LE INTERCETAZIONI APRISCATOLE

 

Il Direttore dell' Agenzia "ABRUZZOpress" ci ha inviato la sua nota domenicale dedicata alla legge in approvazione finalizzata ad inasprire le pene connesse agli abusi compiuti con le intercettazioni telefoniche.. L' amico Marino è convinto che il nuovo testo di legge non servirà ad eliminare il cosiddetto "apriscatole:" Siamo d' accordo. Noi, però, del problema abbiamo un' dea particolare. Ne abbiamo parlato già due volte. L' ultima provocazione in merito  è inserita nel titolo ZIBALDONE 2 . Per chi si fa sorprendere a parlare telefonicamente di pettegolezzi , di prostitute, di ruberie , di truffe, di corruzione e/o concussione, o di altre iniziative da Codice Penale proponiamo di spedirli in Africa a tenere compagnia a Tarzan e Cita. .

            Ciò non vuol dire che condividiamo le malefatte degli intercettati attuali e che, quindi, li vogliamo difendere. Ci preoccupa , invece, la constatazione della scarsa intelligenza, della bassezza etico-morale, e della inaffidabilità di dirigenti statali, di politici, di imprenditori ecc. che cascano nella trappola. Chi non sa gestire la propria attività, evitando di farsi sorprendere con facilità con le dita nella marmellata, dimostra di non avere le caratteristiche giuste per guidare lo Stato e la società civile. Dunque non in carcere, ma fuori dall' Italia.

 

La politica sottoscacco da... un' apriscatole

di Marino Solfanelli

Le leggi in corso di approvazione per regolamentare (e limitare) le intercettazioni telefoniche, e la loro diffusione a mezzo stampa, non risolve, o lo risolve solo in parte, lo stato di soggezione della politica alla magistratura. La quale si è dato un marchingegno, un "apriscatola", per dirla alla maniera di Giorgio Gaber, che le consente (alla magistratura) di tenere sottoscacco la politica, a qualsiasi livello. Un sistema, semplice, facile facile, che potrebbe essere definito "metodo ambrosiano", che fu rivelato da Tonino Di Pietro nel corso di una lezione al CEPU, trasmesso anni addietro in diretta televisiva.

"State attenti," disse Di Pietro ai discendi con l'aria dell'illusionista che dice "a me gli occhi"...

Il metodo è il seguente: Si prende una cartellina, ci si scrive il nome di un personaggio, politico o no, anche i mancanza di notizia criminis, "senza apporre la data". Quindi si mette il personaggio sotto osservazione, senza limiti di tempo, e con tutti gli strumenti che la moderna tecnica mette a disposizione. Dice un vecchio proverbio cinese, "vai sulle rive del fiume e aspetta, vedrai passare il cadavere del tuo nemico". Parafrasando il proverbio, diciamo che, un po' di pazienza, prima o poi il fascicolo "senza data" intestato al personaggio assumerà consistenza: la raccomandazione per un imprenditore che se non attiene un appalto fallisce, la cena a lume di candela con elegante signora in ristorante alla moda, un massaggio alla cervicale, lo spezzone di una frase abilmente estrapolata da consentire particolari interpretazioni, e il giuoco è fatto. Non si ravvedono motivi di rilevanza penale?, che importanza ha. Prima o poi arriva una elezione, politica o amministrativa, si passa la "velina" dei colloqui registrati a Travaglio, e il personaggio è sputtanato in "anno zero" e politicamente azzoppato...

La leggi in corso di approvazione metteranno fuori uso l'apriscatole?, ne dubitiamo...

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