LA DIGNITA’ DELLA DONNA PER LE VIE DI CHIETI

Dall’ Agenzia Abruzzopress diretta dall’ Editore Solfanelli di Chieti riceviamo e pubblichiamo “La nota della domenica” relativa alla manifestazione  “se non ora quando?”
Sullo stesso argomento riprendiamo anche un intervento di  Luciano Pellegrini che , però, descrive l’ evento da altra angolazione: Riteniamo che Il testo merita di essere letto per le osservazioni che vanno oltre l’ evento.

 

 

A margine della manifestazione per la “dignità della donna”

Se non ora… “dimmi quando, quando, quando?…”

di Marino Solfanelli

 Anche la quieta domenica teatina, del resto come in tutte le altre città d’Italia, è stata attraversata dal corteo per la dignità della donna “se non ora quando?”. Una locuzione che ha un preciso significato: “Se non riusciremo ora – che la magistratura di Milano ce ne offre la opportunità – quando ci sarà possibile mandare a casa Berlusconi?”.

Messa così la cosa poteva sembrare persino divertente per una città come la nostra, tranquilla e sonnecchiante, al limite della monotonia, ove non accade mai nulla, la domenica mattina, che richiami l’attenzione dei cittadini di Chieti.

Ma i gruppi, evidentemente provenienti da diversi centri della provincia, che hanno sfilato lungo il corso Marrucino, innalzando bandiere ed ostentando cartelli, e ritmando slogan, erano preceduti da stuoli di bambini, le cui innocenti voci argentine s’univano a quelle stridule delle loro madri inasprite dall’astinenza di potere.

La cosa non è piaciuta ad alcuni, che hanno suggerito: “lasciate a casa i bambini innocenti, teneteli lontani dalle vostre beghe politiche, insegnate loro poesie”, non cose per loro senza senso…

Se per talune rivendicazioni si coinvolgono bambini vuol dire che si è giunti proprio alla canna del gas…
A quei bambini che gridavano con le innocenti voci argentine “se non ora quando?”, avrei voluto consigliare: «bambini, ditelo alle vostre sprovvedute madri, che hanno indotto anche voi, innocenti creature, ad urlare “se non ora quando?”; quando? Ditele: “mammina, sei così sciocca da non saperlo?, quando il centrosinistra, magari con l’aiuto di quello stingo di moralistà che è Fini, vincerà le elezioni”…


Se non ora, quando?

 Visto da  Luciano Pellegrini 

 Le mie riflessioni e sensazioni sulla manifestazione di oggi 13 febbraio a Chieti su “Se non ora quando?", sono, sinceramente, queste.

 Per essere diversi dalle altre città, la manifestazione a Chieti è stata “ strumentalizzata” con un manifesto alternativo a quello ufficiale  con la firma di adesione di 24 sigle sindacali- partiti- associazioni. E’ stata una provocazione alle direttive impartite a livello nazionale.

 Il manifesto …..

 << La manifestazione non è fatta per giudicare altre donne, contro altre donne, o per dividere le donne in buone e cattive.  I cartelli o striscioni ne terranno conto.

La manifestazione è fatta per esprimere la nostra forza e la nostra determinazione. Siamo donne fiere e orgogliose.  Chiediamo dignità e rispetto per noi e per tutte. Siamo gelose della nostra autonomia e non ci lasceremo “usare”.

Per questo non ci devono essere simboli politici o sindacali nei nostri cortei: vogliamo che sia anche rispettata la nostra “trasversalità”. Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità.  E ciò non è più tollerabile. Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? E’  tempo di dimostrare amicizia verso le donne.>>

 ….e lo scenario  sfilante

 Se si fosse dato spazio alla provocazione sarebbe stato facile capire che era una manifestazione della sinistra contro Berlusconi. Circa un migliaio di manifestanti hanno sfilato per le strade di Chieti. La maggior parte donne “ mature”. Questo è un campanello di allarme… Poche le studentesse. Mi sono chiesto dove erano tutti gli studenti, per esempio del Liceo classico, che per giorni hanno manifestato contro la riforma Gelmini… Forse era solo  per fare “ filone?” Oggi, domenica, meglio dormire!

 Buona rappresentanza di uomini, maturi, anche bambini accompagnati da genitori. Assenza completa degli amministratori della città, sia assessori che consiglieri.
Doveva partecipare l’assessore per le Pari Opportunità al comune di Chieti Emilia De Matteo e non trincerarsi dietro la politica!
Ma le donne che amministrano la Provincia e il Comune dove erano? Qualche consigliere della passata amministrazione di ieri e qualcuno oggi di centro sinistra…pochi!  Le TV neanche a pensarci…sono state tutte dirottate a Pescara!
Al termine della sfilata,a piazza G.B.Vico, oltre a varie citazioni enunciate da manifestanti, intervallate da buona musica, il professore Lucchetta dell’università G D’Annunzio, facoltà di lettere, ha preso spunti dal libro  “Sesso e Carattere” di Otto Weininger, Filosofo austriaco che morì nel 1903 a Vienna all'età di 23 anni con una ferita sul lato sinistro del torace, dopo la pubblicazione di “Geschlecht und Charakter “(Sesso e carattere).

 Tanto per informare  ( n.d.r.)

  Nella sua opera “Sesso e carattere”, l’ autore  citato ipotizza che tutte le persone siano composte di un insieme di sostanze maschili e femminili, e cerca di sostenere il suo punto di vista scientificamente. Il lato maschile sostiene che sia attivo, produttivo, cosciente e logico, mentre il lato femminile sia passivo, improduttivo, inconsapevole e illogico o amorale.  Weininger ,insomma, vedendo la donna:  come uno strumento riproduttivo  sostiene che l'emancipazione dovrebbe essere riservata alle "donne mascoline", ad esempio le lesbiche, e a quelle  la cui funzione riproduttiva si  sia esaurita.

 (Omissis)

.Se non ora, quando?  È’ anche un romanzo di Primo Levi . dove si narrano  le avventure “picaresche” (narrazione apparentemente autobiografica), di un gruppo di partigiani ebrei di origini polacche e russe, che, a suon di imboscate ai tedeschi, si fanno strada per raggiungere la Palestina passando per Milano
Potrei ricordare i movimenti femministi del 1968, ma è un’altra storia!  Il femminismo è stato il primo momento politico di critica storica alla famiglia e alla società .

 Cosa dire? Probabilmente io avrei dato un altro titolo alla manifestazione.