ha bisogno di un' analisi pedagogica ed educativa  dei risultati ottenuti finora. Se il prolema è solo quella dell' assistenza sociale alle famiglie c'è da dubitare sulla bontà del servizio reso. Insomma c'è molto lavoro per il Ministro al quale suggeriamo di acquisire  i pareri  di docenti, dirigenti ed ispettori tecnici.

Vada avanti sig. Ministro. Non abbia paura di niente e di nessuno. Siamo convinti che genitori,  docenti ( esclusi i "fannulloni" che sfruttano il modulo per non assumere responsabilità diretta)  e Dirigenti ( esclusi gli amanti della complessità a fine di immagine) saranno d'accordo. Molto meno i sindacati, ma crediamo che ormai anche questi devono cominciare ad abbassare le cresta se si vuole ridare credibilità alla scuola come sevizio. Anche ad essi, però, va data una gratificazione aumentando gli stipendi ai maestri unici.

 

A noi resta la soddisfazione  di essere stati fra i pochi , o forse unici, che, dopo la nomina, abbiamo suggerito al nuovo Ministro alcuni interventi innovativi e/o di "ritorno al passato" compreso il ripristino dell' insegnante unico. Ma non solo. Nel piano che starebbe  preparando il Ministro riteniamo che debba trovare posto un'altra vera innovazione: l' abolizione dell' obbligo scolastico. Non ha più senso, mentre risolverebbe tanti altri problemi. Un ultimo suggerimento, senza presunzione, : si legga tutti gli interventi  pubblicati sul settore della scuola. Crediamo che le potrà essere utile anche per il Suo piano.

Buon lavoro sig. Ministro.