PROVOCAZIONI ESTEMPORANEE SULLA CRISI

L' ultima sulla "crescita", della sig. ra Marcegaglia

Venerdì sera un telegiornale, non ricordo quale, ha fatto sentire l' ultima dichiarazione della sig.ra Presidente degli industriali italiani a proposito della "crescita" . Mentre, secondo Profumo ( ex Unicredit), l' Italia non avrebbe alcuna idea della crescita, Lei un' idea ce l'ha , e come, e finalmente, dopo due anni, la pubblicizza: bisogna lavorare fino a quasi 80 anni come in Germania. Se lo dice la Presidente significa che l' Associazione che presiede è d'accordo. Ma il Governatore Draghi vede il problema in modo diverso. Sintetizziamo, per parlarne meglio con un' altra provocazione. Il Governatore , parlando all' assemblea dei soci nell' aprile 2010 ha precisato che la "crescita" si può avere a due condizioni : - che aumenti la produttività oraria dei lavoratori, visto che in Italia è la più bassa d' Europa; - che siano adeguate ai tempi le strutture produttive italiane troppo statiche e frammentate. Allora la sig.ra Marcegaglia ci può spiegare che centrano le pensioni con le strutture inadeguate delle imprese e la scarsa voglia di lavorare degli addetti ? Ci riflettano i soci di Confindustria. Tornando alle pensioni:

 

Ma come è possibile che nessuno degli associati abbia riflettuto sulla libertà costituzionale delle persone che si sono stufate di lavorare? E sulla resa produttiva di chi viene impedito di andare a riposarsi o a fare un altro mestiere? Nessuno ha pensato al danno economico che produce chi non ha più voglia di lavorare? Ma dove è finita la "liberalizzazione" tanto proclamata ed auspicata se si impedisce ai "lavoratori" di scegliersi, liberamente e quando vuole, l' attività che piace di più ? Non è che gli imprenditori, l' INPS, il Tesoro ecc. , hanno la satanica speranza che molti lavoratori moriranno prima di riscuotere la pensione? Insomma, è impressione generale diffusa che nessun detentore di potere politico, economico, sindacale, mediatico in genere, ecc..., cioè i cosiddetti "poteri forti", voglia davvero risolvere la situazione critica della società. Ciò che si vuol tutelare è solo il proprio orticello facendo consumare al popolo i relativi prodotti, farlo ingrassare con le sofisticazioni, farlo ammalare per una morte lenta ma precoce.

Il caso Tremonti

E' diventato il "capro espiatorio" di un provvedimento che non piace a nessuno senza che qualcuno si chieda il perché e per come delle tasse , nonché della "crescita" di imposte, tichet e tributi vari ai quali nessuno può sfuggire se non riducendo i consumi superflui. Ma questo è il contrario della "crescita". E allora ? Ci fosse stata anche una sola proposta alternativa.! Ognuno ha protestato per se stesso. Quando Tremonti elaborava le sue idee, facendole accettare anche dall' Europa, dove erano e cosa facevano quelli che adesso ripropongono la fallita "cabina di regia" di finiana memoria, cominciando da Berlusconi , che di economia se ne dovrebbe intendere, sia come premier che, anzitutto , come imprenditore ? Tremonti , mi dispiace per chi non lo sopporta più per incompatibilità , non è sostituibile, senza danno, fino alle prossime elezioni o ad una caduta anticipata del Governo perché non c'è nessuno che sa e può fare meglio di lui. Nonostante i difetti che non gli mancano, come ad esempio, non aver detto agli italiani, e ai Ministri la verità vera sul debito.

Sulla "cabina" mi piace ricordare cosa diceva il nostro Remo Gaspari quando sedeva nella stanza dei bottoni :""quando si discute un problema che non si può o non si vuole risolvere si nomina una commissione""

. La non soluzione veniva diluita nel tempo e passava nel dimenticatoio. Più di qualcuno, anche ora, ha interesse a far passare nel dimenticatoio il "debito sovrano" di cui , anche i soli interessi sono e restano insostenibili, con gran piacere dei creditori e dei "mercati" (cioè la Borsa) . C'è qualcuno che , cortesemente , spieghi ai consumatori quale rapporto esiste fra le Borse e la "crescita" invocata da tutto il mondo in crisi?

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Il caso Draghi

Il dott. Mario Draghi, prossimo Governatore della Banca Centrale Europea (BCE), nella funzione di Presidente della Commissione (internazionale) per la stabilità economico-finanziaria (FSB), ha partecipato ad una riunione della Commissione internazionale per la moneta e la finanza (IMFC), a sua volta braccio operativo del Fondo Monetario Internazione (FMI) . Nel documento depositato per l' occasione si leggono queste affermazioni (fonte Il Corriere della Sera):

- «Le attuali tensioni sui mercati finanziari legate ai timori» (sulla crisi del debito) «presentano sfide urgenti per le autorità finanziarie. I rischi sul sistema finanziario e sui debiti sono strettamente intrecciati. I governi devono giocare il loro ruolo, rafforzando le loro posizioni di bilancio e irrobustendo la competitività, attraverso riforme strutturali da realizzare in tempi stretti».

- «Gli ultimi sviluppi sui mercati hanno sottolineato la necessità di spingere per attuare pienamente il programma globale di riforme finanziarie per assicurare che le istituzioni finanziarie, i mercati e le infrastrutture siano più resistenti».

- «È importante che la comunità internazionale completi - aggiunge Draghi - la piena attuazione delle riforme se vogliamo veramente costruire un sistema finanziario più resistente».

Nella relazione tenuta a Palazzo Koch il 21 aprile scorso in occasione del Convegno: "Europa 2020: quali riforme strutturali per l'Italia? " il Governatore ha scritto:

- ""Le attuali tensioni sui mercati finanziari legate ai timori» (sulla crisi del debito) «presentano sfide urgenti per le autorità finanziarie. I rischi sul sistema finanziario e sui debiti sono strettamente intrecciati. I governi devono giocare il loro ruolo, rafforzando le loro posizioni di bilancio e irrobustendo la competitività, attraverso riforme strutturali da realizzare in tempi stretti"".

- ""Gli ultimi sviluppi sui mercati hanno sottolineato la necessità di spingere per attuare pienamente il programma globale di riforme finanziarie per assicurare che le istituzioni finanziarie, i mercati e le infrastrutture siano più resistenti"".

- "" È importante che la comunità internazionale completi - aggiunge Draghi - la piena attuazione delle riforme se vogliamo veramente costruire un sistema finanziario più resistente"".

Proviamo ad immaginare cosa si può celare dietro le dichiarazioni sopra riportate.

a) Le tre affermazioni fatte nella riunione della Commissione internazionale per la moneta hanno tutte una sola comune caratteristica: destinatari sono solo gli addetti ai lavori. Il frasario ed i termini linguistici non sono appropriati al problema che si vorrebbe e dovrebbe spiegare alla gente normale. Confessiamo con sincerità di non aver capito cosa ha voluto dire con le espressioni: - rafforzare i bilanci e irrobustire la competitività; -spingere per assicurare mercati e infrastrutture (quali?) più resistenti; - costruire un sistema finanziario più resistente.

b) Ci sbagliamo se ci viene il dubbio che la proposta di una nuova "governace" mira a sottrarre le banche da un qualunque controllo politico? Chi sta pensando ad un unico governo politico autoritario se non dittatoriale? Dopo quello monetario sarà sottratto agli stati anche quello politico?

Nella relazione tenuta a Palazzo Koch il 21 aprile scorso in occasione del Convegno: "Europa 2020: quali riforme strutturali per l'Italia? " il Governatore ha scritto:

- ""Molti aspetti della nuova governance europea (sistema gestionale delle banche - n.d.r.) sono ancora da definire. Il Sistema europeo di banche centrali ha più volte sottolineato la necessità di dare certezza ai meccanismi sanzionatori a presidio del Patto di stabilità e crescita. Sottrarre l'operare delle regole allo scambio politico è una garanzia per tutti e in particolare per i paesi più deboli, la cui credibilità sui mercati viene accresciuta se la loro azione si esplica in un contesto ben definito di regole europee. Non è un cammino facile, i paesi dell'Unione hanno inevitabilmente situazioni e interessi diversi, ma le capacità che i governi e le istituzioni comunitarie hanno mostrato nel superare le fasi peggiori della crisi inducono a ritenere che l'Unione ne uscirà in ultimo rafforzata."".

Ci vogliamo sbagliare ma abbiamo la vaga impressione che dallo spostamento di Draghi alla BCE l' Italia non trarrà alcun giovamento. (continua)