TURISMO – AGGIORNAMENTO DELLO ZIBALDONE N.3

 

Per puro caso mentre in Abruzzo l' Assessore regionale al turismo Di Dalmazio  illustrava ai giornalisti il Piano triennale <Sistema Abruzzo> (leggere sotto) finalizzato a trasformare la gestione turistica  della regione in <comparto produttivo>, con tutte le conseguenze organizzative e finanziarie , in Veneto, i sindaci dei Comuni che gravitano alle falde delle tre cime di Lavaredo  hanno chiarito cosa si può intendere per comparto produttivo. Riprendiamo dal dettagliato servizio di Marino Smiderle su "il Giornale" di oggi

Il Sindaco di Calalzo (BL), Luca De Carlo, dichiara che il mordi e fuggi è ""Un turismo di rapina di cui la montagna non ha più bisogno"". "" L' epoca del tutto gratis deve finire, lascia traffico e rifiuti e non fa differenza in redditività : alle nostre Dolomite non serve"" . Conseguenza: per sedersi a mangiare un panino nelle aree pic-nic occorrerà pagare un tiket da 5 a 10 euro.

 

 

Il Sindaco di Cortina , Andrea Franceschi, per dare man forte a De Carlo sostiene : ""Il nostro territorio è preso d' assalto, soprattutto in particolari periodi dell' anno, anche da chi lascia molto poco. Condivido l' idea di aprire una discussione sul caso perché sarebbe corretto che i costi venissero assorbiti da chi utilizza le strutture.""

Intanto già per avvicinarsi alle tre cime  ed eventualmente servirsi del rifugio di Auronzo di Cadore , motocicli, auto, pulmini e autobus devono fermarsi  sei chilometri prima in apposito parcheggio a pagamento giornaliero, che va da 10 euro per le moto a € 90 per gli autobus. Dal parcheggio c'è la navetta a pagamento (€ 5 solo andata , 8 compreso il ritorno). Per il rifugio € 3. Speriamo che non tasseranno anche l' aria, o magari la venderanno imbottigliata per uso casalingo. Ogni commento socio politico ci sembra superfluo ma un paio di osservazioni occorre farle.

 

a) Che ci siano "turisti" maleducati e sporcaccioni è vero: potrebbe anche essere , però, che nelle aree mancano i raccoglitori di rifiuti. Si può rispondere che anche lo svuotamento dei contenitori costa e non ha contropartita. .

 

b) Ci chiediamo, allora, : perché nessuno ha pensato ai costi di gestione quando le aree sono state attrezzate ?  Il sindaco De Carlo, fa capire indirettamente che allora, le Dolomiti avevano bisogno di turisti. Adesso, con la saturazione dei gitanti meno abbienti, cioè quelli  che non vanno al ristorante per farsi spennare, ma considerano la gita in montagna come conquista sociale, , si è creato un problema che annulla tutta la filosofia che stava dietro all' euforia turistica degli amministratori.

E così i tiket per sedersi all' aria aperta si trasforma in una punizione per chi non si può permettere il ristorante o che volesse soltanto gustarsi un panino respirando aria pura.. A meno che , come potrebbe accadere in Abruzzo, l' arredo turistico non fosse stato pensato come elemento essenziale di un <comparto produttivo> considerato come investimento  a favore dell' economia paesana. Se così fosse non ci sembra socialmente corretto, con tutte le ragioni che i sindaci dolomitici possono portare a loro difesa.

A questo punto ci resta solo da fare un invito all' assessore abruzzese Di Dalmazio affinché rilegga il suo Piano e trovi il modo di applicarlo , con impegno formale scritto, magari con apposita delibera consiliare,  evitando che in Abruzzo succeda come nelle Dolomiti..

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