AUTOBIOGRAFIA DI UN COLLEGA EDUCATORE: ANTONIO DI CRESCENZO

 

L' amico e collega di professione , dott. Antonio Di Crescenzo, ha voluto farci omaggio di un suo "ROMANZO AUTOBIOGRAFICO". Quando abbiamo visto il contenuto del plico arrivato per posta, abbiamo subito pensato : ecco perché Totò ( per gli amici) non ha più chiamato a raccolta le "api dello Sciame" ( associazione "paraturistica" di Dirigenti scolastici in pensione, amanti delle bellezze naturali ed artistiche dell' Abruzzo, e delle sue squisitezze culinarie, soprattutto antiche) ,  stava scrivendo le sue memorie comprese le gite fatte con lo Sciame.. Totò, a quando la prossima convocazione ? Non tener conto di eventuali iniziative concorrenti che hanno tutt'altro fine.

 

 

            Di Crescenzo non è stato un "ex" Dirigente scolastico , ma un "già" Direttore didattico di scuola elementare. L' "ex", infatti, annulla, mentre il "già" conserva tutta , nel bene e nel male, la sostanza del lavoro professionale  svolto durante la vita attiva. Totò ha voluto imprimere, nero su bianco, le origini e l' evoluzione del suo impegno sociale, prima come maestro  e poi come Direttore didattico.

            Ora bisognerebbe dire "Dirigente" scolastico, figura giuridica che ha tolto agli ex  ( qui ci sta bene l' <ex>)  Direttori didattici, la loro originaria funzione pedagogica e, appunto,didattica, per trasformarli in  piccoli burocrati di periferia.

            Ma questo non è stato  il caso di Di Crescenzo che ha lasciato la scuola prima della rivoluzione burocratica della funzione. Dal suo "ROMANZO AUTOBIOGRAFICO" , infatti, si evince lo svolgimento di una "carriera"  segnata dalla convinzione che la scuola, e la passione che questa richiede, siano le colonne portanti di un impegno educativo "taumaturgico" per i mali che affliggono , purtroppo, una società "disorientata" come quella dei decenni a cavallo dell' anno 2000.

            L' amico Prof. Nando Filograsso scrive nella presentazione : "" Le pagine del suo romanzo ci raccontano di vicissitudini che costellano una vita giunta a quella che ha tutta l' aria di un bilancio gratificante almeno sotto il profilo di un compito assolto con coerenza e determinazione......che non è facile per nessuno specie quando si intende incanalarlo lungo la strada di quello che oggi definiremmo del <rispetto delle regole> ""

            Una testimonianza concreta in tal senso si ritrova nel saluto letto dagli insegnanti del 7° Cicolo didattico di Pescara quando il 24 giugno 1990 , in apposita riunione conviviale, il Direttore ha salutato il Collegio dei docenti, in attesa di andare in "quiescenza" col 1° settembre . Nel 5° capoverso del messaggio di saluto da parte dei maestri/e si legge testualmente.

            ""Noi , caro Direttore, abbiamo imparato a conoscerLa, a capire che sotto quelle onde increspate c'è dell' acqua tranquilla, incapace di arrecare danno, le cosiddette "sfuriate" sono state quelle che, il padre premuroso fa in seno alla famiglia, quando questa cerca di deviare e non procedere per il verso giusto.""

            Ci sembra di non dover aggiungere altro se non un carissimo augurio per un'ancora lunga vita di serenità.

            Un abbraccio in attesa di una nuova convocazione dello Sciame.