PROVOCAZIONI ESTEMPORANEE --2—

 

CI PRENDONO IN GIRO TUTTI:

- Berlusconi e Tremonti , per primi , perché non dicono la verità sulle condizioni finanziarie e debitorie dello Stato;

- I Ministri e i loro vice, che parlano e sparlano dicendo nulla su tutto; ce n'è uno, però, a cui è sfuggita una verità: il Ministro Maroni esprime meraviglia per il milione di firme raccolte da Di Pietro, sperava, forse, che la raccolta fallisse ? E in tal caso , perché?

 

- Gli economisti che non ne azzeccano una, sempre in disaccordo fra loro e, spiazzati dalla crisi, se interpellati si arrampicano sugli specchi con ragionamenti e previsioni che la gente comune non capisce;

- I Sindacati che non sanno quali pesci prendere per la finta difesa dei lavoratori, e non hanno il coraggio di dire loro come stanno veramente le cose ;

- La BCE, che negli Statuti, Regolamenti e decisioni usa tutti i verbi al condizionale per avere sempre mano libera in tutte le decisioni, ma non solo , non riesce a spiegare di chi è la proprietà della moneta;

- I responsabili dei partiti che chiacchierano a vuoto per timore di perdere consenso;

- Bankitalia con Draghi, che ha fatto di tutto per galleggiare in attesa di trasferirsi a Bruxelles.

- I troppi giornalisti che "tengono famiglia" ma non hanno la libertà e il coraggio di scrivere le verità vere su economia e politica, però si "divertono" ad usare espressioni di lingua inglese( spread ad esempio) e termini astratti in costruzioni sintattiche corrette ma vuote di concretezza, affinché i non addetti non capiscano. Ce ne sarebbero altri, che in questo momento ci sfuggono, ma ci fermiamo per tornare "sull' ossessione" vuota della "crescita", dilagata, ormai, quasi a livello mondiale. Ne abbiamo parlato più volte, forse troppo, ma il problema è intrigante perché ci sembra che la questione sia una delle chiavi più importanti per capire cosa c'è dentro e dietro la crisi. I consumatori hanno cominciato a capire che non è possibile fare il passo più lungo della gamba. Di qui i timori e le sollecitazioni dell' imprenditoria; ma vediamo cosa ha detto col MANIFESTO/ PROGETTO.

Se togliamo Profumo e Draghi che , come abbiamo documentato, hanno smentito la Presidente di Confindustria, non ci risulta, salva una nostra disinformazione possibile, che altri abbiano espresso perplessità sul concetto di "crescita". L' ultima in merito non è della Presidente Marcegaglia, ma è arrivata dal manifesto " Progetto delle imprese per l' Italia " . Hanno sottoscritto la proposta 5 Associazioni di imprenditori: l ' ABI (bancari) – l' ANIA ( le assicurazioni) - L' ALLEANZA DELLE COOPERATIVE ITALIANE – CONFINDUSTRIA ( imprese industriali e artigiane) -- R.E.TE IMPRESE ITALIA (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti.).

Cosa dicono queste Associazioni a proposito della "crescita" ? Estrapoliamo dal manifesto:

- Da troppo tempo l'Italia non cresce

- Costruire le prime e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.

- Per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie.

Eccole:

1 - Spesa pubblica e riforma delle pensioni

2 - Riforma fiscale

3 - Cessioni del patrimonio pubblico

4 - Liberalizzazioni e semplificazioni

5 - Infrastrutture ed energia

Con tutto il rispetto verso ogni tipo di impresa, piccole o grandi che siano, per quanto di buono hanno fatto finora , e potrebbero continuare a fare, ci permettiamo di aspettare un altro MANIFESTO- PROGETTO in cui sia spiegato :

A) cosa si intende per "crescita" in economia;

B)come l' attività delle cinque azioni prioritarie possono provocare la crescita spiegata nel punto A;

C) Come si intende risolvere il problema del "Debito sovrano" giunto al 120% del PIL , contratto dallo Stato con Banche private e/o singoli e associati finanziatori privati, tutti sconosciuti, oltre , ovviamente, alla BCE.

D) Sarebbe interessante se si spiegasse anche dove prendono i soldi gli speculatori di Borsa e i creditori degli Stati, visto che non è compito della BCE. Lo chiediamo perché I banchieri dell' ABI dovrebbero saperlo. Mentre aspettiamo riflettiamo brevemente sui cinque punti.

Punto 1) La riforma delle pensioni sarebbe uno dei provvedimenti più illiberali ed anticostituzionali che il Governo potesse attivare. Lo abbiamo già spiegato alla sig.ra Marcegaglia nel precedente articolo; non sarà, quindi, produttivo di crescita ma esattamente il contrario; a parte il dubbio che si voglia prolungare la vita lavorativa sperando nella scomparsa precoce dei lavoratori. L' uscita dal lavoro deve essere libera a qualunque età. E' ovvio che il calcolo della pensione va fatto su base contributiva

Punto 2) La riforma fiscale non può avere finalità di crescita. Sarà foriera , semmai, di una rinnovata lotta di classe. Una sana gestione economico-finanziaria dello Stato si potrebbe ottenere senza imposte e tasse eliminando una volta per sempre il debito. Si può fare. Proveremo a spiegarlo.

Punto 3) La cessione del patrimonio, dando per scontato che ci saranno acquirenti , o in subordine affittuari, possono togliere il deficit di un anno ed abbassare il debito. E dopo? Come si pagherà il debito che resta e quello successivo che continuerà a crescere ? Questa si che si tratta di una crescita vera.

Punti 4 e 5 ) Liberalizzazioni e infrastrutture in teoria potrebbero contribuire a far crescere i consumi , ma è tutto da dimostrare , dati i tempi lunghi che richiedono. Allora come la mettiamo con la fretta del manifesto quando dichiara che il tempo è già scaduto? (continua)