PROVOCAZIONI IN LIBERTA'

Ieri sera abbiamo assistito all’ intervista che Eugenio Scalfari ha concesso a  “OTTO E ½”  trasmissione  serale  sulla rete “la 7”..Tutti conoscono i suoi orientamenti socio politici espressi ogni domenica in maniera spesso “brutale”.sulla “sua Repubblica”..  In TV, invece, gli va riconosciuta  l’ abilità di  “galleggiare” in maniera da non provocare suscettibilità particolari pur esprimendo le sue idee in maniera comunque taglienti,  se non sprezzanti e presuntuose.

 E’ il caso, ad esempio della risposta data alla Gruber circa il confronto televisivo con Giuliano Ferrara. rifiutato perché non ha  ritenuto lo “sfidante” alla propria altezza culturale. Con malcelata ironia, però, ha detto che si confronterebbe volentieri con Berlusconi ma senza  precisare se lo considera solo pari a sé o addirittura superiore. A nostro avviso è stata una caduta di stile. Comunque, contento lui,  le considerazioni di terzi sono superflue..

Ciò che invece gli vogliamo contestare è stato il ragionamento sul problema del debito pubblico e la sua possibile eliminazione.. In merito si è arrampicato un po’ sugli specchi poiché non ha avuto il coraggio di precisare perché il debito deve essere eliminato solo con le tasse. Ma non solo. Avrebbe dovuto spiegare perché per  eliminare il debito pubblico ritiene sufficiente una supertassa . a carico dei redditi superiori a 40.000 € l’anno. e ancor più sulle rendite di capitale Ci piacerebbe conoscere il procedimento del calcolo con cui si evidenzia la possibilità   che i circa duemila miliardi di euro , stando all’ ultima  informazione di Draghi, sarebbero rimborsabili al Creditore. Avrebbe dovuto dire anche chi è il creditore a cui lo Stato deve restituire il prestito. Avrebbe dovuto spiegare qual è l’ imbroglio che sta dietro il debito pubblico di cui nessuno parla, cominciando da Berlusconi per finire all’ ultimo cronista di un giornalino parrocchiale . Scalfari, insomma, non può far finta di non sapere, e sarebbe suo dovere di comunicatore di idee diffonderne la conoscenza.

Sulle domande economiche della Gruber c’è anche un’altra carenza. Quando ha dato atto che il Ministro Tremonti ha saputo tenere la barra dritta nella lotta alla crisi

lo ha  poi criticato perché ha fatto solo  tagli alla spesa pubblica senza fare niente per promuovere la crescita. E’ chiaro che i due concetti fanno a botte, ma l’ aspetto più importante è che pure Scalfari è caduto nella trappola linguistica della parola “crescita” di cui nessuno spiega il significato semantico. Quale crescita e di che avrebbe dovuto promuovere Tremonti ? Anche qui Scalfari fa finta di non aver capito che l’ unica crescita che tutti vorrebbero, senza dirlo chiaramente, è quella dei consumi. Se i “consumatori  non “consumano” non c’è crescita che tenga.